sabato 21 ottobre 2017

Intenti

Una luce nel buio: a mia madre, mia nonna e ai miei antenati che sono nella Terra della Gioia


Samhain - parte prima.
Ho scoperto che nella mia vecchia macchina fotografica automatica ci sono anche delle possibilità di regolazione (poche), e che c'è una cosa che si chiama "spot" per far venire la fiammella della candela senza alone. Direi che questa foto proprio perfetta non è, ma è un inizio. 
Non intaglierò la zucca quest'anno (che prezzi!!! Ma son matti!).
Samhain è la fine e l'inizio. Il passato si compie, assorbito dalle nebbie dietro il velo, e si prepara un ciclo di vita nuovo, i cui sentieri passeranno attraverso le stagioni, i giorni e le notti del nuovo giro della Ruota dell'Anno. Questo è il momento buono per mettere nero su bianco l' "intento" attraverso il quale percorreremo i sentieri.
Con il passaggio della Luna Nuova, siamo ufficialmente nella prima Lunazione dell'anno nuovo, poiché vedrà la sua Luna Piena in Novembre. Anche se viene festeggiato alla fine del mese, direi che siamo entrati nel periodo di Samhain.

Nei 30 anni passati ho fatto sempre progetti e programmi stabilendo argomenti e libri da studiare, corsi da seguire, eventi e seminari a cui partecipare, cose da fare, imparare, creare, mete da realizzare, è stato tutto un "impegno" continuo, e certe volte mi sono sentita come se avessi il fiato sul collo o come se stessi correndo dietro a qualcosa che era difficile da raggiungere. Ovviamente la colpa era la mia che mi ponevo mete su mete, e quindi non vedevo mai l'arrivo. 30 anni sono lunghi, non sto certo a fare la lista di tutto quanto. 
Quest'anno però voglio andare controcorrente rispetto a questo atteggiamento.
Non ricordo un anno della mia vita dall'età di 18 anni in cui ho avuto tempo per riprendere fiato.
Il mio intento questa volta è quello di prendermi un ANNO SABBATICO.
Ho 53 anni, e ho deciso che non solo ne ho bisogno, ma me lo merito.
Ovviamente non significa che me ne starò con le mani in mano, bensì che non ho intenzione di fare alcun progetto.
Il mio Anno Sabbatico si basa su tre principi:
- Nessun impegno: negli ultimi 30 anni ho meditato, studiato e praticato molte cose (Hata Yoga, Gongyo, Raja Yoga, Avalon e i suoi Immram, Reiki, Cristalli, Fitoterapia, filosofie orientali/buddismo, i celti, miti e leggende, archeologia preistorica, etruschi, archeologia relativa alla antica Dea, antropologia dei popoli antichi, i simboli, il medioevo, il sacro femminile, l'ermetismo ecc...), ho scritto migliaia di pagine su argomenti di mio interesse, ho viaggiato per vedere quello che studiavo, ho aperto e chiuso 3 blog, ho collaborato a ricerche, ho dipinto e fatto esposizioni, ho praticato vari sport (fra cui anche gare di tiro con l'arco, ginnastica ritmica e due spettacoli di danza jazz), e per un annetto sono stata anche a lezione di chitarra, ma soprattutto ho lavorato in un ufficio per molti anni e poi ho passato gli altri anni a cercare lavoro. Ho anche fatto periodi di "stage", che in realtà sono lavoro schiavistico non pagato dove non ti insegnano nulla ma ti mandano a fare fotocopie o ti tengono al centralino. Ho traslocato due volte, mi sono sposata, ho cambiato città. Negli ultimi anni ho partecipato a "cerchi" dal vivo (Tende Rosse, conferenze, seminari). In mezzo alle cose che ho studiato o praticato, ce ne sono alcune, la minoranza, che ho imparato bene, altre che ho imparato così così, e molte, forse la maggioranza, che si sono rivelate solo delle semplici conoscenze transitorie totalmente inutili ai fini pratici e quindi finite nel dimenticatoio. Avevo anche iniziato a scrivere un libro (n.b. per Simo, in risposta ad una cosa che mi ha detto qualche giorno fa): era su Avalon ovviamente, ma arrivarono le sacerdotesse di Avalon del "Goddess Temple" italiane, cominciarono a fare i "workshop" (oggi vanno queste parole) a pagamento, ad ampliare il loro vero e proprio business spirituale, a fare templi e setta, a creare ruote dell'anno dedicate ad ogni cosa e a diffondere i testi delle loro guru tradotti in italiano: così non ce ne fu più per nessuno e no, non c'è sarcasmo ne antipatia e critica in ciò che dico, sono solo fatti. Ovviamente io buttai via tutto, ma non fu doloroso: anche se avevo lo schema chiaro in testa, avevo scritto solo 40 pagine e non sono una scrittrice, sono più una ricercatrice. Ad ogni modo, in questi 30 anni, non mi sono mai data periodi di pace, e ritengo che sia arrivato il momento di iniziare. Mi accorgo che solo pochissimissime cose tra quelle che sono state oggetto di studio e pratica sono ancora utili o importanti per me, tutto il resto non mi serve più. "Nessun impegno" significa che, al di la dei necessari doveri quotidiani da assolvere sempre (mangiare, avere cura di se, rassettare, ecc...) non voglio crearmi alcun obbligo ulteriore e naturalmente ho chiuso con i "cerchi", i seminari ecc... . Stabilirò momento per momento cosa voglio fare, in base a ciò che desidero, a ciò che posso e alle condizioni del momento. Ad esempio potrei iniziare una pittura, ma senza impegno, e questo potrei dirlo per qualsiasi altra cosa. Il "senza impegno" ovviamente non vale per una uscita con gli amici, per prenotare una vacanza, per un concerto musicale, un film, una mostra, per prendere un treno e cose simili. Non vale nemmeno per le visite mediche, e beh!
- Viaggiare leggeri: come dicevo sopra, vi sono insegnamenti che ho studiato o esperito nel passato che ormai sono consolidati in me, non pesano nulla tanto sono stati assorbiti, e che hanno determinato la mia crescita. Ve ne sono altri che sono rimasti nell'ambito del semplice nozionismo, ma che a suo tempo mi sono stati molto utili. Infine c'è tutto quello che ho conosciuto ma che non mi è servito a niente, fra cui alcune erano conoscenze interessanti, anche se inutili, altre invece facevano parte della corrente del "fuffismo". I primi sono parte di me; i secondi stanno nero su bianco nei miei numerosi appunti, ma ora non mi servono più, quindi non ho bisogno di tornarci sopra, come facevo  spesso per assicurarmi di fissarli nella mente, perché posso andare a rileggerli se mai ne avessi necessità, ma dato che hanno esaurito il loro scopo, li ho messi al sicuro nel mio "nido dell'Aquila" (un mobiletto dove raccolgo queste cose), il che significa che non me li porto dietro nel mio cammino, che non sono nemmeno a portata di mano, ma che posso raggiungerli quando voglio se mai ne avessi bisogno. Infine, riguardo tutto quello che non serve a niente, l'ho lasciato nel passato, dietro alla porta che si è ricoperta di edera e non può più essere aperta. Tutto questo significa che terrò la mente finalmente sgombra in modo da rivolgere la sua attenzione verso me stessa. Non porterò quindi alcun bagaglio sopra le spalle nel mio cammino sui sentieri del nuovo anno.
- L'Anno di Niv: il nome che ho dato a questo principio sembra un po' altisonante, ma in realtà non vuol dire che mi succederanno cose straordinarie (sseee, figuriamoci!), bensì che, per rifarmi a quanto dicevo sopra, terrò la mia mente orientata verso me stessa invece che diretta verso fatti e contenuti esterni. L'anno di Niv significa che si tratterà di una sorta di meditazione attiva lunga un anno, in cui ascolterò come mi sento e reagisco di fronte a tutto ciò che faccio, che mi circonda o che mi capita momento per momento. Cercherò di capire cosa mi fa stare bene, cosa mi da gioia, cosa mi nutre, e cosa invece mi stressa, mi innervosisce o mi crea ansia, e ne prenderò nota. Non mi sono mai osservata in questo modo, mi ascoltavo soprattutto durante le meditazioni passive quando tutto è fermo, e al di fuori di esse, la mia mente era presa da troppe cose per prestare vera attenzione alle mie sensazioni. Ma quest'anno si cambia regime. Questo è l'anno di Niv.

A questi tre principi si aggiungono alcuni atteggiamenti:
- PresenteFuturo: voglio cominciare a pensare che ciò che mi succede oggi non è un punto d'arrivo del passato ma un punto di partenza del futuro. E' vero che ogni momento della vita ha delle caratteristiche che sono la somma del passato, ma non quello che ci capita: che si tratti di sentimenti, di eventi oggettivi, di consapevolezze nuove, di creazioni, ecc... alla fine è sempre una base per qualcosa che ha a che fare col futuro. Credo che guardare al presente in questo modo cambia tutta la prospettiva. E' come dire che si semina per raccogliere e non perché avevamo messo da parte i semi, che raccolgo per cucinare e non perché ho seminato, che cucino per mangiare e non perché ho raccolto, che tengo i semi per seminare e non perché ho ottenuto i semi. Gli elementi del passato nel presente sono ovvi, ma il presente è la base del futuro, e questo è meno ovvio e più interessante.
- Variabili: la vita non segue una linea retta, ma è un intreccio di eventi, situazioni, sensazioni, reazioni. Pensare di partire da un punto per arrivare ad un altro significa perdersi tutto quello che ci può essere in mezzo. Voglio tenere conto di tutte le variabili possibili.
- Libertà: siamo stati abituati a darsi dei limiti, a seguire dogmi morali, a cercare di essere qualcuno o qualcosa. Viviamo di condizionamenti. Io credo nell'educazione, nella gentilezza, credo che l'unico limite sia il rispetto verso gli altri. Quando ciò che facciamo non valica questo limite, non manca di rispetto e gentilezza verso gli altri, quando le nostre azioni non fanno del male a nessuno e non coinvolgono nessuno, che sia nel bene o nel male perché ognuno deve seguire la propria libera scelta e le sue variabili, allora ognuno deve essere libero di fare e pensare ciò che vuole. Per avere rispetto bisogna darlo, e quando non lo si riceve, è giusto pretenderlo. Voglio seguire solo la lucina del cuore, pensare sempre che "posso" , e cercare solo di Essere e basta, senza qualifiche limitanti scritte accanto a tale parola.

Questo Anno Sabbatico, descritto così, forse sembra niente eppure non c'è nulla di simile che io abbia fatto in passato per lavorare su me stessa, o perlomeno non così tutto insieme. E' la cosiddetta via del cuore, per ascoltare cosa si cela nel proprio "respiro, nel sangue, nelle ossa".
Ovviamente l'ascolto e l'osservazione di sé non esclude l'ascolto e l'osservazione della natura, anzi: è un elemento fondamentale del mio Anno Sabbatico, si tratta semmai di comprenderla più attentamente, di osservare come interagisco con le sue energie e quali sensazioni alimentano.
Alla fine del prossimo anno, valuterò come è andata. Potrei scoprire che ho realizzato più cose di quante non ne abbia fatte seguendo liste di programmi e progetti, di sentirmi più serena e rilassata, di aver superato le vampate e le ansie menopausali, e quindi di aver trovato il modo che funziona per me.
Potrebbe invece succedere il contrario, ma in questo caso vorrà dire che mi sarò riposata. In fondo che ho da perdere? La fama e il successo? L'adorazione dei fan? Uno straordinario posto di lavoro? Non sono mica una cantante rock, ne una dirigente d'impresa. Mi sembra ovvio che non corro questo rischio poiché non esiste nemmeno il presupposto. :DD

So che questo intento può far storcere il naso a molti, a chi deve sempre avere qualcosa per sentirsi in mezzo alla mischia, a chi teme di essere giudicato inutile e pigro, a chi deve sempre avere un motivo per distinguersi, a chi pensa che bisogna sempre avere un programma. Certo, lo capisco bene e credo sia tutto giusto. Anche io penso che avere progetti è il sale della vita.
Ma non ho mica detto che non farò niente. Ho detto che non progetto niente, che non mi metto davanti mete che poi devo cercare di inseguire per tutto l'anno fino che non l'ho raggiunte, che non mi impegno su faccende "impegnative" (chiedo scusa per il gioco di parole) che poi devo onorare anche se non mi va più e che oltretutto spesso, anche quando raggiunte, non portano a niente di veramente concreto se non una piccola soddisfazione personale che nasce e muore con se stessi. Che fretta c'è?  Voglio solo ascoltarmi e seguire ciò che sento che mi anima la lucina interiore invece di stressarmi seguendo o rincorrendo dei doveri che non esistono e che mi sono creata da sola, a volte per veri interessi e forse, in certi casi, per riempire il vuoto della mancanza di lavoro. Capita così che ci si trova a dover timbrare il cartellino anche se non si ha un lavoro ne un obbligo, perché diventiamo gli schiavisti di noi stessi e si rischia di non essere più capaci di ascoltarsi ne di apprezzare ciò che era un interesse o una passione prima di diventare una sorta di dovere. Ogni tanto invece di correre verso la vetta per portarla a casa prima che tramonti il sole, bisogna rallentare, procedere lentamente per osservare il cammino, per guardarsi bene intorno, per osservare se stessi, per sapere dove vogliamo andare veramente e per fermarsi a guardarlo quel tramonto.
E' solo così che si possono scoprire le fate.
Un Anno Sabbatico. Un Anno, non tutta la vita.

Ovviamente, con la lucina di Avalon, la mia Avalon, sempre accesa nel cuore.

Felice Nuovo Anno (celtico), che nei prossimi giorni di buio i vostri progetti possano prendere forma, che possano nascere come il Sole a Yule, crescere come la primavera, dare frutto come in estate, lasciarvi gratificati e colmi di gioia quando la luce tornerà a perdere la sua forza. 

17 commenti:

  1. Mi sembra un bellissimo progetto, capisco perfettamente la sensazione di cui parli, invece dovremmo tutti, potendo, fare quello che ci sentiamo di fare in un dato momento. Penso che alla fine staremmo tutti più produttivi :) E poi chissà magari trovi l'ispirazione per riprendere il libro (ci spero sempre :P)!
    Felice anno di Niv :*

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  2. Se fossi in te il libro lo porterei a termine, con calma... Che hai da perdere? Ho scritto, scrivo, tante cose, non seguo mai quello che fanno gli altri/le altre. Come Silvia non ho mai fatto "parte di qualcosa", tuttavia penso che se uno/una è intelligente affronti qualsiasi tipo di lettura, nonostante le sacerdotesse o i tuttologhi. Altrimenti non scriverebbe più nessuno... Non credo che qualcuno ti metterà il bastone tra le ruote.
    Fai bene a seguire il tuo non-progetto,non ci vedo nulla di male! ;)

    :*

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    1. Grazie Simo :***
      Ad ogni modo, più che portarlo a termine dovrei riscriverlo. Buttato via tutto, ero un pochino arrabbiata. Senza stare a raccontarti tutti i fatti, ti dico che quando nel 2013 arrivarono certe glastonburiane italiane, o comunque cominciarono a farsi sentire, fagocitarono tutto con le suggestioni e le fascinazioni create ed insegnate dalla loro guru, e approfittando del fatto che chi c'era prima non si era mai messo in piazza, loro lo fecero dando ad intendere che c'erano solo loro, che erano le prime (loro usano sempre questa parola), e facendo passare quella visione (inventata come sai) come vera. Pensa che adorano soprattutto una dea inventata da Kathy che porta il nome Avalon al contrario poichè "riflesso sul lago". Complimenti alla loro guru per la fantasia, ma è come vendere gli asini volanti. Però volevano farne un business, e capisco che riuscire a vendere sta roba non è facile se non stai a Glastonbury, ma risucchiando tutto ci riuscirono.

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  3. Pensa che una di loro, e non faccio nomi qui pubblicamente, andava in giro sul web a cazziare chi parlava di Avalon, ed è memorabile quando lo fece con una ragazzetta che su Youtube aveva messo un video di una gita a Glastonbury e parlava del libro di Kathy sulle sacerdotesse: la tipa di cui sopra nei commenti del video le scrisse (abbrevio) che non doveva farlo perchè prima doveva conoscere e fare esperienze frequentando i gruppi ventennali (???? Su Avalon? Ventennali?? Qui non c'era nulla a parte un pò di wicca, ci abito da 25 anni, forse confonde tutto e fa un bel minestrone) di Roma, Milano e Torino. Mi arrivava di continuo un sacco di spam dei loro costosi corsi e seminari. Ecco come piano piano sparsero suggestioni e portarono tutta la farina al loro mulino. Vidi che ormai tutti gli sguardi erano girati da quella parte, anche la ragazza che gestiva la ML dove condividevamo le ricerche lo fece, seppur indirettamente, ma cercava di avvicinarle in tutti i modi, forse perchè stare "nelle nebbie" essendo giovane e vedendo queste qua, le cominciava a stare stretto. Io che le avevo conosciute invece avevo scelto la dissolvenza. Sai che sono stata anche ad un seminarietto della loro guru, per vedere e capire, e fu una roba squallida, piena di pianti delle partecipanti, dove lei si definiva regina e aveva creato una ruota delle crone raffazzonata che non seppe finire di spiegare e tagliò corto dando "due dritte" delle sue su come creare una ruota con la sua visione. Disse pure che le leggende non le interessano perchè ci sono solo i cavalieri e tutto gira intorno a loro (ma non è vero!!! Anzi, nei miti celtici molte donne sono mostrate potenti e i cavalieri un pò coglioni nonostante sto patriarcato) e per me sentire questo è un abominio. È il primo seminario da cui son tornata a casa senza nemmeno un appunto. Lei gira tutto in chiave femminista e l'altra faccia della medaglia non esiste. Ad ogni modo, quando vidi che non c'era più spazio per nessuno e che tutto il mio studiare Avalon sembrava ormai una cosa da idioti romantici quando ci si può inventare tutto senza tanto sbattimento, io decisi che tanta fatica non valeva la pena. Io non so scrivere, non sono veloce, cambiavo e rileggevo una pagina 100 volte per curare la bella scrittura, e a quel punto mi chiesi per chi le scrivevo, dato che io quelle cose le sapevo. Così, per non tormentarmi "lo scrivo, non lo scrivo" buttai via tutto e mi misi l'anima in pace. Oggi non so... l'ispirazione di allora non c'è, per ora non lo scriverò, ma chissà... mai dire mai (le "variabili" di cui ho scritto sopra). 

    Sai, a parte Avalon Nemeton, che fu una cosa a parte, io non ho mai fatto "parte" di niente. Nei gruppi (e intendo quelli faccia a faccia) mi sento a disagio e sto più fuori che dentro. Per far parte di qualcosa devi esserne parte veramente, starci veramente. Partecipare ad un seminario, un "workshop" o un incontro non ti rende parte di qualcosa. Per fortuna. E poi ho visto troppi atteggiamenti settari, che spesso mi facevano rinunciare a qualsiasi altro evento. Solo le parole "parte di qualcosa" mi fanno drizzare i peli, mi danno l'idea di un legame, un obbligo, un limite, e per mia fortuna io ho sempre pensato con la mia testa. A volte mi sono chiesta se questo atteggiamento non fosse sbagliato, poi però guardando altri e vedendo quanto si facciano condizionare ho deciso che giusto o sbagliato a me andava bene così.

    Un abbraccio e grazie :*** (non rileggo. Perdona gli orrori)

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    1. Capisco quello che intendi, ad ogni modo continuo a pensare che tu possa ancora dire qualcosa. Sì, ci sono le sacerdotesse sotuttoio, alcune credo di frequentarle pure. Ora, nella vita ci vuole un pizzico di modestia, quando qualcuno mi faceva/fa notare un errore rimediavo/rimedio studiando. Oggi, tutte sanno tutto. Tutte sono convinte di aver capito la qualsiasi cosa sui celti, i druidi, Avalon, quando non sappiamo nemmeno come sia morto Jim Morrison. Capisco cosa intendi, la parole "archetipo" e "matriarcato" mi fanno venire il mal di pancia. Vedi, il 17 forse, sempre che non sbagli data, vado a vedere Morena a Padova, in merito allo sciamanesimo. Nella mia vita ho fatto più corsi di economia e comunicazione, che corsi di Yoga, campane tibetane ecc, eppure sono una persona curiosa. Per me il capitolo "paganesimo" si è concluso quando non ho trovato nulla che legasse le donne di oggi con quelle di ieri. Punto. Adoro il libro di Maderna, sulle medichesse, eppure non mi ha né stravolta né cambiato la vita. E' un po' come quando leggo le storie sul graal, per me sono soltanto storie. Oggi, dopo che dieci anni fa finalmente qualcuno ha stabilito che non sono morte otto milioni di streghe, ci si vuole convincere che le erbane sapevano scrivere, leggere e che sono andate tutte al rogo. Oggi, quando si parla di Salem c'è qualcuna che sostiene che si sono volute colpire le donne, ma non è così. Leggere, studiare, apre la mente. Sempre oggi, si prende uno saggista uomo, un tantinello sciovinista, che con me tuttavia è sempre stato gentile, e lo si disegna come un pessimo scrittore. Sono una ricercatrice mancata, ho sempre scisso l’essere umano dall’artista/scrittore, altrimenti non leggerei/vedrei nulla! Dubito anche quando leggo i saggi di Umberto Eco, io non metto la mano sul fuoco per Centini, che è meglio della Rangoni. Ma, non me ne voglia nessuno, la Rangoni è meglio di tante altre. Quindi, se dai ascolto a tutte le “viperine” e le sotuttoio è finita. Su Facebook, già ce lo siamo dette, è una battaglia. Sto trovando anche gente interessante, ma è sempre una battaglia! Comunque ci sono tante/i pagani e non che leggerebbero volentieri qualcosa fuori dal coro. Lasciale stare… non ne vale la pena.
      Ps: sono piena di libri sul Graal non su Avalon in senso stretto. Nei miei libri ci sono tanti cavalieri, ma non ho letto machismo o virilità, semmai “onore” e “cerca”, e poi chissenefrega. Viviamo nel 2017, mica nel 1200, che si fa? Bruciamo tutti i libri scritti degli uomini e che parlano di uomini?

      :*

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    2. A me la parola archetipo, intesa in senso junghiano, non dispiace. Penso che le dee siano archetipi, ovvero immagini primordiali, e lo stesso vale per le storie sul Graal. 
      Ad ogni modo, se vai ad ascoltare Morena, la parola matrarcato la sentirai un bel pò. Io non ho mai letto il suo libro, una volta in una libreria lo sfogliai ma mi sembrava un pò superficiale e lo lasciai lì. Non mi pronuncio su di lei, dato che vai a vederla. Dalla sua biografia non so nemmeno perchè sia una sciamana, non credo abbia mai vissuto e studiato in qualche tribù. Boh! Ma magari è bravissima. Ho capito solo che ha studiato antropologia. La sua maestra di riferimento è Vicky Noble, ed è la pupilla di Luciana Percovich (che onestamente è una gran donna simpatica e materna ed è piacevolissimo ascoltarla). Morena si reputa una sciamana eco-matrista ovviamente femminista (fanatichetta parecchio) e quindi tutto viene convertito in quella chiave lì. Hanno una fissa con la società "Moso" per un certo tipo di organizzazione molto femminile. Che dire: se ti piace e ti è piaciuto il suo libro, fai bene ad andarci. È venuta a Roma spesso, ma è forse l'unica da cui non sono andata nemmeno per mezza giornata. L'ho vista solo al Convegno della Gimbutas, dove disse molto freddamente al microfono che avevano ricevuto molte foto di opere per la mostra d'arte ma che non c'era spazio e quindi avevano dovuto scegliere, e guarda caso c'erano tutte cose (brutte, decisamente) di alcune sue affiliate al suo gruppo Laima. Una volta su fb è stata molto sgradevole e snob nel rispondere a chi difendeva il diritto a dare o chiedere certificati di partecipazione, e non ha accettato il confronto. 
      Avrei anche il tamburo per andare a fare la volpe e l'orso ai suoi seminari, ma niente, non mi ha mai interessato. Una volta l'ho sentita dire qualcosa sullo zucchero del tipo che lo usano (ma non si sa chi) per controllarci o qualcosa di simile. Ma alla fine non la conosco, magari è una persona deliziosa e alla mano, e poi se è una conferenza e adori il suo libro, magari anche la conferenza ti piacerà tanto. La curiosità va soddisfatta, è il motivo per cui io sono andata a vari seminari, figurati se non ti capisco. 

      Sono d'accordo, se abolissimo tutta la letteratura maschile leggeremmo poco, dato che, soprattutto in passato, le scrittrici erano poche e in ogni libro ci sono personaggi maschili, che siano cavalieri o qualcos'altro, buoni o cattivi. Che ci importa? Leggere non ha mai ucciso nessuno, semmai l'ignoranza può fare molto male. ;)
      Grazie ancora per l'incoraggiamento Simo :***

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    3. Morena, francamente, la conosco di striscio, se vado a vederla è per curiosità. Ho letto molti libri di antropologia e, purtroppo, l'uomo lo becco ovunque😉. Di femmineo, in verità, ho letto solo Noble, Gimbutas e il pessimo Luna Rossa della Gray, o come si chiama. Sono una femminista moderna. Ogni tanto mi guardo qualche conferenza in rete, ho sentito Luciana e Morena parlare, ma sono una persona terra terra, la mia spiritualità è, e sarà, sempre animista. Ho visto rimgraziamenti wiccani, dal vivo, spacciati per qualcos'altro, perché oggi i wiccan sono da prendere in giro. Sono stata in una tenda di donne dove mi parlavano di quanto è meraviglioso avere il mestruo. Sono, ripeto, terra terra, perfino la matematica la vivo come alcuni popoli primitivi, oltre il 1000 faccio fatica a visualizzare i numeri, figurati se capisco le persone che si rifanno all'epoca del neolitico. Ed è proprio la mia chiusura, di stampo patriarcale, del resto sono figlia di questa epoca e uso il pc e i cellulari grazie anche ai satelliti, che nutre il mio cinismo. Morena è la stessa che ha fatto una battuta sui veneti, il nord, definendoci tutti leghisti e bacia banco, per sintetizzare. E va bene, io sorrido sempre! 😉
      Baci

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    4. Ah, in verità ora mi sovvengono i nomi di altre che ho letto,ahahahah. In ogni caso, per aver scritto la famosa ricerca, mi sono letta di tutto, da Gardner a Cunningham, da Currot a Starwack, o come si scrive. Ho letto perfino Grimassi e Osuna. E ti dirò, al di là della simpatia che ho per Ulrike (non ricordo il cognome, sto aspettando il bus), vedo che tutto quello che gira nasce da lì, ha quella matrice, ma si vergognano a dirlo. Arriva il bus, baci

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    5. Ahahah!!! Osuna!! Io un libriccino suo ed è pessima! :DD Mi chiedo chi gli ha pubblicato quelle stupidaggini (secondo me, ovvio)
      A me Luna Rossa piace per l'intuizione. Lo comprai secoli fa quando uscì. Per mesi, forse un anno, feci il suo disco dei cicli mestruali, e smisi perchè mi accorsi che in base a come mi sentivo capivo a che punto del ciclo ero e che luna era. È perciò che, curiosa come sempre, andai ai suoi due seminari di Moon Mother. È un bel momento di sostegno energetico tra donne, e certamente può avvicinare alla comprensione della sacralità del proprio femminile e aiuta a far pace col ciclo (anche se ho sentito alcune che hanno mollato perchè il loro ciclo era diventato più doloroso e caotico) ma come guarigione... io non ho mai visto nessuno "guarire" dalle proprie ferite al femminile con quel metodo. Magari a qualcuna sarà capitato, ma non fra quelle che conosco. Ad ogni modo, da una cosa semplice e luminosa ora si sta trasformando in una specie di setta, per cui io non frequento nulla ormai da più di un anno, anche se pure prima, da almeno due anni, la mia frequenza era all'osso (nel 2016 avevo incontrate le MM solo due volte, e l'anno prima tre. Quest'anno zero, credo che mi abbia ormai dato tutto quello che poteva, perlomeno a me.)

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    6. Personalmente non ho niente contro nessuno, e ogni metodo o sentiero può dare qualcosa, in più spesso è utile toccare con mano e vedere dal vivo ciò che si è letto per capirlo veramente, altrimenti si parla sulla teoria. L'importante è tenere la testa sulle spalle e non farsi plagiare, condizionare, plasmare o spellare economicamente. Bisogna saper stare dalla parte di chi osserva e poi saper andar via. Bisogna sapere che si è saldi nella propria integrità prima di partecipare. Bisogna anche dire "io no". Bisogna saper riconoscere il fanatismo, l'egocentrismo, e non farsi preda dell'arroganza altrui e dei sottili giochini psicologici che la gente fa, anche istintivamente, per procurarsi gli adepti, a volte anche un tantino coercitivi, e dire "fermati, nun ce provà!". Onestamente, ho visto molta gente che ha bisogno di sentirsi parte di qualcosa, e crede di aver trovato se stesso quando forse ha perso qualcosa di se. Personalmente, non ho mai sentito il bisogno di essere parte di qualcosa da brava orsa (anzi... tutt'altro), e lo spirito da ricercatrice mi porta ad osservare e capire cosa succede intorno a me, e quando vedo che viene alzata l'asticella verso il non rispetto o del denaro, quando vedo che sono come in un anfiteatro dove rimbomba solo l'ego di qualcuno, ma soprattutto quando quello che mi serviva sapere l'ho saputo, mi "dissolvo", istintivamente, e non ho problemi a dire no, o a contestare qualcosa che non mi torna. Ma vedo che la maggior parte (non tutti sia chiaro, c'è chi ha un vero interesse e molto equilibrio, e ho conosciuto anche belle persone) invece è lì solo per avere qualcosa a cui aggrapparsi, o in cui credere, o che gli riempia il vuoto della mente o che lo la faccia sentire speciale, diversa, in un mondo dove essere normali sembra una colpa e dove bisogna distinguersi, come il mondo d'oggi, ma non tutti hanno la possibilità reale di farlo, e allora c'è chi si aggrappa a tutto, e magari spera pure di tirarci su qualche soldo un giorno quando avrà finito di osannare la guru. Ho conosciuto gente che è passata dalla wicca ai celti, poi al matrarcato, ad Avalon, e infine all'animismo.
      Credo che tu hai equilibrio e padronanza di te sufficiente per andare vedere toccare e andartene ;) eppoi è giusto una conferenza.
      Onestamente, leggendo ciò che scrivi tu, non so di cosa parlerà Morena, ma se attacca con certi argomenti di cui parla sempre su fb potrebbe farti saltare i nervi, tieni conto però che vedere e sentire dal vivo è sempre utile, soprattutto per una ricercatrice, e poi chissà, magari invece a te piacerà. ;)
      A me per esempio è piaciuta tantissimissimo Phyllis Curott, al di là della wicca che io non sono e quindi chi l'avrebbe detto? Mi piace proprio come persona. È una donna simpatica, allegra, alla mano, ti mette a tuo agio. Certo, è solo l'impressione di una volta ad un seminario, poi non l'ho vista più, potrei essermi sbagliata, ma mi è sembrata una bella persona.

      Un bacione e buona giornata :**

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  4. Mi permetto di aggiungere a quanto avete detto che non è detto che in giro per il web non ci siano altre che come noi che non vedono l'ora di leggere qualcosa di non fanatico e non inventato su Avalon. Non possiamo essere le uniche orse di tutto l'internet :P Non sono mai andata a vedermi chi siano queste di Glastonbury perché da come ne parli mi pare che stiano a livelli molto più fantasiosi della Wicca, mentre a me le tue riflessioni su Avalon basate anche sui testi interessano sempre molto. Poi il libro, il saggio, è solo una forma, ho un'amica che ha un blog che parla di 'wellness' e prima di pubblicare un libro sull'ansia ha scritto un manualetto in pdf sulla meditazione mindfullness. C'è anche chi su FB ha la paginetta su cui condivide post e file per avere visibilità ma senza crearci intorno una 'comunità'. Insomma si può sempre fare un passo alla volta :)

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    1. Le Glastonburiane inglesi stanno su un livello molto fantasy, le italiane affiancano ai principi fantasy appresi anche un pò di ricerca sempre e solo sulle dee e hanno tirato su "ruote" su tutto in cui combinano dee di ogni tipo di popolazione arcaica italiana (sanniti, etruschi, osco-umbri ecc...) in un grande calderone, che tra l'altro con Avalon ci azzecca niente. Ma ripeto che ognuno fa ciò che vuole, e quindi facciano pure di tutta la Dea il minestrone che vogliono. ;)
      Hai assolutamente ragione, e indubbiamente di orsi è pieno il mondo. È normale che una persona che fa delle cose debba farle conoscere se vuole diffonderle, venderle ecc..
      Un passo alla volta senza crearci subito comunità sette o quant'altro nella fretta di procurarsi "clienti" effettivamente sembra la strategia più saggia che chi fa questo possa seguire 👍

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    2. Rossella, diciamo le stesse cose, con l'unica differenza che sono più "cinica" e molto agnostica su certi argomenti. Credo in tutto e non credo in niente. In merito al ciclo mestruale, non ho molto da dire più di quello che ho detto. Credo che alcuni cerchi facciano bene a molte donne, tuttavia so quando mi stanno arrivando, quando sono in ovulazione, e chi mi frequenta, non il contrario, "mestrua" (che bella parola) il mio giorno. Fenomeno studiato e bla bla bla, ma non mi vengono i brividi. Se per questo ho le pupille grandi, quasi dilatate, o sono miope, o drogata o lancio maledizioni. Non ho nulla contro nessuno, leggo,osservo e mi faccio un'idea. In fondo parlo con lattuga, cavoli, cani, cimici, api e salici, non sono meglio di nessuna di loro. Anzi, dicevo stamattina che mi sta simpatica la scrittrice, parola grossa, che ha scritto "il libro della strega moderna", ulrike asher, o quel che è. Non è intellettuale, è semplice ma meno farlocca di osuna, e in fondo mi somiglia e l'ho letta a 27 anni, che bei ricordi! Trovo più scandaloso farmi passare per buono il tamburo sciamano, pagandolo una cifra, che parlare di energie positive. Oggi abbiamo preso la magia e la abbiamo chiamata feng shui o scritti manuali sul vivere meglio (ad esempio KEY). Ne ho letti talmente tanti che potrei scrivere io dei manuali, per fortuna li vendo o li regalo in giro. Vado, non spesso, a conferenze e mi danno sempre qualcosa, ma poi, l'ho detto, sono terra terra. Mi innamoro di cuochi, dei documentari di herzog, di storie di uomini e donne in mezzo alla natura. Credo che la meditazione faccia bene, ma non credo che con 1000 euro in meno possa raggiungere l'illuminazione. Discorso lungo! Intendiamoci concordo con te, però mi sta simpatica Ulrike 😉

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  5. Silvia, e fondiamolo il club delle orse, sebbene, nel mio caso, mi vedrei meglio come TALPA! Comunque, concordo e ora aspettiamo il libro di Nivy! 😄😃

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  6. Ragazze, sono tra quelle che cammina col cellulare in mano! Ahahah... grazie per la compagnia, ora vado a fare pure la spesa, stasera cena col suocero! Non vi frega nulla, ma vi dico anche che mi sono appena tolta un neo! Scherzi a parte, vi adoro!

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  7. Ahahahah!!!! Sul club ci sto 😅
    Sul libro mi sa che sarebbe un'attesa lunga e forse vana.
    Spero tutto bene col neo, io pure ne son piena e nel tempo ne ho tolti due.
    Allora buona cena Simo :*

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