martedì 10 ottobre 2017

Autunno in giro... e medioevo



Il vecchio anno (celtico) si sta concludendo, mancano 21 giorni a Samhain (oggi Ognissanti), la festa dei morti. L'anno nuovo nasce nel grembo divino, nell'oscurità delle notti più buie e lunghe. Cerridwen inizia ad accendere il suo calderone, dove bollirà per un anno e un giorno la pozione che porta saggezza e illuminazione. Il calderone bolle in una grotta, ed è quindi una  metafora del ventre della Terra, capace di dare forma materiale alla vita. La pozione di saggezza è in realtà l'insieme delle leggi naturali che mantengono ordine nei cicli vitali, nelle stagioni, nelle energie che li dominano, e nel modo in cui tutto è parte di una grande tela chiamata natura, che a sua volta è parte di una tela più grande universale. Cerridwen quindi è la Terra stessa, nel momento in cui tutto torna ad essa e tutto si ferma. La nuova pozione inizierà presto a bollire ed è invece quasi pronta quella preparata nell'anno trascorso che darà vita e ordine a quello nuovo. Per quanto ogni ciclo risponda sempre alle stesse grandi regole, non c'è mai un anno uguale ad un'altro. Tutto si trasforma, proprio come Cerridwen, che per inseguire Gwion si trasforma in animali diversi che rappresentano i quattro elementi di cui la materia è composta. Gwion, che aveva bevuto la pozione di saggezza ed era scappato, si era trasformato in una lepre per correre veloce, e Cerridwen si trasformò in un levriero per raggiungerlo. Allora Gwion si trasormò in un pesce per scappare nell'acqua, ma Cerridwen divenne una lontra. Così Gwion dovette trasformarsi di nuovo, questa volta in un uccello per volare via, e Cerridwen fu falco. Alla fine Gwion scelse di diventare un chicco di grano (notoriamente legato al sole), ma Cerridwen, in forma di gallina, lo mangiò, e nel suo ventre Gwion tornò ad essere un uomo ma di grande saggezza: rinacque da lei e divenne il grande bardo Taliesin. In tutto questo c'è una grande simbologia della ruota dell'anno, dei suoi elementi prevalenti nelle quattro fasi principali, del loro ruolo nella trasformazione progressiva e continua della materia, del sole che torna nel grembo della Dea per poi rinascere colmo di luce sfolgorante nella notte più lunga.
Il mese di Ottobre è sempre dedicato alla pulizia della casa, al suo "alleggerimento" anche della roba inutile, e di una riflessione finale, ora che l'anno è quasi del tutto trascorso, in modo da presentarsi all'entrata del nuovo "giro di Ruota" (dell'anno) con un bagaglio leggero, fatto solo di frutti del raccolto sani e maturi. Ovviamente è anche il momento del ricordo dei nostri antenati, che culmina nella notte tra il 31 Ottobre e il 1 Novembre, quando il velo tra i mondi si solleva ed essi vengono celebrati.
Quest'anno è stato per me quello del "ritiro". Quando mi trovo in un gruppo, mi sento sempre come se fossi seduta su un tappeto di lana urticante, e ho sempre un piede già fuori dalla porta. La mia curiosità di "ricercatrice" (le virgolette ci stanno bene :D) mi ha portato a frequentarne alcuni, anche dal vivo (anzi, negli ultimi anni, soprattutto dal vivo), e ho conosciuto anche alcune brave persone ma io rimango sempre il solito orso, soprattutto quando bisogna uniformarsi al pensiero di qualcun altro, o quando bisogna esternare ammirazione per qualche leader, entrambe cose che non faccio perché, anche se volessi, non ne sono capace, e oltretutto non voglio. Nei mesi passati però, lentamente, i piedi fuori dalla porta ce li ho messi tutti e due, la dove ancora non l'avevo fatto, uscendo in punta di piedi. Le ragioni le ho spiegate altrove, di sicuro ha avuto molta importanza l'aver assistito ad una notevole crescita di atteggiamenti fanatici. Mi sono anche cancellata non solo dai social, ma anche dalle ML e forum. Insomma, via tutte le vecchie iscrizioni. Ogni tanto è bene ricominciare daccapo, su un piano nuovo, quando alcuni vecchi percorsi non hanno più nulla da dare. Eppoi, diciamolo: passare un sabato qui (vedi sotto) invece che seduta per ore in un locale angusto a fare una qualsiasi sorta di meditazione, è un sabato non sprecato, ed io posso meditare anche a casa.





E' stato anche l'anno in cui il riscaldamento climatico ha fatto capire che esiste, e mentre imperversavano gli incendi e i 45° con umidità, è successo un fenomeno mai visto: i cari ed intelligentissimi alberi, quelli che secondo i vegani non sentono e non soffrono, per tutelarsi dalla disidratazione che quel caldo infernale gli provocava hanno deciso di iniziare a perdere le foglie già in Agosto, dando luogo in piena estate a boschi dai colori prettamente autunnali. E mentre la calotta polare andava a ramengo e i presidenti pazzi di certi stati sperimentavano le loro testate nucleari, c'erano le attiviste del tutto e del niente, quelle generiche da social, che polemizzavano su qualsiasi questione del momento con i loro post al vetriolo e argomentazioni su cui preferisco non pronunciarmi. Ho capito che, per indole, non sono un'attivista (il che non significa che non protesto). All'ideologia ho sempre preferito il buon senso. 

Dopo alcuni anni che non ci andavo, di recente sono tornata al Parco delle Foreste Casentinesi, un luogo bellissimo vicino ad Arezzo, dove si trova l'eremo di Camaldoli dei monaci benedettini. 
E' uno di quei luoghi dove si respira aria di "medioevo". Sorge sulla montagna, in mezzo al bosco, isolato, lontano da tutto. E' una costruzione in pietra, che ospita la clausura, ed è anche foresteria per gli avventori. Se si sale più in alto, si trova la parte dove soggiornano pochi monaci in clausura a vita. Ognuno di loro ha il suo piccolissimo "monolocale" con orticello, fatto in modo che non possono vedersi tra loro. Ma tornando al monastero principale, c'è una cosiddetta "farmacia" che vende prodotti erboristici. liquori, miele, polline, pappa reale, creme, detergenti, marmellate, cioccolata, tisane, prodotti di Deruta, ecc... . Essa nasce su quella che era l'antica farmacia in cui nel medioevo monaci speziali curavano le persone con i loro preparati a base di erbe. Difatti pare che nell'anno 1046 i monaci vi avevano fatto un piccolo ospedale in cui curavano gratis chi ne aveva bisogno, ma è rimasta solo la farmacia con il suo vecchio laboratorio galenico esposto. C'è anche una biblioteca, con testi che mostrano le loro rudimentali tecniche chirurgiche, i loro studi sulle erbe, i trattati "sulle vipere" e vari libriccini scritti a mano. Sono tutti conservati nelle teche, eccetto alcuni che erano consultabili, e dei quali erano state stampate delle copie, a cura dell' "Istituto Superiore di Ricerca in Medicina Tradizionale e Antropologia", che io non ho potuto fare a meno di comprare.


Interno dell'Antica Farmacia di Camaldoli, piccolo luogo espositivo con vasi e alambicchi degli antichi speziali

Antica Farmacia di Camaldoli

Biblioteca

Uno dei testi antichi conservati all'Antica Farmacia

I libri che ho comprato io (stampe copia)
Interno dell'Erbario Volgare (scritto in lingua volgare...difficile da leggere)

Interno dell'Antidotario

Dopo aver acquistato anche miele e pappa reale, siamo andati alla libreria che sta nel chiostro, dove sono in vendita normali libri moderni su argomenti di meditazione e religione. E' lì che secoli fa vi trovai un testo sul buddismo e il libro degli Inni Orfici. Ora invece c'erano solo testi di argomento cristiano o psicologico. Ad ogni modo, il frate addetto al negozio, chattava sul web e ascoltava musica blues invece dei canti gregoriani. I tempi cambiano.
Alla fine, ci siamo recati al bar di fronte al monastero, parte di un piccolo albergo, unica costruzione presente  in quel luogo oltre all'eremo. Lì fanno delle stupende "ciaccie" con salumi e funghi trifolati, oppure formaggio o solo funghi. Ognuno se la fa riempire come crede. Fanno un'ottima cioccolata, hanno un piccolo banco di dolcetti oltre che tè e tisane. (Le foto della bellissima foresta sono venute malissimo, ve le risparmio). Quei luoghi non sono mai cambiati. In merito all'eremo, possono aver spostato qualche mobile, messo una vetrina più moderna per esporre i prodotti in vendita, cambiato gli scaffali della libreria, ma resta sempre lì, con i suoi muri di pietra immerso nel bosco, nel silenzio profondo di un luogo isolato sulla montagna, dove si respira aria di medioevo. Anche l'odore dell'Antica Farmacia era sempre lo stesso, l'ho riconosciuto subito, appena entrata. Lì, le foreste sono sacre, l'autunno è evidente e ci fa ancora freddo. Quel luogo è lì da migliaia di anni, con le sue fonti di acqua purissima che ti congela le gengive. In mezzo ad un mondo che va a rotoli, fa bene all'anima tornare la dove il tempo si è fermato, da un senso di stabilità e continuità.

4 commenti:

  1. Che meraviglia, appena mi daranno il permesso riprenderò anche io a fare qualche gita :) Spero di averne il tempo, tra ultimo esame e tesi sono in pieno delirio ma sta per finire :D A Camaldoli non sono mai stata ma avevo visitato un luogo simile vicino Milano (non ricordo il nome, benedetta memoria) e la cosa che avevo apprezzato di più era proprio l'emporio con i prodotti del lavoro dei monaci. Appena posso ti imito e ci vado :) Sono in piena fase "homemade" e sempre in cerca di cose tradizionali, semplici e bbbbio, sto valutando se iscrivermi alla magistrale o piuttosto fare l'upgrade da casalinga a massaia che in questo momento mi ispira di più ;) Male non farebbe, data la situazione che sai, un'alimentazione più salutare, e poi in questo periodo con le nausee se non mi cucino io da zero non campo.
    Per quanto riguarda l'altro discorso, sai come la penso, viva gli orsi :* Spero di poterti passare a trovare se non ad ottobre in novembre, un grande abbraccio <3

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    1. Dai, lo spero anche io. Tranquilla, tanto non scappo da Roma (anche se a volte la tentazione c'è).

      Sicuramente una cucina salutare e con cibi che non alimentano infiammazioni è certamente una scelta giusta in questo momento della tua vita. Ovviamente richiede un pochetto di tempo da dedicargli ;)
      Un grande abbraccio a te, e a presto :**

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  2. Silvia mi ha tolto le parole: che meraviglia! Amo questi luoghi, sono attratta da certe atmosfere, dai testi antichi e soprattutto dai "disegni" dell'epoca. Hai fatto bene ad acquistare le copie... :*

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    1. Sì, sono molto belli, anche se, essendo scritti in lingua volgare dell'epoca, sono un bel po' da interpretare :D
      :**

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