giovedì 28 giugno 2018

Seduti sul mantello di Airmed

Le foto sono scattate ai Monti del Gran Sasso d'Italia

La leggenda irlandese narra che alla morte del fratello Miach, ucciso dal padre Dian Cecht, geloso della superiorità dell'abilità medica del figlio, la bella e affranta Airmed si fece un mantello con tutte le erbe nate sopra la sepoltura del fratello. Le dispose in un ordine ben preciso e organizzato in base ai loro usi, ma di nuovo ci fu una interferenza del padre geloso, che le scombinò tutte, mischiandole, e così nessun essere umano ha potuto conoscere tutti i segreti della medicina erboristica, che appartengono solo ad Airmed.
Difatti, se osserviamo un bellissimo prato di montagna, che ricopre dolcemente gli altipiani e i declivi, questo disordine appare ben evidente, in un tripudio di fiorellini di tutti i colori, dimensioni e forme. 




E sopra i prati, osserviamo il movimento sinuoso, carezzevole, dolce o talvolta minaccioso delle nubi, che ogni tanto dissetano quei fiorellini con la loro acqua e li proteggono dal violento sole estivo del primo pomeriggio. Nulla è lì per caso nella Natura di questa Terra.




Il tarassaco è uno dei fiori medicinali più belli dell'estate. La maggior parte però ha già perso i petali e tirato fuori il pappo. Visto da lontano somiglia solamente ad un buffo ciuffo di cotone. Visto da vicino invece, trovo che sia bellissimo: sembra un insieme di tante fatine bianche pronte a spiccare il volo.




E che dire della rosa canina? Ci parla dell'estate con tutte le sue forze, e lo vediamo guardando dentro, al centro del fiore, dove c'è un piccolo sole giallo, con i bellissimi raggi dorati e le macchie solari.




Il mondo al centro dei fiori è sempre una rivelazione. In questo fiorellino coltivato in bella vista su un balcone ho scoperto la meraviglia di altri piccoli fiori, caratteristica tipica della Asteracee o Composite. E' sorprendente come la Natura avvicina abilmente colori complemetari, in modo da renderli più vibranti e attrattivi per le api che devono occuparsi dell'impollinazione.




"Vedo che tu come molti altri hai scoperto la dolcezza dello specchio delle brame. Suppongo che tu abbia capito cosa fa. Voglio darti un indizio: l'uomo più felice della terra guarderebbe nello specchio e vedrebbe solo sé stesso, esattamente com'è" (dalla serie di film "Harry Potter" tratti dai libri di J.K. Rowling).

Ci dimentichiamo spesso la gratitudine per la bellezza del mondo. In fondo siamo come le rape che cercano di essere rose, pronte a tutto per essere accettate nel roseto. Come possiamo provare gratitudine per la bellezza del mondo se non siamo in grado di essere grati per se stessi, sempre intenti a conquistare il titolo di rosa, e non accettiamo la nostra vita? Vogliamo un posto su un trono illusorio, che non esiste per nessuno, nemmeno per chi crede di esserci arrivato. È una incoffessata ricerca del potere. Forse perchè tutto quello che cerchiamo è essere amati, e pensiamo che con il potere non resteremo soli: qualcuno ci adorerà o sarà costretto a farlo per non essere ributtato tra le rape, e non importa se mente. Basta che ci dica che siamo la rosa. Invece l'unica possibilità per essere sereni è essere autentici, il che significa anche non permettere a nessuno di venire a minare la nostra autenticità lasciandolo oltrepassare i confini del proprio spazio di verità. È meglio ascoltare sè stessi invece di guardare dal buco della serratura la vita degli altri e di cercare di emulare tutto ciò che ci sembra una rosa, perdendo di vista ciò che è vero e importante per noi, ma che all'improvviso, di fronte ad una suggestione, si è velato a tal punto da sembrare scialbo e insignificante. Qualcuno ha detto che gli altri sono lo specchio di ciò che vorremmo essere o che rifiutiamo di noi stessi. Io direi di smettere di specchiarci e iniziare a chiederci con sincerità "chi sono io veramente?". Magari scopriremo che siamo delle rape, ma belle e felici perchè autentiche. 

*********

Aggiornamento del 08/07/2018 - (Conca Specchiulla, Salento)
Il ventre di Danu
ACQUA

Mi incanta la bellezza dei "fili di luce" sull'acqua che oscillano, si allungano, si distorcono, cambiano. Mi meraviglio delle incantevoli sfumature degli azzurri. Mi sorprende la trasparenza che nonostante sia chiara e cristallina nasconde sempre qualcosa di magico. Madre Mare...grazie.






"Ho una valigia piena di sogni…. In Emain Ablach le nebbie ai confini si sono assottigliate troppo e non riescono a contenere l'eco del calore delle Terre di Fuori, il cui clima ormai insopportabile per me mi spingono ad andare dove quegli aliti caldi non possono arrivare. Ho una valigia piena di sogni, immersi tra spazzole e saponette, tra teli colorati su cui sdraiarsi a guardare il cielo e tra le camicie leggere. Ho bisogno di onde che lambiscono pacate distese dorate, di girasoli radiosi sui campi, del respiro dei boschi, portando biscotti alle Fate, di antiche sacre colline, di un Tor su nel labirinto, di impronte lasciate su sentieri sabbiosi che riportano ad antiche memorie silenziose, di sorridere alla Luna sporca di salsedine, di brezze che sappiano consolare la pelle accaldata. Ho una valigia piena di sogni: ho nutrito le radici della Grande Quercia, ho riempito il cuore con la dolce acqua del sacro lago incantato, mi sono fatta una ghirlanda per capelli con foglie di quercia, fiori di melo, spighe di lavanda, ho chiuso la porta della mia dimora di frammenti di cristallo che non hanno mai così brillato, e l'ho affidata agli gnomi che l'accudiranno per me fino a che non torno. Ho una valigia piena di sogni da portare con me, e un'aquila sulla spalla: mi sposto un po', oltre la collina, dove i sentieri scendono giù dal bosco che a valle degrada in un meleto e in una pineta al limitar del mare di Emain Ablach, sulle cui rive cantano piccole sirene. Ho una valigia piena di sogni … tornerò non appena avrò potuto farli danzare tutti" (Niviane, da ex-blog Emain Ablach del 28/6/2006)

1 commento:

  1. I tuoi post sono incantevoli. Li adoro! Le tue fotografie, i luoghi... sono a dir poco magici. Mi ritrovo e, soprattutto, ti ritrovo nelle tue parole. Un abbraccio.

    RispondiElimina