venerdì 2 marzo 2018

Madre Natura

Madre Natura, il suo volto, sulla montagna del Gran Sasso


-"Beh", ho pensato, "questa esperienza sarà una cosa estemporanea, una tantum. Chissà cosa dovrò dire di tanto importante". Sono una persona normalissima; non mi sento un Guru, non mi sento una Maestra, anzi, sono ben lungi dall'essere illuminata, o arrivata al raggiungimento del Sé, per dirla con una parolona. - (di Laura Vatta, co-autrice di "Fronde dell'Antico Noce")

Perché era così che ci sentivamo, un tempo, prima di FB: anime in cammino. Solo anime in cammino, in cerca della propria verità. Ma riporterò tutto il brano completo da cui questa frase è tratta. Parla della Dea, dell'equilibrio femminile-maschile, dell'ascolto e del linguaggio. Parole semplici ma intense, idee semplici raccontate in modo semplice e umile ma piene di significato e saggezza, ovvero quelle che restano nel ricordo perchè non rimbombano nella mente, ma l'accarezzano. Tolta l'introduzione in merito al libro, lo riporto così come lo avevo nei mie file, ripreso anni fa dal forum "L'Isola Incantata delle Figlie della Luna" con cui collaboravo, e che era stato trascritto da Laura Violet (Stregaviolet): non è mia abitudine stravolgere le cose che non sono state fatte da me. Grazie quindi anche a Violet che lo aveva diffuso.

"Il Linguaggio della Dea dall'Antica Religione alla Wicca" 
La trascrizione della conferenza tenuta da Laura Marianna Vatta al
Triskell 2006

(Dopo una introduzione su "Fronde dell'Antico noce)

[...]Al di là di questo mio personale parere, è vero che da qualche anno
il libro in questione è stato oggetto di attenzione da parte di un
considerevole gruppo di potenziali lettori che, da più parti, ne
reclamano la ristampa. Ho potuto constatare di persona la fondatezza
di tale interessamento; fenomeno che percepisco in modo via via
sempre più forte e incalzante, come lo dimostra il crescente numero
di contatti e richieste sulla reperibilità del testo, durante gli
incontri e le manifestazioni cui partecipo, o con e-mails cui,
purtroppo, quasi mai ho tempo di rispondere. Ho iniziato così a
valutare tali "pressioni" esterne e a considerarle delle "spinte"
verso un mio movimento energetico, una sorta di dedicazione a Sé
stessi, in nome della Madre che dà la Vita e cui so, intimamente da
sempre, di appartenere.

È dall'anno scorso che capitano queste "chiamate"; a me piace
chiamarle così: "chiamate" della Madre
. Mi piace vederla così:
vedere l'inizio di tutto come una Grande Madre che ha concepito
tutto quello che c'è e anche tutto quello che noi non riusciamo a
vedere ma che c'è ugualmente.

Così l'anno scorso sono andata a Biella per la prima conferenza
della mia vita e questa cosa mi ha lasciato veramente
sorpresa. "Beh", ho pensato, "questa esperienza sarà una cosa
estemporanea, una tantum. Chissà cosa dovrò dire di tanto
importante". Sono una persona normalissima; non mi sento un Guru,
non mi sento una Maestra, anzi, sono ben lungi dall'essere
illuminata, o arrivata al raggiungimento del Sé, per dirla con una
parolona.

E adesso qui al Triskell, che è poi un evento che amo - sono a casa
mia; io sono di Trieste e quindi gioco in casa - ho avuto la
seconda "chiamata"... L'organizzatrice, o comunque una degli
organizzatori di questa manifestazione, mi ha mandato un sms in un
momento particolare. Mi stavo preparando a una personale e
volontaria Ricerca della Visione, pur non avendo la presunzione di
volerla e poterla fare secondo i dettami dello sciamanesimo
tradizionale, dal momento che non avevo un maestro, o un altro
sciamano che mi chiudesse nel cerchio di protezione, sigillandolo,
non avevo intenzione alcuna di digiunare e di attenermi ad un sacco
di regole che mal si addicevano al mio sentire irrequieto e che pur
sapevo venir tramandate e perpetuate in occasione di tale Ricerca.

Ciò nonostante, ero in un bosco... col telefonino - siamo comunque
moderni - e, il pomeriggio dopo la prima notte di Visione, durante
la quale non arrivò nessun segno, arriva questo sms dalla mia amica
e organizzatrice di questa manifestazione, Betty Sulli: "La persona
che dovrebbe tenere la conferenza domenica - qui, ora - non può: ha
avuto un incidente, quindi puoi farla tu?" e, ispirata io credo dal
comune sentire di Sorelle, così me ne propose il titolo: "Il
linguaggio della Dea dai Celti alla Wicca".

Essendo in "ritiro", mi dissi "Va bene, ci penserò quando ritornerò
a Trieste" e spensi con il cellulare ogni collegamento con il mondo
esterno, dedicandomi al mio lavoro di ricerca interiore con il
tamburo e il canto, finché, arrivata la notte, sprofondai in un
sonno sereno e profondo... Ed ebbi la Visione: il mio animale totem -
va beh, questo a voi non interessa - e poi un sogno lucido e vivido
come se fossi sveglia, un vissuto potenziale del piano concreto e
quotidiano: io mentre dico a Betty: "Guarda che mi hanno detto che
devo fare la conferenza, però il titolo, il titolo della conferenza,
non è "Il linguaggio della Dea dai Celti alla Wicca", ma "Il
linguaggio della Dea dall'Antica Religione alla Wicca".

E quindi sono qua, perché insomma mi sembra che il messaggio sia
forte e chiaro.

E quindi inizierei...

Allora, linguaggio. Cos'è il linguaggio? Il linguaggio è la
comunicazione di un messaggio, di un qualchecosa tra due enti, un
emittente e un ricevente.

Noi normalmente siamo abituati, come idea di linguaggio, alla parola
espressa. In realtà il linguaggio può anche non essere verbale,
questo lo sappiamo tutti. Esso può essere fisico: le posture che una
persona assume, o, ancora più sottile, un paralinguaggio, e qui
entriamo nel mondo della Madre, entriamo nel mondo della simbologia,
dell'arcaico;
di quello che magari noi adesso crediamo di non avere,
di non possedere come bagaglio culturale, ma che in realtà dentro di
noi agisce profondamente a livello di archetipo, di memoria, di
inconscio collettivo.

Ecco quindi che parlare della Dea, oggi, forse non è così immediato
come poteva essere in tempi passati.

La figura femminile divina, ai tempi nostri, perlomeno qui in questo
contesto culturale, il più delle volte viene relegata a Madonna, una
madre umana, divinizzata grazie al figlio, concepito senza
l'intervento maschile.

Ebbene ecco che per il mondo femminile questa concezione può creare
un po' di confusione; confusione che viene percepita anche dal mondo
maschile, per l'inevitabile sinergia che tale visione limitata porta
di riflesso e che determina disarmonia e squilibrio anche nelle
relazioni tra i due sessi.

Secondo fonti autorevoli, tra cui Marija Gimbutas che, oltre a
essere una valente archeologa e una profonda conoscitrice della
simbologia arcaica è, a mio parere, una Sorella della Tradizione per
come porta avanti un messaggio che non è meramente scientifico, il
passaggio tra il modello originario di Dea Madre, inteso nel senso
più ampio del termine, a quello, estremamente più riduttivo
e "snaturato" del nostro attuale concetto religioso e culturale,
risale alla fine della cosiddetta preistoria. La Gimbutas non è
l'unica portavoce di tali teorie, ma per me lei è sicuramente una
guida; così ho fatto mia parte della sua terminologia, ad esempio la
locuzione "alfabeto metafisico", in riferimento al ricco corpo di
simboli e glifi che, dagli albori del mondo, si sono perpetuati fino
ai giorni nostri.

Può sembrare facile e superficiale parlare di qualcosa che non si
può dimostrare scientificamente, perché a prima vista mancano
riferimenti e collegamenti storici certi e facilmente dimostrabili,
e alcune persone potrebbero sollevare il quesito "Ma dove sono le
prove di tali asserzioni?". Beh, al di là dell'ampia disponibilità
di testi alla portata di chiunque voglia approfondire tale
conoscenza, vorrei qui sottolineare che, quando abbiamo bisogno di
prove, in qualche modo siamo già nel problema che è il problema
dell'oggi: noi non sentiamo. Noi non usiamo il "sentire". Secondo i
Celti, come testimonia Taliesin in una delle sue Canzoni, ci sono
sette sensi. Oltre ai cinque che già conosciamo - vista, udito,
tatto, odorato e gusto - egli enumera tra i sette l'istinto e il
sentimento, sostituendo il gusto con la parola.

Vedete che noi abbiamo sicuramente perso, dimenticato una parte che
era ed è fondamentale.

Al di là di quello che uno può sentire dentro di sé, quello che può
rappresentare per ognuno di noi la parte femminile e la parte
maschile che sono dentro di noi e che si alternano nel manifestare
il nostro comportamento esterno a seconda della situazione che si
presenta e dell'emozione che tale situazione determina in noi,
possiamo – e, aggiungerei, dobbiamo – "ri-imparare" ad ascoltare
tali parti;
già così, se solo impariamo davvero ad ascoltarci,
sentiamo, percepiamo che la parte femminile parla di accoglienza, di
nutrimento, di amore, di pace; laddove la parte maschile,
tendenzialmente - questo per carità non vuole essere un appunto alle
persone di sesso maschile presenti qua, perché dentro tutti noi,
uomini o donne, si agitano le due forze e siamo noi che abbiamo la
possibilità di riconoscerle, controllarle e domarle, usandole nel
modo più efficace e consono alle varie situazioni- la parte
maschile, dicevo, è penetrante, tende alla conquista, tende a
entrare, in modo anche irruente, com'è sua natura.

Per cui un mondo sbilanciato, dove l'energia maschile prevale anche
là dove invece ci dovrebbe essere l'afflato della parte femminile,
questo squilibrio provoca le conseguenze che noi vediamo, anche nel
nostro mondo esterno.
Viviamo su un pianeta che è sull'orlo del
collasso. Non vado oltre, perché questo lo sappiamo tutti, ma,
secondo me, e non sono l'unica a sostenere questo, tale mondo insano
è frutto proprio del tipo di concezione spirituale che oggi ha
l'essere umano; essere umano che, secondo il nostro metro di
giudizio di umani, dominatori e colonizzatori della Terra,
sembrerebbe essere la forma più evoluta su questo pianeta, anche se
io, qualche volta, mi chiedo se sia effettivamente così. Sicuramente
il dono della mente, della razionalità intesa così come la
intendiamo noi umani, l'abbiamo solo noi, tra tutti gli esseri che
coabitano il pianeta Terra. È ben triste quindi vedere come non
siamo neanche consapevoli della responsabilità che abbiamo con il
grande e, per la maggior parte di noi, sconosciuto e ineducato
potere del nostro pensiero.
Molte volte le persone si nascondono
dietro la comoda scusa "Eh, cosa posso fare? Anche se faccio la
raccolta differenziata... Poi c'è quell'altro che non la fa". Non so
se avete notato quante belle bottigliette di plastica, piattini e
altra immondizia hanno lasciato qua gli "amanti della Natura" che
sono venuti in questi sacri posti. Figuriamoci quelli che non la
amano...

In realtà, si può fare la raccolta, se volete, si "deve" fare la
raccolta differenziata, però è più importante cambiare modello di
pensiero e, di conseguenza, comportamentale.

Il mondo della Madre, secondo gli studi della già citata Gimbutas,
finisce grosso modo verso il 5000 a.C., in certi posti il 3000, dove
il Neolitico si è spostato a un periodo notevolmente più tardo, come
a Creta e in tutto il bacino del Mediterraneo.

È proprio grazie a queste tracce, soprattutto a Creta, o in Sicilia,
quindi in posti dove, parlando del 3000 a. C., già si entra nella
storia, che è più facile ottenere delle prove di questo "sentire",
allora accettato e condiviso da tutti.

Secondo me, proprio attraverso tali simboli, le linee spiraliformi,
le coppelle che sono dei tondi, quindi il tondo come concezione di
sacro - pensate all'omphalos – anche il mondo ellenico, il mondo
classico, ci ha trasmesso qualcosa dal mondo più arcaico, e se noi
andiamo a vedere bene attraverso quello che è l'apparente, troviamo
questa linea ininterrotta che risale agli albori del mondo, dove la
Madre era il Cosmo Vivente, era parte vivente: Creatrice,
Rigeneratrice, Reggitrice della Vita e Reggitrice della Morte. Dove
la morte non era vista come "Polvere sei e polvere ritornerai", ma
come terra vitale che trasmuta, rigenerando...


Nella cosmogonia dei popoli antichi, prima del passaggio dalla
concezione spirituale matristica a quella patristica, il simbolo del
serpente non veniva visto come viene visto dalla gran parte delle
tradizioni religiose e spirituali del nostro tempo. Pensate
all'assurdità della Madonna che schiaccia il serpente: la donna che
schiaccia la sua stessa essenza: essenza collegata al potere di
generazione, mutazione, guarigione, rinascita che il serpente nelle
spiritualità tribali ancora oggi rappresenta... Non voglio
continuare oltre ed entrare nella polemica, perché so che dove c'è
contrapposizione non c'è la Dea: la Dea accoglie, non separa.

Da qualche parte ho letto in un libro – di cui purtroppo non ricordo
né il titolo, né l'autore, anche se ricordo che era un uomo – questa
frase: "Il Padre punisce, la Madre perdona".

Questa frase, secondo me, è veramente un po' la sintesi di tutto il
discorso...

In sostanza, sulla Madre del Neolitico, o del Paleolitico, sulla Dea
nelle sue tre forme, sulla Dea Serpente, sulla Dea Uccello, si
potrebbe parlare per giorni interi... Io vi invito ad andare a
leggervi "Il Linguaggio della Dea" della Gimbutas, se lo trovate, e
il lavoro di tantissime altre scrittrici e sciamane, come la Vicki
Noble con il suo Il Risveglio della Dea, le opere in genere di Jean
S. Bolen, ecc. Adesso io non voglio dire che bisogna leggere
solamente quello che scrive una donna, se siamo donne o se siamo
uomini che vogliano incontrare con una maggiore comprensione
l'universo femminile, quello che li compenetra e completa. Credo,
tuttavia, che queste donne che, in tempi per alcuni versi ancora
ostici alla libera affermazione del sé femminino, trovano il
coraggio di mettersi fuori dal coro di quella che è a volte cieca e
sclerotizzata convinzione, basata su idee che non partono dal cuore
ma dalla mente, meritino attenzione leggendone il pensiero, fosse
anche solo perché hanno qualcosa da dire da un autonomo e autentico
punto di vista, personalmente sentito e provato sulla loro pelle.

Tornando alla Madre, al di là dei libri, si possono ritrovare le
tracce della sua immutabile presenza anche nelle credenze dei popoli
tribali, in tante cosmogonie cosiddette primitive o selvagge, come
ad esempio la spiritualità andina, la spiritualità dei nativi
americani, o quella degli sciamani siberiani. Quindi se vi piace
viaggiare, vi invito a toccare con mano queste realtà, dove la Dea è
ancora viva in modo assoluto e dove si respira l'armonizzazione che
c'è stata fra la Dea e il Dio.

Il sentiero andino, in particolare, è molto utile al fine della
ricerca di quel filo che collega il vecchio modo di concepire la
Madre e i suoi attributi divini con una spiritualità condivisa e
presente ancor oggi in larga parte della popolazione autoctona
sudamericana, perché ha come punto focale la Pachamama, Dea Madre
che inizialmente credevo incarnasse l'arcaica figura della Madre
Terra preistorica, in quanto la sua raffigurazione odierna in tali
zone, ritratta ad esempio sui popolari sonagli di zucca, rassomiglia
molto ai numerosi ritrovamenti di statuette, probabilmente votive,
del Neolitico o del Paleolitico qui in Europa. Essa viene infatti
rappresentata dagli artisti andini come una donna dai glutei enormi,
dal ventre molto prominente, dai seni cascanti ma pieni di latte,
proprio come la Dea Nutriente degli albori della civiltà.

In realtà, addentrandomi successivamente in quella spiritualità e
approfondendola, ho capito che la concezione relativa alla Pachamama
è esattamente quella che poteva essere da noi in Europa ventimila
anni fa. La Pachamama, già secondo il significato del termine
quechua, è una Madre Celestiale, Cosmica e della Natura, quindi
l'antica Triplice Dea. È la Dea vista nei suoi tre aspetti: la
Giovane, in qualche modo la parte che inizia la Vita, la Ninfa, la
parte matura, l'energia che porta a maturazione, e poi la Vegliarda,
la Saggia, che accoglie nel suo grembo per la trasmutazione.

Ritornando al concetto di linguaggio... Linguaggio è comportamento e
credo che, qualora si ricerchi con attenzione e mente aperta
all'interno di sé, ognuno di noi possa migliorare tale
comportamento, al fine di perseguire e consolidare un proprio
modello attitudinale comportamentale, rendendolo via via più
efficace e, quindi, anche più soddisfacente, per se stessi e nelle
relazioni con gli altri.
Per questo mi sento di consigliare la
meditazione: ci sono tantissime pratiche, alcuni le chiamano
sciamaniche, altri le chiamano yogiche ma, in realtà, il loro nome
non ha nessuna importanza. Le pratiche son quelle: rilassare la
mente, possibilmente trovare dello spazio, anzi togliamo quel
possibilmente perché è la condicio sine qua non, trovare dello
spazio per noi stessi, ritirarsi nella natura... Uno sciamano
peruviano una volta mi ha raccontato, e a me è piaciuta molto questa
sua affermazione:
"Sai, a proposito di meditazione... Che cos'è la
meditazione? La meditazione è la Natura", mi ha detto, "È la Natura.
Stai nella Natura. Dove è il tuo posto, dove stai bene; respira,
rilassa la mente e... ascolta".


Costanza, volontà – lo dico anche per me che, come premesso, non mi
sento assolutamente dispensata da un tale costante lavoro di ricerca
interiore... – centratura e... tenere presente una cosa, a mio
avviso fondamentale: tutti noi abbiamo tre centri di percezione del
mondo esterno, della nostra realtà oggettiva. In numerose e diverse
concezioni religiose, seguite da genti provenienti dalle più
svariate aree della Terra, vengono riconosciuti tre differenti mondi
spirituali, che si intersecano formando il Tutto: il Mondo degli
uomini, il Mondo di Sotto e il Mondo di Sopra; anche noi, a livello
fisico, abbiamo tre centri: la pancia, il cuore e la mente. Quindi
abbiamo l'istinto, il sentimento e il ragionamento. L'uomo
occidentale normalmente comunica usando alternativamente l'istinto,
l'impulso dettato dalla pancia, o il ragionamento, la logica della
mente razionale e, quindi, tale comunicazione parte in ogni caso
dalla "periferia" del corpo fisico; riesce quasi sempre difficile
esprimersi partendo dal sentimento. Io invito tutti, me compresa, a
parlare dal cuore, in nome della Madre che è cuore pulsante di Vita


Grazie!

Testo tratto dalla Conferenza tenuta da Laura Marianna Vatta al
Triskell 2006 - Boschetto del Ferdinandeo, Trieste
(per gentile concessione dell'autrice Laura Vatta) 
(n.b. concessione a Laura Violet per il forum "L'Isola Incantata delle Figlie della Luna")

Per la natura intrinseca del principio maschile, è evidente che si rende necessaria una riscoperta dell'Anima Femminile del mondo (sì, mi ripeto. Lo so.), in ciò che ci circonda e in ognuno di noi, affinché sia ristabilito l'equilibrio in una realtà dove l'Anima Maschile è stata resa predominante e ci ha portato sull'orlo della distruzione. Ecco perché mai come oggi è importante "la Dea". Nella natura della nostra realtà terrena, tutto si regge in virtù di un equilibrio degli opposti. Serve riscoperta, rispetto, ascolto, di quella parte femminile che brilla in ogni essere umano e in ogni essere vivente. C'è ancora molto da fare riguardo mentalità, riequilibrio, linguaggio, atteggiamenti, attenzione, sentimento. Il denaro a tutti i costi, per necessità o per meri fini di potere e lucro, e l'artificiosità degli ambienti cittadini in cui viviamo e talvolta anche dei nostri corpi, che sia per il successo, per un lavoro, o per essere accettati in una società piena di stereotipi che rifiuta l'età avanzata, sono i "valori" dell'era moderna (e forse anche di quelle passate, perlomeno riguardo il denaro e il potere). 
Ma che ci piaccia o no, Madre Natura è la nostra casa, il nostro sostegno, il nostro nutrimento, il suo cielo è la coperta che ci protegge dalle radiazioni cosmiche, il suo mare è il liquido amniotico dell'origine della vita, le sue montagne sono le spalle che sostengono i ghiacciai che regolano il clima e tengono aggrappate le foreste che ossigenano l'aria. Madre Natura può fare a meno di noi. Noi invece non possiamo fare a meno di lei. Se ci estinguessimo, Madre Natura, nella sua immensa capacità di adattamento e trasformazione, troverà nuovi equilibri e si rigenererà. Noi invece ci saremmo solo estinti. Ogni atto contro la Terra è un atto contro di noi e verso la nostra distruzione. Madre Terra riaccoglierà i nostri corpi nel suo grembo, ma non verserà una lacrima, mentre noi ne verseremo molte, quando ci accorgeremo che non sarà possibile tornare indietro. Il rispetto, la consapevolezza, un pochino di senso etico e la tecnologia etica e pensata per l'ecologia sono ciò che può salvarci.  Non saremo mai più forti di lei, è una follia pensare che possiamo distruggere tutto, lanciare bombe, inquinare a piene mani, lordare mari con il petrolio, affumicare tutta l'aria e riuscire a sopravvivere.
Sono d'accordo con lo sciamano. La meditazione è la Natura, poiché è presa di consapevolezza della realtà intorno a noi, è ascolto e osservazione, è camminare nella Natura, è respirare, è sedersi vicino ad un albero, alla sua ombra, e godersi i raggi di sole che filtrano qua e là tra i rami, è arrivare sulla montagna e fermarsi lì, permettendo allo sguardo di perdersi nell'infinito, lasciandosi penetrare dall'aria frizzante e dalla naturale bellezza della Natura. La stessa vita è meditazione, e la vita esiste perché esiste Madre Natura.


(Gran Sasso) - anche qua abbiamo dei "Tor", senza doversi recare nel lontano Somerset


e Madre Natura è anche latte, acqua pura, campi di grano, focolare, e quindi è cibo, nutrimento....

Torta di Mandorle




Ingredienti:
200 gr di mandorle
100-150 gr di zucchero
6 uova
1 limone

Si mettono le mandorle in un frullatore e si tritano finché non sono diventate come farina grossolana. 
Si mettono vicine due ciotole capienti e si inziano ad aprire le uova: in una ciotola si mette l'albume, e nell'altra si versano i tuorli, ai quali uniamo lo zucchero. Si mescola bene questo composto con una frusta, e quando è ben amalgamato si aggiunge la "farina" di mandorle che abbiamo ottenuto. Si continua a mescolare con forza, e vi si spreme un limone, facendo attenzione che non vi cadano i semi. Quando il composto è abbastanza omogeneo, anche se sbricioloso e grossolano, si montano gli albumi a "neve", ovvero fino che non sembrano simili alla panna, e si aggiungono anche questi al composto che stavamo facendo.
Si mescola dal "basso verso l'alto", ovvero affondando il mestolo sotto il composto e tirandolo su rigirandolo sopra gli albumi. Quando inizia ad essersi tutto miscelato, si continua ad amalgamare girando come al solito finché non si ottiene un impasto ben omogeneo e cremoso .
Si versa in una teglia da torta precedentemente foderata con la carta da forno, e si fa cuocere a 160-170° per 35 min.
Io ho messo 100 gr di zucchero perché non amo le cose troppo dolci, ma la ricetta ne richiede 150 gr., inoltre avevo delle mandorle in avanzo (era una bustina da 250 gr. bio) che avrei potuto mettere sopra per fare una decorazione prima di infornare, ma le ho mangiate prima. :D
La ricetta originale prevede dello zucchero a velo a guarnizione finale della torta dopo che è stata sfornata e messa su un vassoio apposito. Diventa molto più bellina, e comunque sopra si possono fare tutte le decorazioni che si desidera, anche col cioccolato che, da quanto ho letto, si addice benissimo al gusto delle mandorle.
Attenzione a farla un pochino freddare prima di tirarla fuori dalla teglia, perché è molto, molto, molto morbida. Io però aspetto solo un paio di minuti, e poi uso un piatto che entra nella teglia per tutta la sua grandezza, lo appoggio sopra la torta, e aiutandomi con le presine tengo con le dita sia la teglia che il piatto e rigiro tutto. Allento la presa sul piatto solo quando è rigirato, e lo faccio scendere sul tavolo. Poi tolgo la carta da forno dal dolce, ci appoggio sopra il vassoio, e rifaccio la stessa cosa di prima, rigirando tutto, e a questo punto tolgo il piatto et voilà. E' più complicato a dirlo che a farlo, poichè ci vogliono meno di 30 secondi. Madre Natura ci da tante cose buone, e noi possiamo valorizzarle, come se la vita fosse sempre una festa.


Madre Natura è tutto, poiché nell'Universo ogni cosa è interdipendente da tutto il resto del creato. Il suo "libro sacro" è composto dalle leggi fisiche ed è scritto tra i prati tanto quanto tra le stelle. Ovunque ci troviamo, in qualsiasi mondo esistiamo, siamo sempre tra le sue braccia. 
"Le leggi fisiche sono magia, tutto intorno è magia, la vita è magia. La mia è scritta su un quaderno senza righe ne bordi, segue il movimento delle onde, le pieghe delle cortecce, gli spigoli delle rocce, la morbidezza dell'erba che danza sotto la carezza del vento, e traccia sentieri nell'Universo, dove tutto si trasforma, o si consuma, ma nulla finisce e tutto si rinnova" (Niviane)

2 commenti:

  1. Grazie per aver riportato questo testo, è stata una lettura molto interessante :)
    Come sempre sono d'accordo con te su ciò che dici circa la Natura, la Terra e l'ecologia, e speriamo cambi davvero qualcosa, prima o poi :*

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    Risposte
    1. Grazie a te per aver letto tutto il post:D, è piuttosto lungo.
      Un abbraccio :**

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