sabato 18 agosto 2018

Sulle tracce di Re Artù - parte terza: pietre ancestrali

"The Hurlers"


Una delle cose che trovo più spettacolari di questi luoghi "celtici" sono le antiche pietre erette da popoli ritenuti "primitivi" ma che erano in grado di muovere pietre enormi che pesavano tonnellate, trasportarle fino al sito prescelto e costruire cerchi di pietre di una precisione incredibile. Esse sono state usate in seguito anche dai druidi, per celebrare i loro riti sacri. Ci sono molte ipotesi sulla loro funzione effettiva, ma poche certezze. 
Per vedere questi misteriosi monumenti ancestrali bisogna avventurarsi per strade strette tra le brughiere. Vederli apparire in mezzo a quei pascoli, ancora là dopo millenni, avvolti nella nebbia, è molto suggestivo. Contrariamente a quello che si potrebbe credere, non eravamo solo io e il Lupacchiotto ad avventurarci per andare ad incontrare questi ancestrali antenati di pietra, anzi: talvolta era difficile fare una foto senza la presenza di persone all'interno di essi. Le foto sono un pò scure, ma sembrava sempre di essere alle sei di sera in Ottobre inoltrato!

The Hurlers: 3 cerchi di pietre che si trovano al limitare della brughiera Bodmin Moor, di cui se ne vedono bene soprattutto 2, e che rappresentano una serie di allineamenti solari e forse anche con alcune costellazioni (Vega e Arcturus). Sono stati costruiti nel neolitico, tra il 2100 e il 1500 a.c. . Sono state chiamate così in base ad una vecchia leggenda che narra di persone che mentre stavano giocando al Cornish Hurling sono rimasti pietrificati. Ma d'altronde la Cornovaglia ha una leggenda per ogni cosa.





The King cross: probabilmente un monumento commemorativo del 9 sec. d.c. scolpito su granito in onore del Re Doniert, ultimo Re della Cornovaglia di cui si ha ricordo. Si trova vicino a The Hurlers.




Lanyon Quoit: dolmen eretto all'incirca nel 1800 a.c.




Men-an-tol: in cornico significa "pietra forata", e potrebbe essere una sorta di "orologio". Tradizionalmente però le pietre forate vengono associate alle fate, e per questo c'è la credenza che sia un sito abitato dal "piccolo popolo" dove avvengono miracolose guarigioni. 




Men Scryfa: questa pietra eretta reca una incisione dedicata ad un leder tribale (Rialobranus) figlio, probabilmente, di Re Cunovallos. La scritta però, tra muschio e corrosione, non è che si veda benissimo. Si trova vicino a Men-an-tol, e probabilmente era nel sito dove era stato sepolto il guerriero. La leggenda dice che egli pesasse esattamente come la pietra eretta. La fantasia dei britanni nell'esaltare i loro eroi è sempre commovente.  La sua bellezza è proprio nel suo stare sola, fieramente in piedi, in quella desolazione che spazia verso l'orizzonte. Per arrivare a vedere sia Men-an-tol che la pietra dell'eroe celtico bisogna camminare una ventina di minuti in una stradina sterrata nella brughiera. 




The Merry Maidens: questo cerchio del tardo neolitico è stupendo. Le pietre non sono alte, ma il cerchio è quasi intero. La leggenda dice che diciannove fanciulle furono trasformate in pietra per aver ballato di domenica, al suono di due suonatori, pietrificati anche loro. Chissà: magari veramente delle fanciulle danzavano in questo cerchio sotto la luna. La leggenda che le vuole pietrificate per non aver rispettato il "giorno del signore" è evidentemente la solita rivisitazione cristiana di qualche leggenda più antica e molto femminile. Ora le "nineteen maidens" se ne stanno in un profondo silenzio, dove l'unica cosa che si sente è la carezza del vento. 





The Tregiffian Burial Chamber: è una camera funeraria, sempre del neolitico, proprio accanto a The Merry Maidens.



AVEBURY

Questo sito, il più antico e più grande del mondo, merita una attenzione particolare. E' così grande che al suo interno c'è cresciuto un paese, piccolo ma carino. Per visitare le pietre si passa da una parte all'altra del villaggio. E' diviso in quattro settori (Nord Est, Nord Ovest, ecc...) ed era costituito da due enormi cerchi di pietre con all'interno altri cerchi più piccoli e gruppi di pietre o pietre singole e il tutto è circondato da un fossato di più di 400 mt di diametro!! Ci sono moltissime "stones" davvero enormi, sia in altezza che in larghezza. Il fossato, che forse è la prima cosa costruita, è databile a partire dal 3400 a.c., mentre le pietre sono state inserite circa 1000 anni dopo. Esternamente c'è uno splendido allineamento di pietre in fila a coppie, che probabilmente era la via di accesso al cerchio, ed è piuttosto lunga. Passare in quella "via" erbosa in mezzo alle pietre fa uno strano effetto, poiché quei saggi arcaici monoliti sembrano dei guardiani che proteggono e controllano coloro che accedono al grande cerchio. Molte pietre furono distrutte dalla chiesa perché era imbarazzante avere un sito così grande associato a riti pagani. Tutt'oggi il paesello sta al centro del cerchio, ed è un luogo dove molti druidi e wiccan vanno a compiere i loro cerimoniali. Quando c'eravamo noi, una druida locale stava (credo) iniziando un suo adepto nei pressi di una grande pietra centrale. Sempre parte del sito di Avebury, a un miglio o poco più dallo stone circle, sono anche "The Sanctuary" (dove c'era un altro cerchio ma non resta quasi nulla), Windmill Hill (dove sorgeva un villaggio preistorico ma anche lì non c'è rimasto gran che), West Kennet Long Barrow (camere funerarie) e infine la Silbury Hill, una sorta di piramide conica disposta in mezzo ad un grande prato. La collina (foto in fondo) in realtà non è una vera collina, ma un manufatto, ovvero, una enorme "costruzione" grande come la più piccola delle piramidi di Cheope. Sotto questo strano tumulo non sono state trovate tombe, e ancora non se ne conosce l'uso. Alcuni suppongono che in cima venissero compiuti dei riti e che i sacerdoti erano visibili a tutta la vallata sottostante. Ma sono solo ipotesi. Da quando lo hanno riconosciuto come "costruzione" e quindi monumento nazionale, non permettono di raggiungerlo e di salirci sopra. Di sicuro qui ad Avebury c'era uno dei più grandi insediamenti preistorici, perfettamente organizzato con i loro luoghi di culto, la cui costruzione è un grande mistero, ma le pietre e gli allineamenti sono spettacolari. Ovviamente, qui non metterò tutte le foto, ma solo quello che mi ha colpito di più. 
E Stonhenge? C'ero già stata anni fa, nel 2007 (vedi qui ). I mei viaggi per la mia ricerca nei luoghi di Re Artù iniziarono da lì, e guarda caso sono finiti poco lontano, in questo bellissimo sito di Avebury, ultima tappa del nostro viaggio. 

(Continua domani….. prossimo argomento: la leggenda)









Silbury Hill

1 commento:

  1. Le pietre sono la mia "pietanza preferita". Meraviglie delle meraviglie... Le inseguo ovunque. Le tue foto sono stupende e poi hai trovato perfino la nebbia!!! M E R A V I G L I A. Grazie!

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