venerdì 7 settembre 2018

Ti dicono "strega"...



… te lo dicono ogni volta che sei te stessa. 
Te lo dicono perché questo mondo non ama che la donna sia vera, creativa, libera e ribelle.

"Una strega che si annoia potrebbe fare qualsiasi cosa" (Terry Pratchett)

Una strega non porta il cappello a punta, se non per gioco. Glielo hanno messo in testa a partire dal 15° sec., affinché venisse distinta dalle altre persone, a seguito di terribili processi giudiziari in cui veniva dichiarata  "colpevole" da un clero che la voleva rappresentare malefica mentre invece era solo una guaritrice che faceva concorrenza alle tisane dei monaci e ai rimedi medici propinati dalla chiesa. Ma era troppo brava a guarire i malanni e raddrizzare le ossa: andava sterminata. Essa era ciò che restava delle antiche donne di conoscenza: sciamane, sacerdotesse, guaritrici, druidesse, veggenti.
Tutto il loro sapere era ereditato dalla strega. 

"La caccia alle streghe è una vergogna della mente umana, un delirio psicopatico" (Hugh Trevor Roper)

E oggi? Nel XXI sec. le streghe sono sparite? No, semplicemente perché non sono mai esistite così come ce le hanno presentate molte centinaia di anni fa: brutte, cattive, intente a seminare il male, a fare magie e a trasformarsi in gatti. Non esiste un tale potere. Abbiamo vinto la superstizione, per fortuna, ma è chiaro che la forza del femminile a molti faceva paura, e dopo averle distrutte le hanno rinchiuse in belletti e soffocanti  bustini. 
Le streghe sono sempre esistite perché c'è una strega in ogni donna, e nella sua indistruttibile voglia di volare.  

La strega odierna ha fiducia nell'Universo. Riconosce e comprende la bellezza e l'equilibrio armonico che anima tutta la natura: danza sotto la Luna su una spiaggia d'estate, magari con gli amici, la chitarra e un fuoco acceso. Cammina nel bosco in silenzio, perché agli schiamazzi preferisce il rispetto: annusa l'aria, osserva il cielo, raccoglie pigne, ghiande, erbe, rami per il fuoco (se ha il caminetto), ascolta il tempo e si lascia portare dalla musica delle foglie che si agitano al vento. 
Ama vivere in modo intenso, percepire la vita che freme di desideri nel suo cuore, desideri che essa nutre, insegue, abbraccia, ma non dipende da essi. Nemmeno i desideri riescono a rendere serva una strega. Essa è libera, dice quello che pensa, difende le sue idee, si mostra senza maschera, ha il coraggio di essere sé stessa, possiede una personalità sua e una forte volontà, ricerca e persegue la sua verità.
Ama la natura, da cui trae la sua forza. Gioca tra le onde, onora il Sole e la Luna, benedice gli alberi che ci danno appoggio, frutti, resine, legno, cortecce, sostanze curative, riparo, ombra. 
Segue con gratitudine il mutare del tempo: lei sa che niente deve restare immobile, e tutto cambia. Per questo accoglie la luce dell'estate tanto quanto il gelo dell'inverno, la fioritura primaverile e la decadenza autunnale, e celebra spontaneamente questi momenti di passaggio con il pane a cuocere nel forno, una passeggiata tra i fiori appena sbocciati, l'albero di Natale, un mazzetto di iperico appena raccolto sui prati coperti di rugiada mattutina, ed è consapevole che ogni passo fatto nella vita può portare un cambiamento che deve essere affrontato e a cui adattarsi, anche se, a volte, porta lacrime nel cuore. 
Onora con amore gli antenati, in particolare coloro a cui teneva di più quando erano in vita: lei sa che essi possono sentire le sue preghiere e vedere splendere la luce della candela che ha acceso per loro.
La strega può essere pagana, cristiana, buddista, ecc.. anche atea: non è un fatto religioso. Ma se prega, le sue preghiere non sono mai a caso. 
La strega non fa il male, MAI, perché sa che raccogliamo ciò che seminiamo, ma ha uno spiccato senso di giustizia che la rende ribelle ad ogni abuso o prevaricazione subita. Non è ne buona ne cattiva. Essa è momento per momento ciò che deve essere: gentile solitamente, severa quando serve. Essa sa che non sempre fare il bene significa farlo veramente, poiché vede lontano e tutto intorno.
Spesso il suo carattere sincero e la sua autenticità non la rendono gradita agli altri, a coloro che ci vogliono tutti omologati ad un pensiero, ad una visione, ad un'etica, ad uno schema, ad un ideale, ad un dogma, ad un partito, ad un leader. Per questo essa ha imparato a rialzarsi da sola ad ogni caduta, perché la strega è un essere umano, e come tutti gli esseri umani essa può cadere, sbagliare, piangere, essere stanca, ammalarsi, sentirsi offesa, tradita, e forse non perdona facilmente chi le ha fatto del male (e nemmeno le palpatine: nessuna scusa per chi mette le mani addosso).
Eppure sa amare, veramente, con il cuore, un grande cuore. Ma non ci sarà amore, se non, forse, quello materno, che la farà rinunciare ad essere sé stessa.
La strega può sembrare una persona complicata, eppure preferisce le cose semplici, genuine, belle, ed anche lei stessa è più semplice di quanto possa sembrare a chi non ne accetta la personalità. Ama la zuppa calda, le castagne sul fuoco, le passeggiate nella natura, lo studio delle erbe, i maglioni caldi, e si adatta a condizioni diverse da quelle naturali,  ma mai completamente.
La strega non ama i capelli perfettamente acconciati bloccati dalla lacca, gli abiti che impediscono i movimenti, gli elastici che stringono, le scarpe che ti impediscono di fare il passo lungo almeno tanto quanto la tua gamba. Ma predilige anche la semplicità interiore, poiché sa che i costrutti creati dalla mente, che facilmente tendente a filosofeggiare e speculare su tutto, possono porre ostacoli all'emersione della verità e delle capacità.
La strega cammina verso la luce, ma quando è necessario attraversa l'ombra con coraggio, sapendo che in fondo c'è luce in ogni cosa, e prima o poi troverà la via d'uscita.  
Essa può vivere in campagna o in città, essere una donna in carriera, una madre, una moglie, una impiegata, una disoccupata, un'avvocato, una professoressa, una ricercatrice, una sportiva, un'operaia, una domestica, una nerd, una qualsiasi cosa, o, meglio ancora, un medico, una erborista, una coltivatrice, una guardiaparco, una studiosa in scienze naturali, un'antropologa, una artigiana, un'artista…. non è un mestiere essere una strega. E' un modo d'Essere, latente o palese in ogni donna.
E' una sacerdotessa, ognuna a suo modo, dei cicli della vita, degli astri, delle stagioni. E' una sciamana che onora gli antenati, che ascolta il ruggito del suo "animale di potere e guarigione", che si lascia guidare dalla voce del suo Sé superiore, che canta il suo personale mantra dell'armonia con la natura e con l'universo. E' una guaritrice che usa le erbe, il cibo, la carezza, la dolcezza, l'intuito, la saggezza. E' una fata con ali invisibili che non rinuncia a volare. E' una tessitrice di sogni. E' una Morgana rediviva. E' una vecchia saggia, un'anima antica. Ama il giorno e la notte, il gioco degli opposti: ha inseguito le Antiche Armonie, e le ha trovate, capite, riconosciute, e sa camminare sulla via giusta, che, tra le altre, è sempre nel mezzo. 
E' tutte queste cose insieme, e a volte non lo sa. 
La strega non ha mai perso la sua bambina interiore, per questo i suoi occhi, anche quando non più giovani, hanno quella lucina di gioia, di fantasia e di vividi sogni e visioni. Essa conosce ancora la "meraviglia": guarda al temporale con stupore, e allunga la mano dal balcone per raccogliere la pioggia. Quando nevica sgrana gli occhi di fronte a quella cristallina bellezza e mentre passeggia sotto quei fiocchi, come le bambine, tira fuori la lingua per farli cadere in bocca, o si strofina la neve sul viso per sentirne la candida freddezza. In estate raccoglie le conchiglie più belle, gioca con le coccinelle o le farfalle, porta a casa fasci di ginestra profumatissima, e si diverte a vedere il modo in cui, premendo in basso il "petalo" inferiore, quei gialli fiorellini sparano il polline come fossero bombolette spray. Una strega non smetterà mai di ammirare l'intelligenza di Madre Natura per favorire la riproduzione e l'abbondanza, per circondarci di bellezza. Una strega conosce e pratica la gratitudine, e non ama spendere la vita in giudizi e pettegolezzi inutili. Per lei ci sono cose più interessanti da fare. Ecco: "FARE". Tutto il resto è chiacchiere e distintivo. 
Ti dicono "strega"...
se non sei come ti vogliono
se sei vera
se non tingi i tuoi capelli grigi
se non segui le mode
se ti ribelli a ciò che ritieni ingiusto
se non chini il capo
se affermi il tuo pensiero e le tue idee
se sei fuori dal coro, qualsiasi coro … una outsider
se hai qualche personale stravaganza
se fai una lettura di carte per gioco e ci prendi
se sei eterea e stai indossando il colore nero
se non cerchi la benevolenza altrui
se non ti associ a critiche e malignità
se ti fermi, come incantata, a fissare la Luna 
se dici a qualcuno di non gettare i sassi nella pozza d'acqua della cascata perché "disturba i suoi abitanti: ti piacerebbe se ti buttasero un sasso dentro la finestra di casa tua?"
se percepisci le maree della vita
se riesci a fare le cose in modo organizzato e, miracolosamente, in breve tempo
se ogni tanto dici qualcosa partendo dal presupposto che tutti sappiano di cosa parli e invece ti guardano come se stessi parlando il venusiano
se non vuoi cogliere le more che stanno dietro per non rompere i rami che stanno davanti
se leghi un rametto di iperico esternamente alla porta di casa
se il gatto dell'amica, timido e sfuggente che minaccia chiunque gli si avvicina, ti sale sulle ginocchia
se l'odore di incenso esce spesso dalla tua finestra
se "sei strana" (ma nessuno ti spiega mai in che senso)
se a volte sei un pò schiva alle persone o alle chiacchiere perchè preferisci farti gli affari tuoi
se manifesti dubbi e perplessità annusando qualcosa di non buono nell'aria e il tuo timore si verifica
se sei convinta che nel mondo non esiste solo quello che si può vedere e toccare
se da bambina cerchi le fate nel giardino… e magari anche da grande
se credi al potere del femminile
se … se … se…. 
chissà quanti se potrei aggiungere. A volte basta solo avere un pò di interesse nell'antropologia e nel folclore per meritarsi l'appellativo.

Come dicevo, le superstizioni, fortunatamente, sono finalmente superate. La scienza ha dato una grande mano a questo. Alle streghe la scienza piace: molte donne sono scienziate, e ci sono grandi scienziate nella storia. Ma la parola "strega", per quanto sia stata rivalutata, viene comunque spesso usata ancora in senso offensivo, secondo la figura emersa dalla follia psicopatica della chiesa e della società medioevale. Il termine "strega" viene da strix che indica un barbagianni o uccello della notte. Non vuol dire persona cattiva. Pensiamoci bene: significa colei che vede nel buio. La sua luce è la conoscenza. Il buio è l'ignoranza dilagante. In alcune tradizioni arcaiche, come ad esempio tra i celti, i rapaci notturni, come la civetta, erano considerati simboli di conoscenza. Sarebbe bello che recuperiamo tutte quella streghetta che c'è in ognuna di noi, … ma questo lo avevo già detto più o meno negli stessi tempi un anno fa. 

“La Natura le fa streghe. È il genio della Donna e il suo temperamento. Ella nasce Fata. Nei ricorrenti tempi dell’esaltazione ella è Sibilla. L’amore la fa Maga. La sua accortezza, la sua malizia (spesso capricciosa e benefica) la fanno Strega, ed ella scongiura i mali, o almeno li sopisce, li elude. I viaggi ci dimostrano che ogni popolo primitivo ha i medesimi inizi. L’uomo caccia e combatte. La donna gioca d’ingegno e d’immaginazione; crea sogni e dèi. Talvolta è veggente; possiede l’ala infinita del desiderio e del sogno. Per meglio computare i tempi, osserva il cielo. Ma nondimeno la terra possiede il suo cuore. Gli occhi chini sui fiori amorevoli, giovane e fiore ella stessa, fa con essi amicizia. Donna, chiede loro di guarire coloro che ama. Semplice e commovente inizio delle religioni e delle scienze! Col tempo, tutto si dividerà; emergerà l’uomo specializzato, giullare, astrologo o profeta, negromante, prete, medico. Ma al principio la Donna è tutto. Una religione forte e vivace, quale fu il paganesimo greco, comincia con la Sibilla, finisce con la Strega. La prima, bella e vergine, in piena luce, lo cullò, gli conferì l’incanto e l’aureola. Più tardi, deluso, infermo, nelle tenebre del Medioevo, nelle lande e nelle foreste, esso fu messo in salvo dalla Strega; l’intrepida pietà di lei lo nutrì, continuò a tenerlo in vita. Così, per le religioni, la Donna è Madre, tenera custode e nutrice fedele. Gli dèi sono come gli uomini: nascono e muoiono sul suo seno”.
(Jules Michelet, trovata in rete)

"(n.b. riferendosi a V. Ja. Propp) La strega è dotata di tutti i segni della maternità, e nel contempo non ha mai avuto una vita coniugale. La strega è madre degli animali e della foresta; forse, proprio per questo motivo, viene rappresentata come vecchia. Ella è già madre, ma soltanto madre e non sposa. Il potere che ha sulla natura è sconfinato. […] (riprendendo una frase da V. Ja. Propp) Con la fine del matriarcato la donna viene privata del potere e le rimane soltanto la maternità, una delle tante funzioni sociali. […] L'autore suggerisce che l'immagine del focolare nelle fiabe sia stato tramandato dal maschio alla strega, quindi le sono state trasmesse tutte le caratteristiche che hanno correlazioni col focolare e con la cucina: la scopa spazzaforno, la ramazza, l'attizzatoio, il mortaio, il pestello. Le favole sono state ispirate dalla letteratura classica e traggono origine da antichi culti, come ad esempio Artemide, l'eterna vergine abitatrice dei boschi, sempre accompagnata da animali. […] Un po' di magia non ha mai fatto male a nessuno, se accendiamo una candela, portiamo un portafortuna o percepiamo la voce del vento, in fondo non facciamo altro che emanare energia positiva. Riconoscersi all'interno della natura (è questo il mio credo) non fa di noi degli stolti, siamo figli di questa epoca, un'epoca purtroppo incentrata sul materiale, ma che volendo, grazie ai libri e ai media ci può rendere degli illuminati." (da "Acque stregate" di Simona M.)

"Per essere strega bastava essere donna, e una donna era quasi sempre una strega. Questa convinzione non nasceva dalla mentalità degli inquisitori che scatenarono le grandi cacce alle streghe, ma risaliva a molto prima. Si perdeva nella notte dei tempi, spingendosi fino al Paradiso Terrestre quando da una costola di Adamo venne creata la prima donna. La costola è ricurva verso l'interno del corpo, notano i teologi medioevali, rivolta contro il suo petto, contraria all'uomo: come stupirsi se la donna, per sua stessa natura, agisce contro l'uomo? […] Troia cadde per colpa di Elena. Cleopatra rovinò Antonio. La mentalità pagana era misogina. […] L'antifemminismo dei due autori del Malleus (n.b. Maleficarum) non era un'esclusiva della misoginia dei due domenicani, ma nasceva dalla mentalità dell'epoca, a sua volta radicata, come si è detto, nella misoginia che da tempi remotissimi ha accompagnato la storia dell'uomo […] Le cronache del cinquecento riportano molti casi di persecuzioni di guaritrici che praticavano nelle città, a volte provenendo da classi più agiate e colte. Le donne erano escluse dagli studi accademici; di conseguenza, le medichesse, le ostretriche, cadevano sotto i rigori del tribunale. […] Non dovette essere gratificante per un medico laureato ascoltare le testimonianze di ben sei persone che, al processo di Jacoba, giurarono che l'imputata era la più esperta guaritrice di Parigi, abilissima nell'arte della medicina e della chirurgia. […] Esautorata ed espropriata dei suoi saperi, che gradualmente vennero assorbiti dai sapienti e dalla stessa medicina ufficiale, la guaritrice del popolo, figura della subcultura contadina e urbana, cominciò a scomparire. Le streghe ne furono un'espressione e un elemento di continuità. Ma le Dame che le avevano iniziate non scomparvero del tutto. Il mondo numinoso non fu spazzato via dalla grande caccia. Moltissimi rimedi dell'epoca, e la stessa medicina alternativa (n.b. e integrativa, olistica di oggi), scoperta nell'ottocento, sono frutto di quel periodo crudele, costellato di ingiustizie e di sanguinosi conflitti interni." (da "Le streghe" di Vanna de Angelis)

Mettendo da parte la misoginia della stolta, distorta, malata e crudele mentalità maschilista del passato storico in merito alle donne, spesso con esiti molto tragici, oggi che la scienza e la storia ci hanno insegnato che i rimedi delle streghe avevano una spiegazione scientifica, che nessuno può volare su una scopa se non con la mente, che il potere della donna è stato gettato ai porci dalla prevaricazione brutale, dalla violenza e dai dogmi religiosi degli uomini che volevano dominio e ricchezze, oggi che la parola strega ha iniziato a recuperare il suo nobile saggio significato più arcaico, le donne possono, anzi devono, riprendere il loro potere, potere femminile, che però parte dalla libertà del loro pensiero, di essere sé stesse, dall'agire ascoltando il proprio cuore di strega, che potrebbe salvare il mondo.

Ah! Dimenticavo. L'animo bambina delle streghe, per quanto leggero ma non frivolo, ama le frivolezze: tazze, borse, quaderni e colori, profumi, scarpe, ciondoli, abiti, fermagli, ecc.... insomma, per farla breve, oggetti, di qualsiasi genere e funzione, che attirano la sua attenzione (è semmai questo il difficile). Ama "festeggiare", ogni occasione è buona, ma il suo compleanno di più, perchè è il suo capodanno tutto personale e speciale. 

La porta dell'autunno è aperta. Le streghe amano tutte le stagioni, ma l'autunno, quando le nebbie velano la discesa nel sonno in mezzo ad un tappeto di foglie ambrate, quando tutto diventa silenzioso, quando la fine è il preludio di un nuovo inizio, lo amano di più.

5 commenti:

  1. Complimenti per il bellissimo blog! Da tantissimo tempo cercavo qualcosa di simile tutt'ora online! Del resto leggo che ai tempi hai avuto un blog anche su Splinder... ne seguivo tantissimi! Probabilmente abbiamo anche fatto parte delle stesse community anche perchè il tuo nickname associato ad Avalon mi ricorda qualcosa :D
    Se non ti dispiace ti ho aggiunta tra i miei link preferiti sul mio blog (avalonluna.blogspot.com , te lo segnalo giusto perchè ne ho diversi!)
    Un abbraccio e benedizioni! )O(

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    1. Ciao Myriam, grazie di cuore per il tuo commento e il link. Il blog su splinder si chiamava Emain Ablach, e sono stata una delle admin dell'Avalon Nemeton, che è stato il primo sito/gruppo italiano su Avalon (oggi però non c'è più), non so se questo nome ti dice qualcosa. Poi sono stata una moderatrice del gruppo I Meli di Avalon (del Tempio della Ninfa) . Le strade della vita ti portano però sempre a lasciare certi percorsi quando devi inyraprenderne altri. Ero anche nel forum di Stegadellemele. 
      Queste sono le webcomminity a cui ho partecipato. 
      Ti passo a leggere, grazie ancora

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    2. Ciao Niviane, ecco perchè il tuo nome mi diceva qualcosa! Sì, ci siamo definitivamente incrociate là allora ;) Grazie mille anche per il passaggio sul mio blog, tornerò sicuramente a trovarti!
      Un abbraccio!
      Miryam

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  2. Bellissimo, completo... "commovente". Sarebbe da dedicarti un post, ma sono talmente fuori moda che di questi tempi qualcuno fraintenderebbe. Concordo su tutto e mi ha rimandata indietro di 10, 15... quasi vent'anni. Bello, bello, bello! :*

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    1. Fuori moda purtroppo è la strega, non certo tu. Grazie Simo. :**

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