sabato 24 novembre 2018

Luce



Quale momento migliore di questo, caratterizzato dalle lunghe notti, per riflettere sulla Luce. Sì, Luce, con la L maiuscola, per non confonderla con l'energia elettrica erogata da note aziende. Tutto l'Universo è pieno di Luce. Noi non la vediamo, poiché la nostra vista non riesce a cogliere certe "frequenze", ma siamo in un Universo di pura Luce, e quindi anche ogni manifestazione di questa energia vitale è Luce. Noi umani non facciamo eccezione, siamo parte di questa manifestazione, ergo, siamo Luce anche noi.
Non capisco perché così spesso molte persone, soprattutto giovani, invece di essere la candela, cercano di essere lo specchio in cui la candela si riflette. Spesso guardano la Luce altrui e oscurano sé stessi dietro tanto apparente abbagliante splendore decidendo di diventare lo specchio, riflettendo la Luce di altri e fingendo di essere loro la candela. A volte sono talmente abbagliati da non rendersi conto che cotanta Luce, a cui si attaccano come le falene alle lanterne del giardino, è a sua volta un riflesso o una maschera, e cosi agiscono nella speranza di diventare anch'essi esche per falene.  Serve invece scavare un po' in sé stessi, in quella parte che ci sembra "oscura", per scoprire che la Luce era nascosta proprio lì dietro, coperta da un mantello di suggestioni e condizionamenti, spesso anche autocreati, che ci sembravano invece così tanto "luminosi". Siamo noi a decidere se vogliamo essere la candela o lo specchio della candela, ma soprattutto sarebbe importante essere sinceri con sé stessi, per avere il coraggio di andare oltre l'orgoglio e ammettere di non essere stati la candela, ma di aver cercato di rubare la Luce altrui. 
A tutti è capitato di innamorarsi di qualcosa, è normale.
Trovare ispirazione in ciò che ci sembra luminoso e bello è un conto, copiare (questo è il termine giusto) è un altro. Anche ogni artista di ogni tempo ha sempre cercato e cerca l'ispirazione: la trova nella natura, nelle opere che vede o nelle parole che ascolta e che arrivano al  cuore, nel volo di una farfalla, nello sbocciare di un fiore, nell'ondeggiare delle foglie cadenti, nelle nuvole, nella vela che si inarca spinta dal soffio lieve della brezza marina, nel sussurro del vento, nello studio di un argomento. Poi però una scintilla nel profondo Sé si muove, e quell'ispirazione si concretizza in qualcosa di totalmente originale e suo: l'Artista estrae la sua Luce e quelle parole, quella vela, quelle nuvole, quelle ali di farfalla, diventano altro, altre parole, altre forme, altri sfondi, altri paesaggi, altri segni, altri suoni. E' la natura personale dell'Artista che viene fuori, sono le sue emozioni, il suo sguardo sul mondo, le sue sensazioni, la sua espressione, la sua Luce. Non c'è bisogno di essere un'Artista per fare ciò. Serve verità, coraggiosa verità con sé stessi. Quando un Artista trae ispirazione dall'opera di qualcuno (ad esempio, un pittore che dipinge ispirato da una musica o da una poesia) non ha remore a dichiararlo, data la sua sicurezza sull'originalità della sua personale opera scaturita da tale ispirazione.

Ma tornerei alla questione Luce. Come dicevo serve coraggiosa verità e amore per sé stessi. 
Molte persone si "innamorano" di altri, e per coprire il fatto di non amare la propria vera autenticità (che spesso non conoscono) e quindi per paura di scoprire di essere diversi da quello che il loro cervello/ego suggerisce essere bello e "luminoso", compensano con l'imitazione diventando lo specchio di ciò che amano, negando anche a se stessi di essere vittima di mancanza di vera personalità. C'è addirittura chi diventa geloso di immagini che non ha creato lui/lei ma che a forza di usarle per rappresentarsi le sente come se fossero di sua appartenenza. 
C'è chi si crea uno stile. Ok bravo! Mi piace! Ma attenzione che se lo stile è "creato" su una suggestione o un condizionamento, se è una "costruzione" e non esprime la verità, è uno specchio anche quello, e anzi: potrebbe diventare il vetro annerito dal fumo che nasconde la propria autenticità anche a noi stessi. Quando invece lo stile esprime veramente sé stessi, ecco che emerge la Luce della candela.

Siamo immersi nelle giornate più buie dell'anno, il tempo della abbagliante luce del sole è alle nostre spalle, anzi, stiamo aspettando che "rinasca". Non c'è nulla che possa oscurare la nostra capacità di vedere. Approfittiamo quindi di questo momento per andare a sollevare quel velo di fumo attaccato agli specchi, riconoscerli, smontarli, e liberare la nostra Luce. Non importa se essa non è quello che avremmo voluto, non importa se è rosa invece che gialla, non importa se ha una forma piuttosto che un'altra: quella Luce siamo noi. Inizialmente la mente può non accettarla, volendo continuare a seguire le sue suggestioni, ma poi subentra una condizione di benessere, di pace, di familiarità, di accettazione (che non è "rassegnazione) sostenuta da un senso di apprezzamento e amore per sé stessi. Un valido mezzo per arrivare allo scopo è ascoltare le emozioni. Loro ci parlano, e per emozioni non intendo le turbe del cervello che vuole portarci dove vuole lui, ma quelle che vengono su dalla pancia. Se ci sentiamo stressati, scontenti, facciamoci qualche domanda. Se nel momento in cui facciamo qualcosa sentiamo una soddisfazione nella mente ma agitazione che nasce dal profondo inconscio, che può manifestarsi in mille modi (calore, sudore, insofferenza, nervosismo immotivato o motivato da cose sciocche ecc... ), facciamoci qualche altra domanda. Se ci sembra di correre verso un nonsoche come se avessimo "il fiato sul collo" o dovessimo dimostrare qualcosa, chiediamoci perché. Se se se… ci sono mille altri modi in cui le nostre emozioni ci parlano. Tutto quello che non ci fa stare bene dentro, "nella pancia" come si suol dire, ma gratifica solo la mente o forse la stressa quando i risultati non sono quelli sperati, non ci permette di esternare la nostra Luce. 

Essa è fatta di: autenticità, verità, serenità, pace, autostima, positività, amore di sé, originalità, espressione sincera, calma, sorriso, gratitudine, gentilezza, rispetto, libertà, anima, creatività, amichevolezza (esiste, ho controllato), tranquillità, luminosità, riconoscersi, sensazioni positive, gioia, singolarità, atipicità, onestà, genuinità.

Non importa se non siamo quello che ci hanno detto di essere. Non importa se non siamo come la testa o l'ego vorrebbero essere. Dobbiamo esprimere Luce nella nostra unicità, e se siamo Luce siamo anche automaticamente tutte quelle parole. Siamo protetti dal diventare "prede". L'ombra verrà sempre a trovarci prima o poi, la vita non è sempre un allegro giro sulla giostra, la Luce si offuscherà ogni tanto, faremo errori, dovremo sempre togliere il velo fumoso da qualche parte, il camino va sempre spazzato dalla fuliggine, il candeliere va ripulito dalla cera. Non saremo sempre belli, giovani o perfetti (secondo gli improbabili "canoni sociali"), ma non importa, non dobbiamo diventare quella falene che si attaccano al lampione (e spesso si bruciano) per compensare ciò che non soddisfa la nostra mente.

Mi rendo conto che sono noiosa, in fondo parlo sempre delle stesse cose. In questo blog ho affrontato argomenti che alla fine, anche se sembrano tutti diversi, portano sempre alle stesse conclusioni. Ho raccontato di streghe, nel senso nobile del termine, di forza e anima femminile, di sorelle e, più o meno direttamente, di femminismo (a modo mio e forse un pelino fuori dal coro), di antichi valori che potrebbero oggi salvare il mondo: conoscenza, libertà, gentilezza, rispetto, riscoperta dell'importanza della Natura nella nostra vita, recupero dell'armonia con la Natura e del nostro patto di collaborazione con essa, recupero dell'armonia con sé stessi, comprensione del valore dei cicli della vita. Ho utilizzato leggende e antichi archetipi, ho mostrato la bellezza che ci circonda. Ho cercato di togliere un velo sulle criticità e sull'effetto che hanno sulla realtà e sulla mente delle persone i cosiddetti social, credo di aver detto sempre ciò che penso e forse, per questo, di non essermi attirata le simpatie di chi si è sentito tirato in causa nonostante io non avessi in mente di parlare di qualcuno in particolare. Ho cercato di spiegare l'importanza di riconoscersi tutte persone prima che uomo o donna, prima che belli e brutti, prima che giovani e vecchi. E le piccole cose? Sì, ci ho messo anche io il mio, ma qui la specialista è Simona sia chiaro!! Io ho soprattutto tentato di ricordare il valore della semplicità.
Alla fine tutto porta alla Luce, tutto si riassume in questo.
Lo dico soprattutto alle giovani generazioni che oggi, con le possibilità che hanno e che io alla loro età potevo solo sognarle, potrebbero tirare fuori davvero il meglio di sé ma invece si perdono in selfieboccaacecio o addominaletartaruga, si imitano, si invidiano, non fanno nulla per conoscere sé stessi (io a 17 anni mi interessavo di Avalon, di meditazione e di saggezza buddista), non tentano nemmeno un po' di migliorarsi in senso animico, psichico, spirituale, ritenendosi spesso già perfetti e arrivati, e se lo fanno si mettono al seguito di qualche neogurusantone/a di cui diventano lo specchio invece di cercare la loro personale verità spirituale in sè o in una ricerca condivisa ma comunque sempre personale. Possono utilizzare i numerosi mezzi a disposizione e le possibilità di essere liberi, viaggiare, studiare, creare, per esprimersi, per essere originali, per dare al mondo qualcosa di nuovo, per tirare fuori la loro vera essenza, per realizzarsi nel senso più alto e vero, per essere Luce. E' proprio giusto il detto popolare che chi ha il pane non ha i denti.
Visibilità... non sono contro, tutt'altro! Ma la visibilità c'è solo in presenza di Luce. Il resto è un inganno nella nebbia. 
Che dire…. care/i ragazze/i: in bocca al lupo. Spero che l'essere specchi vi porti comunque i suoi frutti e attragga tutte le falene che soddisfano il vostro bisogno di visibilità.

Ciò non toglie che questo è un periodo d'oro per cercare in una improbabile oscurità interiore quella Luce che i nostri occhi non riescono a vedere. Per chi ha amore per sè stesso: scegliamo di essere candele, anche se non ci sono specchi a cercare di riflettere la nostra Luce.


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Momento Nostalgia

Quando si viaggia nell'inconscio si trovano anche, a volte, i ricordi. Tra le luci possono stare solo ricordi luminosi. 
Frammenti, ritrovati tra le carte accumulate nel tempo.
"(n.b.questo luogo) non ha maestre, perché farebbe anche molto ridere che qualcuna di noi, che siamo tutte alla pari, pensi anche solo lontanamente di farsi maestra di altre ragazze, anche se queste sono ai primi passi. Si può consigliare, si può suggerire un modo di studiare, o qualche testo importante, ma ognuna è alla pari delle altre, ognuna è qui per imparare […]  senza sacerdotesse o guide presuntuose. […] Ciò che conta è la qualità degli interventi, non la quantità. Conta l'impegno, l'amore con cui si fanno le cose, la gentilezza nell'esporre, la dolcezza d'animo e la sensibilità, sia nelle sue caratteristiche femminili sia maschili" (StregaV.)
Immagino, e voglio pensare, che chi diceva queste cose le pensava veramente. Era bello il tempo in cui ogni contributo che veniva dato era valorizzato insieme alla persona che lo aveva portato. 
Si chiamava condivisione, cerchio, ricerca, sorelle animiche e anche fratelli (un tempo), perché maschile e femminile erano considerati alla pari, anche se fra sorelle si mirava certamente a visioni decisamente rivolte al femminile.
Oggi evidentemente non è più così, ed infatti è anche tutto morto (tutto quello che c'era), perché solo la Luce da anima alle cose. E' in atto un gioco di specchi che proiettano la luminescenza di un titolo, di un ruolo, di una suggestione, di un condizionamento, di una programmazione neuro-spirituale o mentale, di un ideale raccolto, di una necessità dell'ego… mi viene in mente la gazza ladra, che insegue tutto ciò che scintilla, ma non tutto ciò che brilla al sole è qualcosa di prezioso… a dire il vero, non ci sono parole con cui riesco a descrivere l'oggi, spesso resto solo basita, spiacevolmente stupita e confusa. Le persone che c'erano non ci sono più (fanno altro), chi è rimasto è cambiato, ha affossato ciò che c'era e si è messo nella corsa, il resto è tutto nuovo, e segue lo stile "social", che sta cambiando in peggio il mondo (vedi seconda parte del post del 12/10). Uff… non mi va nemmeno di parlare ancora di tutto ciò. Che "stufizia", come dice Simona :D.
Qualche volta ho pensato di rimettermi in gioco, ma date le premesse che vedo sul web e che vedevo sui social dove oggi confluisce tutto, anche la spiritualità, mi sono sentita stanca già mentre lo pensavo. In fondo, chi me lo fa fare? E probabilmente, a chi interesserebbe? Alla fine sto meglio così. Non posso fare a meno di essere me stessa, non posso fare a meno della mia libertà di pensiero, non sopporto la discussione che si crea con chi vuole portare tutti sulla sua linea con il ricatto psicologico (ed io son fatta così: non ci sto).
Voglio solo esprimere un pensiero positivo: che ci sia un ritorno all'espressione puramente personale, alla vera condivisione, all'onestà, all'integrità mentale e spirituale, al rispetto, al "siamo tutte/i alla pari", alla libertà e gentilezza, alla Luce. … anche se una vocina mi dice che sono solo parole al vento…. magari lo metterò nella letterina a Babbo Natale :DD

Mannaggia….. ancora non ho comprato nemmeno una decorazione nuova!!

4 commenti:

  1. Unicità è la parola che ritorna spesso in questo momento, in tutto quello che leggo. Mi sono chiesta se, dato che torna così tanto, anch'io non mi fossi persa un po'. Io credo che il mondo stia subendo una profonda scissione tra chi cerca di portare avanti la propria Luce e chi si perde completamente in quella di altri,e, come sempre è stato queste Luci, per quanto luminose, sono nascoste o poco visibili, a chi non cerca, a chi si limita a guardare in superficie. Andare in profondità, guardare la Propria Ombra per trovare la propria Luce richiede radici salde, e un lavoro continuo, che non è tipico di un mondo che va troppo veloce, in cui il tutto e subito prospera. Molti inciampano, cadono in queste maglie, ma l'inquietudine spinge alcuni a guardare oltre. Spero solo che questa deriva, che vedo intorno a me, non si concretizzi del tutto o quelli che sono per l'Unicità e la Verità dovranno nuovamente ritirarsi nell'Ombra (penso anche a tanti movimenti contro la Scienza, la mancanza di pensiero razionale-scientifico mi spaventa sempre, perchè penso che insieme alla pancia, ci debba essere la testa in un Equilibrio necessario, a trovare la Propria Luce e la Verità, l'Autenticità delle cose)
    Scusa se mi sono dilungata.
    Un abbraccio e vedrai che troverai presto una nuova decorazione.
    Silvia

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    1. Sono d'accordo. E vale anche per quello che hai detto sull'antiscienza, che spaventa anche me. Perdere il pensiero razionale scientifico significa regredire al medioevo, quando c'era la superstizione che faceva i danni che ben conosciamo. 
      Oggi molti sono "preda": di atteggiamenti, di invidie, di sette... ma la cosa peggiore è che pensano (o si fanno convincere) di essere liberi e se stessi. Manca la capacità critica. 
      Non sono contro la "visibilità", tutt'altro!!. Non mi piacciono coloro che farebbero qualsiasi cosa per averla, e finiscono con l'essere specchi di una persona più in vista di loro, di un santone, di un pensiero, di uno stile, di qualsiasi altra cosa che non ha però nulla a che fare con la loro unicità. C'è una bella differenza tra il distinguersi e avere visibilità per le proprie potenzialità vere o invece essere solo degli esibizionisti disposti ad inseguire qualsiasi chimera pur di sembrare speciali. Credo che ognuno è speciale se è una persona vera, siamo tutti fili della tela ma ogni filo è unico. Solo quello ci rende speciali. 
      Grazie carissima, un abbraccio grande :***

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  2. In merito ai giovani, che giustifico perché sono stata giovane, a volte ci vuole tanta esperienza e "umiltà" per "crescere". Faccio un esempio stupido, quando caddi sul pianeta web un'artista (me le becco tutte io) mi criticò perché utilizzai alcune immagini, nonostante avessi messo tutti i link del caso (il mio primo marito mi insegnò ad andare sul web e la netiquette), e tolsi le foto. Punto. Da quel momento iniziai a postare quello che fotografavo. Negli anni mi hanno rubato idee, foto, parole, post, copertine, siti, stili... come dico sempre, nel mio periodo blu (alla Picasso), mi presero la faccia e la schiaffarono su un paio di quadri. Ho finto di essere una vamp, quando non sono una vamp, ho finto di essere egocentrica quando sono una personcina alquanto chiusa, semmai eccentrica. Per questo, "perdono" le persone più giovani o quelle meno esperte del web. La malafede invece è altra cosa. Poi, a me piace la rete. Qui mi esprimo, ma non ho "seguiti" e se li avessi, conoscendomi, mi stancherei (è già accaduto). Ultimamente mi piace scrivere, commentare a volte (non parlo di te) diventa stancante, per questo mi vedi sempre meno. Insomma, preferirei scrivere articoli, come facevo per il vecchio sito, che parlottare di quello che ho scritto (non parlo di te... ahahah... che stufizia che sono... ahahah). Credo di aver perso il filo... per il resto il tuo post è stupendo, come sempre! :*

    Magari torno per la seconda parte :*

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    1. Ma certo, siamo stati giovani tutti;D. Nessuno è puro.
      È solo una riflessione sulla Luce e lo Specchio.
      Mi sa che quella immagine che ti hanno preso, della faccia, un pò la ricordo. Ma non andò a finire in una mostra in un paese straniero? Ricordo male?
      Grazie Simo, un abbraccio :***

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