venerdì 23 febbraio 2018

Un dolce per il "Burian"

Vecchia immagine sulla "Camosciara" 

Candore, silenzio, pace, magia, armonia...




Le energie della primavera stanno facendo a pugni con i residui dell'inverno. Piove, c'è un freddo umido, da qualche parte nevica e sembra che nevicherà molto e arriverà il gelo, ma è una cosa normale a Febbraio.
Quale momento migliore per utilizzare quelli che sono stati i frutti dell'autunno trasformati in farina per fare qualcosa da mettere nel forno e che spande nell'aria di casa profumo di cose buone?
E quindi eccolo qui. Il Castagnaccio. Un dolce toscano molto semplice, veloce da fare, e strabuonissimo!! Avrei voluto fotografarlo come in certe immagini che si vedono su Pinterest, su dei tavoli di legno grezzo, con il fondo scuro e l'immagine del soggetto con gli elementi di contorno tutto perfettamente a luce e definito, ma non ho tavoli di legno grezzo oltreche probabilmente non ho una fotocamera giusta per farlo, anche se l'avessi non saprei come si fa, in questi giorni ho scarsità di luce in casa.  Le mie immagini sono un pò casalinghe sotto tutti gli aspetti. 
Lascio qui la mia ricetta: 
400 gr di farina di castagne, meglio se bio e di marroni
500 gr di acqua
olio evo
rosmarino fresco fatto a briciolini o anche secco (meno pungente)
Si mette l'acqua in una ciotola, si versa sopra la farina e con una frusta si mescola forte fino che non diventa una crema bella liscia, senza grumi. Si lascia riposare per cinque minuti, il tempo che il forno diventa caldo. Si unisce al composto il rosmarino e si versa su una teglia tonda antiaderente accuratamente unta di olio. 
N.b.: Nella ricetta originale, che faceva mia madre, c'erano anche i pinoli, e alcuni mettono anche l'uvetta, dopo averla reidratata. A me l'uvetta non mi ci piace molto, e nella mia zona toscana dove abitavo si usava di più mettere solo i pinoli. Io però non li metto mai per renderlo più leggero, ma ci stanno benissimo, quindi, per chi lo desidera, una bella manciata o più di pinoli mischiati all'impasto sono consigliati. Alcune ricette mettono lo zucchero, ma la farina di castagne è, a mio avviso, già molto dolce di per se.
Ad ogni modo, pinoli o no, una volta disteso il composto nella teglia, lo si cosparge con un altro bel pizzico di rosmarino e con due cucchiai di olio, che poi io distribuisco in modo omogeneo con una paletta e ne apporfitto anche per rendere il composto piatto. Come si vede nella foto, ho forse abbondato un pò troppo con il rosmarino sopra. Ci stava bene, ma insomma..... anche meno è meglio. 
Si inforna a 200°, e deve cuocere per 40 minuti totali. Non appena vediamo che inizia a fare la crosticina e si creano le crepe, si abbassa a 180°. Ad ogni modo è sempre bene via via controllare la cottura, perchè non deve bruciacchiarsi. Certe volte, gli ultimissimi minuti, ho abbassato il forno a 100° e ho tolto la ventilazione.

Se veramente arriva il Burian, con il suo gelido respiro siberiano, come dicono le previsioni del tempo, questo dolce semplicissimo sarà molto confortante.

Se invece il grigio profondo e l'aria cupa dai toni invernali di questi giorni, inizia a darvi fastidio, fate come me: portate in casa un pò di colore comprando un bel mazzo di fiori. A dire il vero, a me non disturba il grigio, ma quel mazzolino era in bella vista dal fioraio, e mi piacevano sia la composizione che i colori....




 



... anzi, avrei voluto vederlo un pò di cielo grigio. In questi ultimi tre mesi sono stata rinchiusa dietro i teli e i ferri di una impalcatura per le ristrutturazioni delle facciate, ed è una vera gattabuia, molto difficile da sopportare per chi come me è un cincinello claustrofobica.
Tutto quello che vedo è una specie di "aria nebbiosa", effetto dei teli che coprono l'impalcatura, e spesso per sapere se devo uscire con l'ombrello sono costretta ad andare in terrazza in mezzo ai calcinacci per guardare attraverso l'unico spazio aperto al cielo, dove sale il montacarichi. E' stato ed è un notevole esercizio di autocontrollo e di controllo dello stress, da cui non sempre sono uscita vincente, e molto spesso ho dovuto rammentare a me stessa che c'è di peggio.
E' stato proprio come stare "nella grotta", e ho capito che io non sono fatta per le grotte. Ho bisogno di cieli aperti, e di guardare l'immenso. Mi sono convinta che anche se il nostro corpo è fatto dalla Madre Terra, e quindi esiste perchè fatto di materia terrena e si ciba di essa, la nostra mente così come lo spirito sono figlie della Signora del Cielo, e quindi si nutrono di aria aperta e della luce delle stelle. E' all'infinito che aneliamo, ed è all'Universo che alziamo gli occhi ogni volta che cerchiamo idee, ispirazione, consapevolezza. Chi non è affascinato da quei documentari che parlano di supernove, di pulsar, di quasar, di galassie, di costellazioni e di possibili civiltà aliene?
Spero proprio di uscire presto da questa grotta, che nei giorni di nubi basse diventa particolarmente cupa e buia. 
La primavera è il momento dell'emersione, tra cinque giorni inizia la "primavera meteorologica" (non me la sono inventata, è roba scientifica) ed io sto iniziando a prepararmi, anche se l'andazzo dei lavori non promette bene, nella speranza che la porta verso i miei cieli si riapra presto. 
Eostre, "Luce dell'Est", allunga le sue lunghe dita solari luminose e albeggianti fino ad accarezzare la terra, a fare aprire i fiori, a far sbocciare le gemme sugli alberi. Immagino che era questo che vedevano gli uomini preistorici quando ebbero la "visione" da cui derivò la Dea germanica Eostre, associata anche alla lepre, per la sua numerosa prole con la quale in primavera esce dalla tana.  Di essa si sa poco, è una Dea troppo antica, su cui nulla fu scritto, ma la festa della primavera che porta il suo nome, Oestara, è continuata nelle tradizioni anglosassoni che chiamano la Pasqua "Easter", "Oster" per i tedeschi. A ben guardare il suo nome dice già tutto. C'è una leggenda che narra di Eostre, un coniglio e le uova. Esse sono il simbolo dell'uovo cosmico, come dice Guenòn, il fulcro del mondo, dentro cui tutto si crea, e dal cui smembramento tutto si espande intorno creando l'Universo. Non è l'Universo, è il centro in cui viene generato. Lo smembramento dell'uovo è anche simbolo di riemersione, ma trasformati in esso. 
Attendo quindi che questo guscio insopportabile venga "smembrato", ovvero smontato rapidamente dalle mie finestre (tutte dentro esso, nemmeno una libera!), e che l'aria e la luce di Eostre possano entrare senza ostacoli anche nella mia casa.
Intanto però, tra un Om e l'altro, ho capito delle cose, e fatto qualche propositino.
- Innanzitutto, devo sotterrare e dimenticare le solite paure castranti, e quando sento qualche sogno scivolare nella pancia, devo essere più coraggiosa, determinata, meno preoccupata di disturbare la sensibilità di qualcuno e più egoista. Tanto alla fine, le premure non ci salveranno da chi ama puntare il dito. Sono per il "vivi e lascia vivere", e quindi anche per il "vivo, lasciatemi vivere".
- Devo fare tanti passi tra le onde, raccogliendo conchiglie, e salutando i granchi. 
- Devo fare tanti passi tra gli alberi, accarezzando cortecce e rocce. 
- Devo allenare di più il disegno. Ho notato di avere le dita annodate o forse arrugginite, e devo lasciar andare liberi i colori, come vogliono loro, invece di cercare sempre la perfezione. 
- Devo inseguire le nuvole mentre corrono in cielo, consegnando loro un messaggio per l'Universo.
- Devo battere i piedi indignata per ogni cosa che posso cambiare, facendo una cosa concreta, ma devo anche e soprattutto risparmiarmi la bile per quelle cose che non posso cambiare solo con inutili e futili ciance, ovvero, la maggior parte. Non sono d'accordo con chi afferma che dobbiamo star lì a roderci il fegato per ogni cosa, interessandoci di tutte le paturnie del mondo, invece che guardare altrove e impegnare la vita in cose migliori e più utili, anche se solo per noi. La vita non ci rende mai il tempo perso, e anche se siamo parte di una tela, siamo soli nel tesserla. 
- In conseguenza di quanto sopra, devo arrabbiarmi di meno, e vivere più zen. L'accettazione passiva non è il mio forte, ma devo iniziare a fidarmi di più delle scelte che la vita fa per me.
- Devo farmi una ragione del fatto di aver scoperto, scientificamente e non empiricamente, di essere ipersensibile al glutine, e per colpa sua anche al nichel (al quale sapevo già di essere dermatologicamente allergica) e alle lectine.
- Devo finire di riordinare le foto della mia vita. Ne ho tantissime, alcune brutte e da buttare, altre tutte mischiate tra loro, da non riuscire più a capire quando sono state scattate e dove. E diciamolo: quando stai in cima alle montagne, il paesaggio è tutto uguale. Quelle non riuscirò a dividerle mai più.
- Quando l'impalcatura si dissolverà dalla mia vista, dovrò ripulire tutto, svuotare scaffali, lavare, stirare, riordinare, scegliere le cose da tenere e quelle da portare al mercatino dell'usato. 
- Devo recuperare qualche piccolo frammento di anima.
- Devo stare attenta a non dimenticare il mio Anno Sabbatico, e quindi non devo arrabbiarmi con me stessa se dimenticherò alcuni dei miei propositi.

E ora devo aspettare che il mostro di ferro appeso alle mie finestre venga tolto, e iniziare fin d'ora a "battere i piedi" affinchè avvenga prima possibile, me lo auguro.

Detto questo, c'è anche un'altra riflessione che ho fatto in questi mesi nella grotta, e per la quale preferisco dedicargli questa nota a parte.  
Ho affermato spesso che il web non è più quello di quando cominciai a frequentarlo molti anni fa. Ho ricordato altre volte quanto ci piacesse "condividere", il che non significava dire delle cose solo per sentirsi speciali e allo scopo di ricevere esclusivamente dei "bene" "brava", come oggi. Ovviamente non significava nemmeno ricevere odio e offese. Su Violandia, un forum dove delle persone condividevano argomenti e informazioni di interesse comune agli iscritti, era bandito il "felicioico" a vantaggio di un educato, sincero e più apprezzato contraddittorio, ritenuto da tutti più divertente, stimolante e nutriente. Poi io ho continuato ad essere la stessa pensando che tutti fossero rimasti gli stessi, ma a dire il vero, la "vecchia guardia" è quasi sparita, ed io dovrei imparare a stare zitta, perché invece, nel web di oggi (vedi i social soprattutto, da dove mi sono già estinta), il felicioico è d'obbligo, il contraddittorio bandito, e ogni pensiero espresso anche con gentile sincerità viene comunque preso come un attacco personale dagli interlocutori, seppur non contenga nessun attacco di alcun tipo e non sia riferito a nessuno. Ognuno si sente il centro dell'Universo nonche il fulcro dei pensieri altrui. C'è chi si vanta della propria rabbia, chi del proprio sarcasmo, o del proprio ego, del proprio cinismo, della propria arroganza, e mi chiedo spesso se questo avvenga anche nella realtà vera, se la gente va a vantarsi con la qualunque di certe cose, ma son certa che la risposta è no, se c'è il barlume della dignità. Ho sempre creduto, scioccamente, che quando si scrive qualcosa sulla rete interagendo con altri, bisogna avere lo stesso comportamento che terremmo con il vicino di casa o il passante per strada, che dovremmo dire le stesse cose, e non per un motivo di vergogna, nonostante il nickname, ma per rispetto, lo stesso rispetto che avremmo con le persone vere, dal vivo, e anche per rispetto di se. Ora, chi come me non si sente il centro dell'Universo, anzi, si sente nella sua più remota periferia, ma esprime sinceramente e rispettosamente i suoi pensieri, con coerenza verso se stessa senza però possedere il dono di essere un genio della comunicazione, difficilmente riuscirà ad avere una qualche forma di vera condivisione, e rischierà spesso solamente di urtare la sensibilità di qualcuno. Io sono nostalgica, forse anche questo mi frega e mi fa dire queste parole. Sbaglio spesso, proprio perchè questo web non lo capisco. Se ho scritto ancora in un blog è perchè l'ho sempre inteso come un gioco e mi piace comunicare qualcosa che potrebbe essere di ispirazione per qualcuno (potrebbe, ribadisco il condizionale) così come mi piace leggere chi è di ispirazione. Cerco di lasciare semini di magia, e mi piace chi fa lo stesso. A volte però mi sono chiesta perché ogni tanto (a tempo perso, lo ammetto), mi siedo al pc e costruisco un post, spesso mettendoci tempo dato che non sono un genio della scrittura, e che c'è da sistemare le relative immagini: ne vale la pena? A chi interessa? A chi dovrebbe interessare? E perché dovrebbe interessare ad altri? Quante domande! Alla fine ho capito: è una forma di gratitudine. Mentre i popoli antichi incidevano la loro gratitudine all'Universo sulle pietre, nei tempi moderni si usano mezzi moderni. Se, ad esempio, sono stata in un bosco e ho vissuto un momento di incanto e bellezza, ho voglia di lasciare il mio "grazie", fatto di parole e immagini, e chissà che chi vede o legge quello che pubblico non si senta ispirato a ricercare e rispettare la bellezza del mondo, o a comunicare qualcosa che abbia a che fare con essa. A me fa questo effetto il vedere un post di altri pieno di bellezza, e forse per questo parto dal presupposto sciocco ed errato che sia così per tutti, ed è il motivo per cui spesso boschi, onde e tramonti sono il contenuto fondamentale dei miei racconti, e non sono mai andata invece a caccia di fan dei miei post ne mi ha mai interessato farlo.
Inizio però ad essere un po' stanca e annoiata di un ambiente in cui bisogna sempre castrarsi ogni parola e ogni pensiero che vada oltre il "che bello" e "che bravo". Questo non è comunicare ne condividere. In passato, in momenti come questi, cancellavo il blog. Da Splinder ad oggi l'ho cancellato e rinnovato più volte, con nomi diversi ad ogni riapertura. 
Questa volta non lo cancellerò: lo so che prima o poi vorrò lasciare ancora il mio semino di gratitudine in questa mia unica finestrella aperta sul web-mondo, ma mi allontanerò molto, moltissimo, da qui: non ho più molta voglia di scrivere e forse non c'è più motivo. Quel piccolo universo di "streghine" al quale mi sono aggrappata per troppo tempo, rispetto ad altri che lo hanno lasciato molto prima, è estinto, e sono finalmente sul punto di farmene una ragione. Inoltre oggi la gente scrive sul web solo per ricevere gratificazione virtuale, cosa che invece io non ho mai cercato, perché per me ancora conta ciò che succede nella vita reale, e in questo tipo di web-ambiente io, a questo punto, ho veramente poco da dire. 
La notte stessa della mia "dedicazione" (non torno sull'argomento), feci un sogno, breve ma molto specifico, in cui mi fu chiarissimo che avevo attraversato una porta (è una metafora) che non era l'inizio di qualcosa di nuovo, ma la perfetta conclusione di qualcosa di passato verso il quale non dovevo, parole testuali, "voltarmi indietro". Ho aspettato troppo a dare ascolto a quella voce. Portando con me il bagaglio delle cose preziose acquisite, in un mondo che cambia velocemente sia nella società che anche nella sua natura, capace di dare cieli estivi a Gennaio e l'incursione artica a Luglio, e che l'estate scorsa ci ha messo di fronte ad una natura che andava in letargo ad Agosto per proteggersi dal terribile e anomalo caldo africano, le Ruote dell'Anno, per quanto la mia sia aperta e stratificata, devono essere messe da parte insieme a tutto il resto, insieme allo studio ostinato di certi argomenti, insieme agli elementi stereotipati, insieme a tutto un mondo che, l'ho detto, non c'è più, e devo andare verso qualcosa di più ampio e basato essenzialmente sull'armonia col presente, comunque esso sia. Il presente ha bisogno di essere compreso, la natura ha bisogno di essere capita. Devo ascoltare la pioggia nel periodo del fuoco, la forza del sole nel periodo della neve, l'autunno nel momento della maturazione dei frutti. Devo guardare nel calderone dove tutto è mescolato, e cogliere l'essenza di ciò che è. Devo guardare avanti, verso qualcosa di più ampio, dove si apre l'immenso e in esso ci possono essere nascoste alcune piccole ma preziose possibilità, danzando sotto la luna e inseguendo l'orizzonte aperto. 
Voglio ringraziare con tutto il mio cuore tutte le persone che in qualche modo hanno fatto parte di quel mondo ormai dissolto, purtroppo in favore di grottesche speculazioni economiche e di "potere" sfruttando proprio quel mondo fatto di spirito e incanto. Vorrei mandare un pensiero di amore e luce a tutte quelle persone che mi hanno onorato della loro compagnia alla ricerca delle Antiche Armonie e verso la comprensione della loro mutevolezza. 
I sentieri, solitari, di Avalon non finiscono mai, si inerpicano, salgono, attraversano le stelle e proseguono verso confini inesistenti, scivolano su mari senza fine e costeggiano sempre la bellezza, riflettendola nel mondo reale. Ebbene sì, ho detto reale, non virtuale.... e la barca è pronta, alla ricerca di candore, silenzio, pace, magia, armonia.... e Amore. 

8 commenti:

  1. Ciao Niv,grazie per la meraviglia che porti nel mondo. Un abbraccio. Silvia

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    1. E tu invece cara Silvia? Che scrivesti quelle belle ed ispirate visualizzazioni di armonizzazione con le lunazioni sui Meli?
      Grazie per tutto. 😙💜

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  2. A me i tuoi post piacciono. Mi piacciono le foto, le informazioni, le sensazioni che trasmetti. Adoro il castagnaccio, e i fiori che hai "colto" con i tuoi scatti. Il contraddittorio è giusto che ci sia, in rete e fuori. Talvolta capita di essere fraintesi, e pazienza. Le offese sono una cosa, non essere d'accordo un'altra. Io, ad esempio mi censuro quando vengo attaccata (probabilmente non mi censurerò più) o offesa, ma non censuro gli altri, sempre che non passi qualche imbecille a farsi pubblicità. Non capisco perché tu e Silvia vi dobbiate censurare, se ad esempio interpreto male un commento o non concordo su una tesi. Il mondo è fatto di persone con una propria opinione, e confrontarsi in modo educato è sano per tutti. Poi, se uno è stanco del web, ci mancherebbe... A me piace comunicare e il web mi aiuta a farlo. Chi guarderebbe le mie foto? I miei parenti? Le amichette? Probabilmente fa parte della mia "solitudine", qui per certi versi mi confronto, a Vicenza mi prendono per matta. Sono circondata da gente "normale" che se ne sbatte di letteratura, cinema, corsi, arte ecc... qui mi sento a casa. Poi, la rete è cambiata, tuttavia leggo il meglio e prendo il meglio, tu sei nel meglio. E sì la vita è migliore di un post, e i post vanno presi per quello che sono. Un abbraccio :*

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  3. Ma, poi non è nemmeno vero. La rete è sempre stata bastarda. Ho fatto siti per alberghi e pub senza aver in cambio nulla. Ho fatto copertine per tesine, ricerche e libri e oggi le personcine manco si ricordano di me. Ho aiutato come Anyanka tanta di quella gente che uno manco ha idea, ma se oggi dico sono Anyanka mi sputano in faccia! Ho dato alcune foto per una rivista canadese, e perfino i canadesi mi hanno disconosciuta. Lasciamo perdere. Poi, i forum, a detta di alcune, nascondevano pettegolezzi, cattiverie e mobbing... La rete non è cambiata, ieri, semplicemente, eravamo di meno. :*

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    1. Forse Simo (Any ;D) mi trovavo bene perchè io non ho mai interagito con il mondo e la gente con cui avere un confronto era poca e me la sceglievo. Frequentavo giusto due gruppi, di cui in quello che fu il primo, eravamo davvero persone desiderose di condividere e fare insieme, per mano, un passo avanti nelle nostre ricerche, e stavamo in contatto tutto il giorno, e nonostante le distanze enormi, ci siamo anche volute incontrare tre volte (l'ultima purtroppo io non potevo), quindi non ho avuto vere brutte esperienze fino che non sono usciti i social, anche se certi gruppi poi sono finiti, ma esattamente come finiscono le cose normalmente: la vita ci porta sempre ad un bivio da cui bisogna salutarsi. Le persone sono persone ieri e oggi, l'attitudine "ego" del tipo "me te ricordo fin che me servi ma poi chi tte vede ppiù?" (detto alla romana rende di più il concetto :D) è sempre esistito, ed ho sperimentato personalmente, senza mettermi ora a dilungarmi nei racconti, quanto le "amicizie" virtuali, solo virtuali, tipo "da social", siano un'illusione, e certe volte gli diamo un peso che non hanno, poichè basta poco, un soffio di vento, e volano via, e non vale la pena darsi tanto da fare per tenerle vive. Ma vengo al fatto della censura. La gente, se gli gira male, ti risponde male, poi magari il giorno dopo è gentile e carina, e allora non sai mai come ti devi comportare, perchè qualsiasi cosa dici può venir presa, e senza alcun motivo, malissimo da chi ti legge a seconda del suo umore del momento e che tu non sai quale è, magari persona che invece pensavi avesse una qualche fiducia in te e con cui credevi di poter parlare, e dico parlare, non accusare, non litigare, solo parlare, esprimere un proprio pensiero, liberamente, e non sto parlando di te, ma è così da molto tempo. Onestamente, nei gruppetti sul web che frequentavo anni fa (ormai son proprio tanti anni fa), era abbastanza semplice. Oggi invece, grazie ad FB che ha modificato peggiorando il comportamento in rete anche se le persone non se ne sono accorte, c'è solo una ricerca di fan, di approvazione, di "seguito" alle "proprie" cose, e più menefreghismo per gli altri, se non addirittura arroganza in certi casi, ed è qualcosa che ho notato da molto tempo e per cui ho smesso di frequentare FB, non era divertente, era stressante, ma anche qui mi sta passando la voglia di scrivere. Chi come me, o forse anche Silvia (ma non parlo per lei), non ama le discussioni per cose inutili e magari non gli va di aggiungere motivi di discussione alla vita, soprattutto se inutili e virtuali, alla fine preferisce la censura, e gli dispiace essere fraintesa perchè è un peccato rischiare di creare una qualche frattura con le persone per cose sciocche. Quando vieni fraintesa, sembra che sei andata a dire delle cose proprio per cercare di stuzzicare la sensibilità altrui, ti senti anche un pò stupida, quando invece era solo la condivisione di un pensiero, senza alcuna pretesa, e a me dispiace se persone che reputo amiche si offendono, per cui a volte il silenzio è d'oro. Sono contenta che alla fine, seppur con qualche discussione qua e la, ti trovi abbastanza bene anche sui social, ma probabilmente sono io che sono fatta male, o forse non sono abbastanza giovane per stare al passo con i tempi e quindi con i comportamenti che cambiano. Sul web mi sento come dentro ad un condominio dove all'inizio si condividevano cose, ci si aiutava, ci si scambiavano torte e sale, e alla fine, mentre che alcuni condomini andavano via, arrivavano i nuovi, più arroganti e menefreghisti e molto "io io io" che cambiano anche gli atteggiamenti di quelli che sono rimasti e tu, che non sei cambiata, alla fine pensi che è l'ora di cambiar casa.

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    2. Scrivere sul blog non è come sui social un "voler sentire solo la propria voce" e ricevere tante manine col pollice alzato. Certo, ci sarà anche chi lo fa per quello, ma essendo un diario virtuale, è ovvio che ognuno parla di se, mica può parlar di altri, sarebbe anche maleducato, a meno che non sia per dire "mi piace questo post", però deve fare innanzitutto uno sforzo creativo, e poi scrive quello che, della propria vita o dei propri pensieri, credo, filosofie ecc..., può essere raccontato alle persone che lo seguono e che egli/ella a sua volta segue, per avere uno scambio di pensieri, altrimenti non avrebbe senso. A volte per alcuni è anche un piccolo sfogo. Non si fanno migliaia di "amici" sui blog, come invece su FB, quindi a chi dovrebbe piacere sui blog di far sentire solo la propria voce quando ti seguono dieci persone? Dato che però i blog sono abbastanza morti, la comunicazione avviene soprattutto con quattro gatti, il che dovrebbe rendere tutto più semplice, e invece non è così, perchè ormai l'atteggiamento che va sui social è lo stesso su tutta la rete.
      Ecco perchè non è più tanto divertente quando anche nel mondo dei blog devi stare attenta ad ogni parola che dici e a come la dici.
      Senza contare che alcuni blogger scrivono il post solo per dire su fb "ho scritto questo" e prendersi lì il pollice alzato, non vanno a vedere i blog degli altri, non più, non c'è quasi condivisione. E' la realtà delle cose, è così che va. A volte è anche per orgoglio personale che le persone non si degnano di usare il ditino della mano per lasciare un loro anche breve pensiero dopo averti letto, ma però magari te lo copiano e lo fanno passare per cosa loro su FB. Così non è divertente, e basta la goccia in più che fa traboccare il vaso, ti fa fare uno sbuffo, calare le braccia e dire "uffa! ma ne vale la pena?".
      Ecco, penso di essermi spiegata. Sul fatto che sul web non conti per gli altri più del due di briscola a meno che in quel momento non sei utile a qualcosa, fosse anche solo per far numero di follower fedeli, io ci ho fatto pace ormai da secoli.;D
      Comunque non ho detto che non scrivo proprio più, ma che scrivo molto poco e sarò meno presente di quanto non lo sia già sul web.

      Un abbraccio cara Simo, tu e poche altre che conto sulle dita di una mano restate le mie amiche di web e non solo, per me è sempre un piacere leggerti e comunque grazie. :***

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  4. Comprendo e condivido questo post in vari punti e in vari modi.
    Capisco la sensazione di claustrofobia/proiezione verso il cielo che provi e il discorso che fai in merito, pensa a lungo mi sono sentita quasi "in colpa" per essa, come fossi più vicina alle divinità uraniche, quasi sempre maschili, che a quelle terricole, quasi sempre femminili. Questa cosa, in aggiunta al fatto che amo il mare, l'acqua e detesto i serpenti (ma non le altre cose che strisciano!) mi fa sentire una Vergine atipica, nonché poco "pagana" e molto "giudeo-cristiana". Ora invece mi dico che sarà "colpa" della mia "sciamana interiore" :D
    Capisco, e mi spiace, anche la seconda parte del post. Personalmente nelle comunità pagane mi sentivo come descrivi anche 10 anni fa, ma le ho frequentate meno (proprio per questa ragione) e ho un caratterino più tignosetto di mio, quindi ci sta anche la differente esperienza. Mi spiace se per questa ragione ti leggerò meno (da che pulpito considerato che sono riuscita a passare pochissimo negli ultimi mesi!), perché nei tuoi post vedo e apprezzo tutto ciò che dici.
    Un grande abbraccio :) :*

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    1. Sai Silvia, anche io, per quanto ami tantissimo la natura della terra, fin da piccola avevo una fissa con il cielo, volevo studiare lingue per fare "l'interprete degli alieni" :DD ed stavo aspettando che una navicella mi venisse a prendere per farmi volare nello spazio. Condividiamo l'attrazione per lo spazio sconfinato :)
      Riguardo i serpenti, anche se hanno un significato simbolico importante (escludendo quello del serpente di Eva), non ne prenderei uno in mano e nemmeno mi piacerebbe trovarmene uno tra i piedi ;), come mo successe una mattina on una stradina sterrata che portava alla spiaggia: non sai che salto che ho fatto. Non mi fido, troppo imprevedibili.
      Ricambio l'abbraccione.
      Spero che va tutto bene :****

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