venerdì 17 novembre 2017

Io credo nel pane con l'olio d'oliva



Eccolo qua: l'oro verde. Appena preso dal frantoio, in una bellissima zona di campagna sotto ai Monti Ernici, le cui cime erano innevate. Il gentilissimo Signor Mocci, degustatore pluricertificato, ci ha spiegato come viene prodotto l'olio da loro, come curano i macchinari per la spremitura a freddo, ci ha portato in giro per il frantoio, ci ha fatto assaggiare tre tipi di olio fatti con varietà diverse di olive, ci ha mostrato tutte le loro certificazioni, fra cui quella del Bio, e alla fine abbiamo portato a casa dell'olio straordinario, appena spillato dalle grandi botti d'acciaio proprio sotto i nostri occhi.
Appena arrivati a casa non abbiamo resistito: ci siamo procurati del pane fresco dal panettiere, e poi abbiamo fatto quella che in Toscana chiamiamo la "bruschetta":
si abbrustolisce un pochino il pane, ci si strofina appena uno spicchio di aglio e poi ci si mette sopra l'olio nuovo. L'aglio l'ho messo solo su una fetta, le altre due le ho prese senza, un pò perchè non lo digerisco, un pò perchè mi piaceva sentire l'odore puro dell'olio.
Un vero spettacolo per il palato e l'olfatto. In Toscana la bruschetta con l'olio nuovo è considerata una tale prelibatezza che ci fanno le "sagre" paesane.
Eppure è un cibo così semplice.
Ma io non sono una tipa da masterchef e da piatti elaborati, non mi piacciono i germogli di soia, il seitan e la quinoa (che nemmeno digerisco), non amo il cibo che ha viaggiato con l'aereo e che i miei nonni non sapevano nemmeno che esistesse. Lo accetto solo se mi trovo nel paese da cui proviene, e con molta attenzione e moderazione. Anche li, se posso, mangio quello che è fatto con ingredienti che conosco.

Spesso andiamo a cercare le cose esotiche, perchè ci dicono che sono migliori, quasi salvifiche e con proprietà eccezionali, e lo facciamo su tutto, non solo sul cibo: andiamo a cercare lo sciamano dell'amazzonia, il guru tal dei tali col nomone famoso proveniente dall'India, o dall'America, copiamo mode, abitudini, importiamo ideologie, ecc...ecc.... e cerchiamo qualcosa di straordinario in cui CREDERE, meglio però se viene da un paese lontano, non importa se in quel paese c'è fame e miseria, sarà comunque qualcosa di migliore, di più saggio, di più elevato, di più curativo.

Io invece credo nel pane con l'olio d'oliva
e non solo..:
(in ordine molto sparso)
credo nel cibo che nasce nella terra dove vivo, che ha nutrito generazioni prima di me e che contiene tutto quello che ci serve
credo nella semplicità, sempre, per sempre, in ogni cosa
credo nella bellezza che riempie il mondo
credo nel mare e nelle conchiglie
credo nei sentieri tra le rocce che svettano alte verso il cielo
credo nella neve d'inverno, e nell'incanto dei boschi
credo nel Natale, nelle sue luci, nella sua magia, nella Befana e Babbo Natale
credo nei cicli della vita, delle stagioni, dei giorni
credo nel femminismo come mera battaglia civile per i diritti
credo nella possibillità di un mondo in cui donne e uomini sono soprattutto persone
credo che io, intanto, faccio finta che sia già così, e considero tutti persone: qualcuno deve cominciare
credo nelle tradizioni della mia terra
credo che la storia insegna, ma che bisogna guardare avanti
credo che il presente è già futuro
credo nei "crostini" che faceva mamma, nella sua torta mimosa rivisitata a modo suo e nel profumo della sua cucina che si sentiva già per le scale
credo negli abbracci del Lupacchiotto, e nelle sue mani strette sulle mie
credo nella Grande Energia, madre di tutto, la tessitrice e la tela, la creatrice e il creato, dai molteplici nomi, colori e aspetti, e il mio preferito è Brighid
credo che esistono molte dimensioni e molti livelli di esistenza
credo nell'angelo custode, proprio come ognuno di noi è custode di qualcosa o di qualcuno: non è possibile che invece noi siamo stati lasciati soli. Ma forse l'angelo custode non fa miracoli, così come non li facciamo noi
credo che tutto quello che ci serve è intorno a noi
credo nelle stelle, nella luna, nel sole, nelle galassie, nella porporina scintillante della via lattea vista da un valico di montagna di notte al buio
credo nelle sere d'estate con un gelato al bar sulla spiaggia e il tramonto sul mare
credo nelle fate, nella meraviglia delle favole, nel fascino delle leggende
credo nella volontà, nella speranza, nella forza d'animo, nel mio DNA
credo nelle chiacchiere tra amiche
credo nella mia particolare Avalon
credo nella Terra, e nella sua immensa bellezza
credo nel tè con i dolcetti
credo nell'amicizia, sincera oppure tradita e disillusa
credo nella mia creatività, nei miei pensieri, nel mio istinto, nel mio cuore e in tutto quello che io sono, esattamente come sono
credo nella mia vecchia bici blu e polvere di stelle, anche se ormai non c'è più
credo nei miei ricordi, ma non ci vivo dentro, anche se essi vivono nel cuore
credo che la porta col passato non si chiude perchè non esiste alcuna porta, e una cicatrice continuerà comunque a prudere ogni tanto
credo che non serve guardare indietro per andare avanti
credo nei cuori allegri, anche solo laggiù, in fondo in fondo
credo nel timore di essere trasparente, dimenticata
credo nella vita, e nella fiducia in essa
credo nella festicciola di compleanno sulla mia terrazza con la cena preparata dal Lupacchiotto, ...due ore per fare un piatto di riso, ma con tutto il cuore
credo nello sport, anche se a modo mio
credo nella fiducia in me stessa, anche con i capelli che stanno diventando grigi, anche nella mia insicurezza
credo che ci si può impegnare per raggiungere una qualifica, ma che poi non è elegante andare sempre in giro con l'etichetta addosso, magari che pende fuori dall'abito per esibirla
credo che ognuno ha in sé le proprie chiavi speciali e personali di accesso al divino, così come ognuno è portatore di assoluta sovranità su se stesso
credo nelle gonne lunghe, stropicciate, le mani nella terra, i capelli al vento, le erbe, cortecce e funghi nel cesto, lo sguardo lontano nell'infinito
credo nella gentilezza, nei sorrisi e nel sorridere, nel saper dire grazie
credo nella capacità di ironia
credo nella scienza, nella tecnologia buona, nella medicina, e nella mia allergia ad essa
credo nella curiosità e quindi nella ricerca personale
credo nelle candele accese
credo nel dire "anche no"
credo nella realtà e nel sogno ad occhi aperti
credo nel fare errori
credo nella felicità, anche se a volte si farebbe prima a toccare la linea dell'orizzonte
credo che "perdersi per ritrovarsi" non è solo una frase fatta, e che le parole sono azioni
credo nelle mie vampate di calore e nella fuga in terrazza al freddo per sbollire
credo nella corsa dei cervi, nei giochi dei delfini e delle balene, nei voli alti delle aquile, nel passo silenzioso del lupo
credo nel peluche che, alla mia età, mi fa compagnia sul comodino
credo nel bacio sotto il vischio
credo nella mia idiosincrasia mai superata verso impegni e situazioni "di gruppo"
credo che mangiare non è ingozzarsi
credo nelle mie ali invisibili donate dalla leggerezza celeste, e nei piedi visibili radicati per terra, tra i fili d'erba, la sabbia, le radici, le onde
credo che tutto cambia, prima o poi, in certi casi meglio poi
credo nel non autocrearmi tabù e limiti
credo nel mio rifiuto verso i guru di ogni sesso e forgia, nel non farsi prendere in giro, nel buon senso, nel giusto discermimento
credo nella mia curiosità che mi ha fatto conoscere molte cose
credo nella coerenza di cambiare idea, fedeli a se stessi
credo in una casa di pietra, in un camino acceso, nelle foglie secche d'autunno, nei maglioni caldi, nelle caldarroste, ni cieli grigi carichi di acqua o di gelo
credo nella condivisione del sapere e delle esperienze
credo nell'effetto suggestivo e profondo di un canto gregoriano che viene da una cripta in una chiesa antichissima in pietra, anche se non capisco niente delle sue parole
credo nel sole dolce che coccola i frutti d'estate, e nella sua luce magica e confortante d'inverno che cosparge di porporina la neve e allieta le menti
credo nella disubbidienza
credo che il tempo è un'illusione, che la dualità è un'illusione, che la separazione è un'illusiione
credo nella danza, quella sui palchi al teatro, ma anche quella di chi danza la vita e credo che solo la paura può bloccare le gambe
credo nel filo d'argento tra la luna e il grembo, la luna e il mare, la luna e le piante, la luna e la vita
credo che una visione più "femminile" della società in tutti i suoi aspetti può salvare il mondo e che quindi la "saggezza delle madri" fatta di amore, rispetto, cura, gentilezza, armonia, sapienza, senso della bellezza e libertà, espressi a 360° in ogni ambito, possibilmente da ogni essere umano, sono gli ingredienti segreti
credo nella musica, nei colori sulla tela, nei fili intrecciati sulla stoffa, nelle erbe in infusione, nei cristalli sul comodino, nel pane nel forno, nella nebbia sui vetri, nel fumetto dalla bocca quando è freddo, nell'odore ipnotizzante delle pasticcerie, nel profumo del bucato, nel batticuore, nello yogurt col miele a colazione, nelle nuvole violacee che corrono nel cielo, nel silenzio di monasteri isolati nel bosco, nei ristoranti veramente tipici e di qualità, nel libro "Piccole Donne", nei significati tra le righe dei Mabinogion, nel rombo di una cascata, nella bellezza di Edimburgo, nei cimiteri dove portare fiori, nelle passeggiate a Firenze, nei cerchi di pietre, nei libri di Tolkien e Lewis, nel dito che cerca di toccare la luna, nelle "Cascate delle Tre Cannelle", nelle piazze medioevali, nei campi di girasoli, nella torta speziata di mele con tante tante mele, nella strega in ogni donna, nella magia fatta di cose buone, nell'aereo che porta lontano
credo che non c'è bisogno di andare lontano
credo nella LIBERTA'. Punto!
credo che la natura è IL tempio e LA maestra
credo nel baccalà con le cipolle, nel miele e nelle api, nei paesaggi della campagna toscana, nei cantuccini con il Vin Santo, ...credo nella ribollita
credo che tutto quello in cui poter credere ce l'ho a portata di mano, di pensiero, di cuore, di sensazione, di percezione, di naso, di udito, di occhi, di bocca e che se sono nata proprio qui, tra queste terre, tradizìoni e cultura un motivo c'è.
Credo che sapere apprezzare veramente il piacere di gustare una semplice fettina di pane caldo con l'olio nuovo, significa aver trovato una chiave per godersi la vita.

Ricetta della Ribollita Toscana, dall'Artusi:
Ingredienti
Pane bruno raffermo, di pasta molle, grammi 400.
Fagiuoli bianchi, grammi 300.
Olio (n.b: extravergine di oliva), grammi 150.
Acqua, litri due.
Cavolo cappuccio o verzotto, mezza palla di mezzana grandezza.
Cavolo nero, altrettanto in volume ed anche più.
Un mazzo di bietola e un poco di pepolino.
Una patata.
Alcune cotenne di carnesecca o di prosciutto tagliate a striscie. (n.b.:mia madre non ce le metteva)

Esecuzione
Mettete i fagiuoli al fuoco con l’acqua suddetta unendovi le cotenne. Già saprete che i fagiuoli vanno messi ad acqua diaccia e se restano in secco vi si aggiunge acqua calda. Mentre bollono fate un battuto con un quarto di una grossa cipolla e due spicchi d’aglio, due pezzi di sedano lunghi un palmo e un buon pizzico di prezzemolo. Tritatelo fine, mettetelo al fuoco con l’olio sopraindicato e quando avrà preso colore versate nel medesimo gli erbaggi tagliati all’ingrosso, prima i cavoli, poi la bietola e la patata tagliata a tocchetti. Conditeli con sale e pepe e poi aggiungete sugo di pomodoro o conserva, e se nel bollire restassero alquanto asciutti bagnateli con la broda dei fagiuoli. Quando questi saranno cotti gettatene una quarta parte, lasciati interi, fra gli erbaggi unendovi le cotenne; gli altri passateli dallo staccio e scioglieteli nella broda, versando anche questa nel vaso dove sono gli erbaggi. Mescolate, fate bollire ancora un poco e versate ogni cosa nella zuppiera dove avrete già collocato il pane tagliato a fette sottili e copritela per servirla dopo una ventina di minuti.
Questa quantità può bastare per sei persone; è buona calda e meglio diaccia.

(da "L'arte di mangiar bene" di Pellegrino Artusi)
Solitamente, dato che era uso farne un tegame enorme, prima di consumarne gli avanzi veniva riscaldata. Mi hanno detto che si chiama "ribollita" per questo, e diventava sempre più buona. Mia zia la faceva d'estate, in campagna, e la serviva fredda. Prima di mangiarla è uso mettere sopra il solito filo di olio evo, che deve essere buono e profumato.

4 commenti:

  1. Credo in molte delle tue stesse cose, ma soprattutto nel pane strusciato con l'aglio e cosparso d'olio extravergine :*

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  2. Questo è il più bel post che hai fatto, in verità lo penso sempre ogni volta che ti leggo. Credo nei tuoi post! 😘

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