giovedì 1 novembre 2018

Le tasche piene di doni


In questi gironi di "cimiteri" mi sono recata sia in Abruzzo, dove il Lupacchiotto ha le ceneri di sua madre, che nella mia bellissima terra toscana, dove c'è la tomba di mia madre e di altre persone della mia famiglia. In questi casi può succedere che ti ritrovi a pranzo in una osteria dove non andavi da almeno quindici anni, e mentre sei lì, fuori dal locale, che ammiri il paesaggio di colline boscose così familiari e lasci che il vento ti accarezzi il viso e ti scompigli i capelli, capita che ti ricordi di quando tutta la famiglia si riuniva proprio in quel luogo per Natale, per Pasqua, per il tuo compleanno, per le feste e qualche volta solo per stare un po' tutti insieme. Quel posto a tavola vuoto, che ha lasciato tua madre, non ti va tanto giù. E allora ti fermi a guardare la natura, il volo delle foglie che si staccano nel vento, i rami che si agitano, la bellissima vite americana che ora è tutta rossa, il fumo dal camino che sale dal caminetto e profuma di brace. E' tutto come allora, antico, rustico, semplice, "campagnolo", come piace a me, come piaceva a mia madre che non amava le cose sofisticate. 
Come sempre la natura è come una carezza sul cuore. E pensi.
Ti ricordi tua madre seduta su un sedia in fondo al letto, quando avevi la febbre. Si metteva lì appena aveva finito di pulire la casa, e si alzava solo se doveva andare a prepararti il latte caldo o il brodino. Lei era lì, lei c'era. E quando la malattia era più importante di una influenza (morbillo, orecchioni, rosolia ecc..) veniva anche tua nonna F., che ti teneva sempre in collo mentre tua mamma rassettava e faceva le sue "faccende". Gli orecchioni ti davano molto dolore alle orecchie. Tua nonna ti coccolava e ti diceva di cantare con lei una canzone magica perché il dolore sarebbe andato via, e così si metteva a cantilenare queste parole:

"Ai nostri fratelli / afflitti e piangenti / Signor delle Genti / perdono, pietà". :DD

Ahahah! Una tragedia!! Non era certo roba allegra, come la maggior parte delle preghiere cattoliche. Eppure mia nonna mi aveva convinto che funzionava ed io, dopo averla canticchiata con lei due o tre volte, mi sentivo meglio :D!! Era come una formula magica, ma invece era una preghiera che lei cantava nella chiesa dove tutte, e dico TUTTE le sere, andava a dire il rosario con le altre signore. Ogni volta che stavo male, anche se non c'era lei, la cantavo sempre. Vengo da una famiglia cristiana, come la maggior parte degli italiani, e non rinnego niente, anzi: ho immagini della Madonna per casa, e se entro in una chiesa accendo una candela e mi schizzo l'acqua santa sulla testa.
Mia madre (soprattutto) e mia nonna si sono prese cura di me, della mia salute, della mia crescita. Mamma ha rinunciato a lavorare quando sono nata io, perché con due figlie non ce la faceva da sola ad andare al lavoro. Era cresciuta in fattoria, ma con il boom industriale era andata anche lei a lavorare in fabbrica. Anche se era operaia, il suo lavoro le piaceva, e le è dispiaciuto lasciarlo, ma sentiva di doverlo fare per farci crescere bene, perché potessimo avere una figura di riferimento sempre presente. Mia nonna, quando lasciarono la campagna, aiutava mio nonno in lavori umili. Eppure, cribbio, quanto amavano la vita! Non facevano altro che sacrifici, e amavano lo stesso la vita. Hanno passato gli orrori della guerra, eppure continuavano ad amare la vita. Oggi la gente che ha tutto si lamenta sempre, vive di gelosie, di invidie, non riesce ad apprezzare ciò che ha perché vuole sempre avere o essere qualcosa che vede agli altri o negli altri. Suggestioni. 
Mia madre ha rischiato di morire (ed io con lei) quando mi stava partorendo, e gli era rimasta una pancia un po' dilatata, eppure era felice: era felice che eravamo vive, che ero nata rosea e sana, e non ha sofferto della sindrome post-partum del rifiuto del figlio come oggi capita ad alcune giovani mamme. Mi ha nutrita, lavata, stirata, portata a scuola, seguita, curata, consolata, sgridata, sculacciata, vestita…. lavorava tutto il giorno per noi. Ho ancora una sciarpa fatta a maglia da lei per me: quella lana ormai buca un po', ma è una delle tante cose che ha fatto per me, per proteggermi (dal freddo, in quel caso). Quando la sua anima ha lasciato questa terra, ho immaginato che la Nona Onda la sollevava e portandola come fosse una Regina la consegnava oltre il velo, alla Terra dell'Estate e della Gioia, dove c'era mia nonna ad aspettarla e dove le rivedrò un giorno. 
A volte diamo per scontate tante cose, anche la presenza di una madre, nonostante niente sia scontato, nemmeno la vita stessa. Per questo non sappiamo essere grati. Guardiamo sempre a ciò che non abbiamo invece di essere grati e felici per ciò che abbiamo. Capisco chi si lamenta perché non ha lavoro e sta con una mano davanti e l'altra dietro, oppure chi ha problemi gravi, ma tutti gli altri non li capisco. Le persone hanno casa, vestiti, tecnologie che ci mettono in contatto col mondo, elettrodomestici, cibo, prodotti per avere cura del proprio corpo, automobili, motorini, ecc... ecc... ma nessuno da valore a queste cose. E' tutto scontato, o forse è tutto "dovuto".
Non era così per mia madre ne per mia nonna. Sapevano che ogni cosa era frutto di un lavoro, di un sacrificio, di uno studio, di un impegno, di un comportamento, di un sentimento, e meritava cura, responsabilità, attenzione, rispetto. Mia nonna non comprava nulla se lo aveva già. Cucinava ancora con la stufa a legna!  E lavava i panni a mano. I suoi cosmetici erano il sapone di Marsiglia (che era anche il suo detersivo per ogni cosa), uno shampoo della Palmolive e un barattolino della vecchia crema Venus. Non le serviva un gran beauty case :D... e amava il profumo alla violetta, che si faceva durare anni. 
Niente è scontato. Nemmeno avere due donne così nella mia vita era scontato eppure le ho avute, ed io mi ritengo fortunata e grata per tutto quello che hanno fatto per me.
Mi sono chiesta cosa posso fare per onorarle, per ricambiare tutto questo, per ringraziarle del dono della vita e della cura che hanno avuto per me. La risposta non è stata difficile da trovare: posso farlo avendo io stessa cura di me e vivendo con gioia questa mia vita che loro hanno accudito con tanto amore, senza sprecarla, poiché ogni momento di essa non è scontato. 
Non voglio perdere tempo nel rammarico, nella tristezza, nella negatività, nelle recriminazioni, nei timori, nelle polemiche, atteggiamenti che non perseguo di solito ma il momento del "no, basta" può capitare. Sto evitando già da tempo di buttare minuti preziosi nell'ascolto della negatività, delle polemiche, delle turbe, dei cattivi presagi, della rabbia, delle frustrazioni, dell'arroganza e dell'acredine altrui,che sia reale o "web-virtuale". Gautama il Buddha diceva che la rabbia è come un tizzone che prendiamo in mano per tirarlo agli altri, ma alla fine è la nostra mano che si brucia, ed io non voglio stare lì ad aiutare gli altri a tenere il tizzone. 
Ci preoccupiamo per quello che avremmo voluto, ci sentiamo come se ci fosse stato rubato dalla vita, e non ci occupiamo di quello che invece ci è stato dato. 
Voglio godere di ogni momento di questa vita con gioia e con gratitudine, come si farebbe con un bellissimo e importantissimo regalo ricevuto. Non importa se non sono "qualcuno", se ho già 54 anni, se nella vita non ho potuto diventare l'architetto che volevo diventare da ragazzina, se gli eventi e le situazioni non sono uguali ai sogni: la vita è soprattutto bellezza, sentimenti, emozioni, piccole cose che si susseguono una dietro l'altra. E' la capacità di essere sereni e con una scintillina di allegria dentro anche solamente quando curi la casa (insomma, HAI UNA CASA!!), quando crei qualcosa, quandi fai il tuo lavoro (se ce l'hai) quando cammini per strada, quando vedi sorgere il sole o sbocciare un fiore. La vita scorre in mezzo ad un mare di piccole cose, di pensieri e sentimenti, di brevi semplici momenti, di piccole meraviglie, così piccole da sembrare scontate. È il modo in cui vengono vissute che fa la differenza. Solo ogni tanto capitano grandi cose, un po' più frequentemente per le persone note e nella misura della loro notorietà, per questo la nostra gratitudine e felicità non può dipendere da esse. Certo, l'Ego non è tanto d'accordo con le piccole cose, perché vuole il palco. Non c'è niente di male in questo, anzi, è uno stimolo ad impegnarsi in qualcosa. Eppure la nostra gioia non può essere legata al palco, che oltretutto non deve essere un gran che: c'è gente arrabbiata, fanatica, gelosa, stressata lì sopra; se sali verso chi ha sempre più notorietà, fino ad arrivare a persone veramente famose o importanti, vedi che c'è sofferenza, droga, depressione, paura di cadere giù, paura che la luce del riflettore si spenga su di essi, e ti chiedi "ma come è possibile?! Ha successo, soldi, ammiratori, tutto!! Come può essere depresso!!" La risposta è la paura e la mancanza di gratitudine, ed è la prova che sono le piccole cose, i sentimenti veri, le emozioni del cuore, che danno un senso vero alla vita, che ci permettono di non sprecarla.
Io sono una persona come tante, la mia vita ha avuto alti e bassi, non voglio far credere (come va di moda fare) che la mia vita sia speciale ed io sia fighissima (ahahah!!! Chiedo scusa. Stavo pensando a me truccatissima e con la bocca a cecio :DDD), e spesso ho avuto momenti di difficoltà e di profonda tristezza, grande come una voragine.
So però che ogni bacio, ogni abbraccio, ogni gesto d'amore ricevuto, ogni gentilezza, ogni torta nel forno, ogni cosa creata, ogni momento di allegria e gratitudine, ogni respiro, ogni sogno, ogni momento di meraviglia, ogni scoperta della bellezza e della magia del mondo, ogni sorriso, ogni regalo ricevuto, ogni canzone ascoltata, ogni primavera, ogni nevicata sul nostro cappotto (e ogni cappotto), ogni morso al buon cibo, ogni sorso d'acqua, (potrei continuare la lista all'infinito), è un DONO. Questa E' la vita. Ed io non voglio buttarne nemmeno una goccia, per onorare gli antenati che hanno fatto tanto per me, per onorare mia madre, e mia nonna. Non voglio perdere tempo in pensieri e cose inutili. 
I nostri atteggiamenti sono una nostra scelta, spesso siamo noi, scegliendo ombre e negatività, addirittura difendendo e giustificando quelle ombre e negatività, a far del male a noi stessi.
Io invece inizio l'anno con una sola parola, immensa, fuori moda, ma bellissima, soprattutto se detta col cuore. La dico al mondo, a chi ho vicino, alla vita, al mio corpo, alla mia mente, alla natura, all'abbondanza, a quello che so fare e che posso fare, alla conoscenza, ma, in particolare, a mia madre e a mia nonna:

GRAZIE



Le tasche piene di sassi (di Giovanotti)

Volano le libellule, 
sopra gli stagni e le pozzanghere in città, 
sembra che se ne freghino, 
della ricchezza che ora viene e dopo va, 
prendimi non mi concedere, 
nessuna replica alle tue fatalità, 
eccomi son tutto un fremito ehi. 
Passano alcune musiche, 
ma quando passano la terra tremerà,
sembrano esplosioni inutili, 
ma in certi cuori qualche cosa resterà, 
non si sa come si creano, 
costellazioni di galassie e di energia, 
giocano a dadi gli uomini, 
resta sul tavolo un avanzo di magia. 
Sono solo stasera senza di te, 
mi hai lasciato da solo davanti al cielo 
e non so leggere, vienimi a prendere 
mi riconosci ho le tasche piene di sassi. 
Sono solo stasera senza di te, 
mi hai lasciato da solo davanti a scuola, 
mi vien da piangere, arriva subito, 
mi riconosci ho le scarpe piene di passi, 
la faccia piena di schiaffi, 
il cuore pieno di battiti 
e gli occhi pieni di te. 
Sbocciano i fiori sbocciano, 
e danno tutto quel che hanno in libertà, 
donano non si interessano, 
di ricompense e tutto quello che verrà, 
mormora la gente mormora 
falla tacere praticando l'allegria, 
giocano a dadi gli uomini, 
resta sul tavolo un avanzo di magia. 
Sono solo stasera senza di te, 
mi hai lasciato da solo davanti al cielo 
e non so leggere, vienimi a prendere 
mi riconosci ho un mantello fatto di stracci. 
Sono solo stasera senza di te, 
mi hai lasciato da solo davanti a scuola, 
mi vien da piangere, 
arriva subito, 
mi riconosci ho le scarpe piene di passi, 
la faccia piena di schiaffi, 
il cuore pieno di battiti 
e gli occhi pieni di te. 
Sono solo stasera senza di te, 
mi hai lasciato da solo davanti al cielo 
vienimi a prendere 
mi vien da piangere, 
mi riconosci ho le scarpe piene di passi, 
la faccia piena di schiaffi, 
il cuore pieno di battiti 
e gli occhi pieni di te.
(Lorenzo Cherubini "Giovanotti" e Santarnecchi Franco 
Lyrics © Universal Music Publishing Group)

*********

Potrei finirla qui, con la suggestione dei ricordi e di questa canzone che tocca il cuore, e invece no. Ci sono un'altro paio di cose da streghine, che forse, con argomenti decisamente frivoli, rompono un pò l'atmosfera, anzi, la rovinano, ed io preferisco così.

Magari un piatto un pochino più fondo sarebbe stato meglio!! :D

Per la cena di Samhain-Halloween-Ognissanti, ci voleva qualcosa di "zuccoso" e da pentolone, così ho preparato questa zuppa autunnale, ispirandomi ad una ricetta trovata sul web. Ho utilizzato i seguenti ingredienti (le dosi indicano il prodotto pulito e spezzettato, per 2-3 persone circa): gr 500  di zucca, gr 350 di cavolo nero, gr 80 di porro, gr 200 di fagioli borlotti già cotti, lt 1,5 di brodo di verdure, 3 foglie di alloro, tre rametti di rosmarino, olio evo e sale (volendo, anche pepe) q.b., 2 fette di pane integrale e 10-12 noci circa. Per la preparazione: dopo aver pulito le verdure e spezzettato il cavolo nero, fatto a cubetti la polpa zucca e tagliato a rondelle i porri, si mette un pò di olio in una casseruola alta, e ci si fa imbiondire il porro, poi si aggiunge un mestolo di brodo e lo si lascia stufare per qualche minuto. A questo punto si aggiungono la zucca, il cavolo, i fagioli, le foglie di alloro, i rametti di rosmarino (si possono legare insieme per poterli recuperare), si copre con il brodo e si fa cuocere per una mezz'oretta, fino che la zucca non è diventata così morbida da, in parte, sciogliersi un pochino nella zuppa. Non deve asciugarsi, deve restare un tantino brodosa, per cui a mano a mano che diventa troppo asciutta si aggiungono un paio di mestolini di brodo. Alla fine della cottura si aggiungono i gherigli di noce spezzettati dopo averli tostati e lasciandone un pochini per la guarnizione finale. Anche il pane deve essere tostato nel forno, dopo averlo unto con l'olio evo e struffato (termine toscano della mia zona) con un ciuffino di rosmarino, da lasciare sopra il pane anche mentre sta nel forno. Quando tutto è pronto, si prendono i piatti fondi o, meglio, le ciotoline da zuppa ;D, si mette appoggiato su un lato la fettina di pane abbrustolita, si levano i rami di rosmarino e, se possibile, anche le foglie di alloro (altrimenti ognuno le toglie dal proprio piatto) e con un mestolo si riempiono le ciotoline di zuppa fumante, si guarnisce con le noci rimaste, e si serve ben caldo. Per chi lo desidera, va bene anche usare tutte le noci alla fine della cottura e guarnire invece con un pochino di parmigiano grattato a julienne.  Dato che c'è il pane, non si usano pasta o cereali vari. E' adatta anche per i vegani, molto nutriente e proteica data la presenza di legumi e noci, oltrechè ricca di grassi buoni e molto, molto autunnale. Ovviamente, l'ho preparata rigorosamente vestita di strega, con tanto di cappello a punta. E' così che si mescola il pentolone la notte di Halloween. ;DD

Infine, e questo non c'entra niente con i defunti, in settimana ho finito il ricamo dedicato al mio Lupacchiotto, e ora devo solo metterlo in una piccola cornicetta e appenderglielo sopra la scrivania del pc.


6 commenti:

  1. Spesso corro e ho l'impressione di non godere delle cose piccole e belle, ma dopo le tue splendide parole capisco che io vivo di queste cose: il pane appena sfornato, la zuppa, i fiori, i colori dell'Autunno, della Primavera e di ogni stagione, la Luna...anche se spesso, a quanto pare non ne sono consapevole. Bellissimo il ricamo. Un abbraccio. Silvia

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    1. Hai ragione cara Silvia, correre dietro al tempo è una di quelle cose che ci fanno scorrere via la vita con le sue cose semplici.
      Grazie. Un abbraccio :*

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  2. Che meraviglia che sei Rossella. L'ho detto sei piena di amore. Ti dirò vengo da una famiglia fracassona, borbottona e sempre arrabbiata. I nemici se non li hanno se li creano, ma forse è questa città o il pulviscolo atmosferico... e in fondo la mela tanto lontana dall'albero non va. I miei ricordi sono legati soprattutto alla mia ex migliore amica Debora e alla sua famiglia, che non era perfetta, ma praticamente ho vissuto con loro tutti i pomeriggi della mia infanzia e adolescenza. Detto questo, devo tornare assolutamente a rileggerti, perché il tuo è un bellissimo post! Se fossi in te non mi occuperei più di "non occuparti di non fare polemiche"... sii ciò che sei, e basta! Perché sei bella così e non ti devi giustificare. Appena ho un attimo linko o cito il tuo post... che meraviglia e si sa amo quella canzone! Un abbraccio :*

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    1. Grazie Simo, sei davvero molto gentile, tanto. Grazie :***
      Io credo che il tuo giardino, la cura che hai per le tue piantine e la natura parlino per te e le fatine che lo abitano confermano :D : c'è molta luce e allegria in te. Non conosco la tua famiglia ma tu sei una mela speciale.
      Un grande abbraccio 😘

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  3. Cara!
    Un post davvero incantevole, ma soprattutto una finestra sulla tua vita, sul tuo quotidiano e tanti spunti per riflettere sulla vita. Hai scritto tante cose giuste e la frase che mi ha colpita di più è stata questa:

    "Ci preoccupiamo per quello che avremmo voluto, ci sentiamo come se ci fosse stato rubato dalla vita, e non ci occupiamo di quello che invece ci è stato dato."

    Hai perfettamente ragione, è proprio così. Ci ho pensato anche io più volte e ho realizzato che è un attimo cadere nel turbinio delle giornate finendo a pensare ai "se" e ai "ma", ma bisogna cercare di rimanere sempre il più consapevoli possibili, per potersi godere ogni attimo, ogni secondo di tutta la bellezza che ci circonda. Perché senti, non saremo le strafighe di turno, ma sicuramente sappiamo cogliere ogni raggio di positività mantenendolo il più a lungo possibile nelle nostre esistenze. Quindi, che te lo dico a fare?! :D

    E poi senti, quella foto che hai fatto (quella in cima al post) è davvero una meraviglia! Sono rimasta senza parole appena l'ho vista! Un incrocio di colori così, da rendere vivi gli occhi al solo sguardo!

    Ps. Hai veramente 54 anni?! Leggendoti sul blog non l'avrei mai detto, sappi che la tua aura è giovanissima!!

    Ti auguro un buon inizio di settimana cara! Un abbraccio! 💛

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    1. Grazie Diana :*
      Ebbene sì, 54. Ma hai ragione, in effetti mi sento molto ragazzina :D
      Buona settimana anche a te, ricambio l'abbraccio

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