sabato 2 settembre 2017

Sotto il cielo di Arianrhod

Img. a dx: "Stella dei cieli" di Edward Robert Huges. A sx, la Via Lattea

Avete visto le stelle cadenti di Agosto? Quante ne avete contate? Quanti desideri espressi?
Io ne ho vista una ieri sera, probabilmente una "ritardataria", rimasta indietro rispetto alle sue sorelle, forse perché si era persa ad ammirare la luce della galassia. 
Le "Perseidi", che passano veloci nel cielo la notte di San Lorenzo, sono in realtà detriti e ghiaccio lasciati dietro di se da una cometa al suo passaggio avvenuto molti anni fa. Ogni anno la Terra, mentre compie il suo giro intorno al Sole, passa in mezzo a questi detriti che a contatto con l'atmosfera lasciano una bellissima scia infuocata. 
Nonostante la scienza, quella notte, per noi che le guardiamo, sono piccolissime stelle luminose che cadono sulla Terra e che magari, come nel film "Stardust", rappresentano la dolce luce di una Fata del cielo, con un cuore capace di donare la giovinezza eterna, o, come ci piace pensare, di esaudire ogni desiderio.
Io e il Lupacchiotto abbiamo avuto il dono di 3 stelle cadenti  qualche giorno prima il 10 di Agosto, mentre ci trovavamo in cima ad una montagna, al buio totale, e l'unico rumore che sentivamo era il lontano ululare di un lupo. 
Lo spettacolo era indescrivibile: il cielo era come fosse tutto "glitterato", così fitto fitto fitto di stelle luccicanti che sembrava una coperta scintillante pronta a caderti addosso. Meraviglia, pura meraviglia, quella che in mezzo alle luci delle case e il velo dello smog non si riesce a vedere più.
Non avevamo macchine fotografiche in grado di immolare la splendida Via Lattea, e a dire il vero non ne siamo nemmeno capaci. Ci abbiamo provato ma ciò che abbiamo ottenuto era solo una grande macchia nera. Anche per San Lorenzo eravamo in vacanza su una montagna (vedi post precedente), ma coperta di nubi. 
Sono molti i nomi e gli archetipi con cui le culture di tutte le epoche e luoghi hanno celebrato la forza luminosa e vitale dell'Universo.
Uno di questi è Arianrhod, che nella lingua celtica significa "Ruota d'Argento", con probabile allusione alla Luna nei suoi aspetti di piena o in eclissi, ma con più certo riferimento alla costellazione della Corona Boreale, che si trova proprio in cima al suo Castello a Spirale (Caer Arianrhod), il quale parte da un luogo liminale sulla riva del mare alla fine di ogni terra e di ogni mondo, e sale spiraleggiando verso il cielo.
La Corona Boreale è un gruppo di stelle disposte a semicerchio nell'emisfero Nord, e il cui vertice è la stella Arturo (ma che caso!), una delle più luminose visibili dalla Terra. Sempre nell'emisfero settentrionale troviamo un'altra costellazione molto "avaloniana", detta "il Cigno", per la disposizione delle sue stelle che sembrano proprio un cigno esteso in volo da nord verso sud lungo la Via Lattea. Si tratta di una "nebulosa oscura" (per una "nube" di tal genere al suo centro, simile ad una sorta di spacco). Tali nebulose sono "oggetti freddi" che per loro struttura molecolare bloccano la luce di altre stelle di fondo, e si intravedono ad occhio nudo come macchie nere nella scintillante Via Lattea.
"L'interesse principale per le nubi molecolari è legato a processi di formazione stellare. La formazione di stelle avviene nelle regioni più dense e fredde delle nubi molecolari"  (da Wikipedia: tutte le info scientifiche le ho prese da lì, non sono un'astrofisica! :D)
Come dicevano i celti, la creazione della vita e della luce avviene nella silenziosa oscurità della notte, quella del grembo di una nebulosa oscura, del grembo della donna, del grembo della Terra, del grembo dell'Universo.
Non è quindi un caso che Arianrhod, questa radiosa regina del cielo incoronata di Stelle, sia la madre di Llew Llaw Giffes, che è l'equivalente gallese dell'irlandese Lugh ovvero "il Sole". Dato che non si può dare vita ad una vita con caratteristiche che non si possiedono, Arianrhod non è solo lunare: lei è la datrice di luce, una forza anche "solare". In fondo, anche Elio è una "stella" come tutti gli altri "Soli" dell'Universo.
Il periodo che oggi corrisponde ai primi di Agosto ma la cui influenza prosegue fino alle porte dell'equinozio di autunno era per i celti il momento della celebrazione di Lugh e di sua madre nella celebre festa chiamata Lughnassad, che troviamo onorata ancora oggi con il nome di Lughnasa a livello locale in qualche paesino sperduto nelle lande delle terre insulari. Era una festa dei raccolti fatti o imminenti, un ringraziamento alla natura con mercatini, giochi, banchetti, fiere.
Arianrhod non è solo la madre del Sole: difatti il mito racconta che generò anche un altro figlio, Dylan, il "mare", ed è proprio su quel brodo primordiale da cui nasce tutta la vita che sorge anche il suo Castello. Lei è la datrice di vita, che sia nel mare cosmico che in quello acquatico.
Arianrhod è quindi qualcosa di più grande di ciò che il mito potrebbe darci ad intendere, molto più di una maga o di una bellissima incantatrice: lei è la tessitrice, la forza creatrice, la Madre in uno dei suoi nomi archetipici, la legge che regola tutti i cicli delle stagioni e della vita. Difatti "Ruota d'Argento" è associata anche alla Ruota dell'Anno, con i suoi cicli stagionali, naturali, vegetali, meteorologici, astronomici, lunari e...perché no, anche "mestruali".
Questo la rende quindi anche una madre dei raccolti, non tanto intesa come "terra" che genera, nutre, cresce, ma come forze e leggi naturali cosmiche che mantengono in equilibrio i cicli vitali permettendo il momento dell'abbondanza, ma anche a cui tutto torna alla fine di ogni tempo: il raccolto difatti non è che un momento di morte. I frutti, i semi e i chicchi di cerali cadono nella terra, e la natura si avvia verso il sonno invernale (oltretutto il chicco di grano è considerato la forza del nostro radioso astro luminoso materializzata sulla Terra). Il Sole inizia a perdere il suo vigore, ogni giorno la sua luce brilla sempre più brevemente e obliqua, fino ad arrivare al termine di Ottobre quando diventerà il pallido riflesso di se stesso.
Caer Arianrhod è il passaggio attraverso il quale la vita scende dal mondo dello spirito per diventare forma e materia, e attraverso il quale risale al mondo dello spirito per rigenerarsi quando perderà la sua forma materiale. E' un Axis Mundi collocato alla fine di tutte le cose nel punto di incontro dei tre reami contemplati nella spiritualità di Avalon: il Regno del Mare, le cui onde smuovono le nostre emozioni, il Regno della Terra, la cui solidità nutre la concretezza fisica, il Regno del Cielo nella cui trama è intessuto lo spirito.
Arianrhod è essenza divina. Niente può esistere ed essere compreso senza di lei, nemmeno il Sole/Llew può brillare e conoscere se stesso senza il suo intervento.
Nel suo mito trascritto nel IV ramo dei Mabinogion intitolato "Math, figlio di Mathonwy", Arianrhod stabilisce che Llew Llaw Giffes non avrà ne un nome, ne armi, ne una donna terrena fino a che non sarà lei stessa a darglieli. Gwydion, suo fratello, glieli estorce con l'inganno facendo di Llew un re, ma non si può andare contro le leggi della Madre: sarà lei stessa, nella forma di Blodeuwedd, a divenire la compagna di Llew, e lo costringerà ad un processo iniziatico di morte e rinascita affinché sia maturo e consapevole per un compito che lo zio aveva a tutti costi voluto consegnargli prima del giusto tempo stabilito da colei che regge le Leggi naturali. Non si deve far brillare il Sole a dicembre.
Ricevere il nome significa divenire consapevoli di chi siamo, ricevere le armi rappresenta la presa di coscienza della nostra forza e del nostro talento, ricevere una compagna significa riunire i due emisferi opposti presenti in ognuno di noi e sancire la sovranità su se stessi.
Nei miti, Arianrhod, alla fine di ogni storia, torna al cielo a sua scelta: nel quarto ramo dei Mab, è lei stessa a provocare un'onda di marea che travolge il castello trascinandola via, ed è lei, nelle vesti di Blodeuwedd, a trasformarsi in civetta e volare via appena finito il suo compito iniziatico verso Llew.
Arianrhod o Aranrot è "figlia di Don", ergo, è Don in una sua manifestazione. Don/Dana è la madre degli Dei, la Dea prima di ogni cosa. Non si può andare contro la Grande Energia divina dell'Universo, non si può disobbedire alle sue leggi senza ricevere danno o distruzione.
Sono molti i nomi che gli antichi usavano dare alla Grande Energia per distinguerne ogni sfumatura, e spesso i celti erano soliti rappresentarla con una triplice spirale in intrecci di cui non si vede ne l'inizio ne la fine, poiché la vita è un flusso continuo in un reticolo di forze diverse, apparentemente opposte, sempre interagenti tra loro, di cui la temporanea discesa nella caducea materia ne è solo un aspetto. Non c'è fine alla tessitura della grande tela cosmica, e nessun filo viene mai disperso: la tela si trasforma, ma non si buca.

Nelle notti d'estate passo molto tempo a guardare il cielo, e a cimentarmi nella missione impossibile di identificare costellazioni che a malapena conosco e in una volta celeste opaca in cui sono visibili solo alcune poche stelle più luminose. Non ha importanza, il cielo ha sempre e comunque il suo fascino. Un viaggio nello spazio è il mio sogno proibito: vorrei volare sulla nave stellare Enterprise, oppure sull'Arcadia di Capitan Harlock, uno dei due cartoon che amavo da piccola, quando mi immaginavo di partire per un bellissimo volo verso mondi distanti anni luce, e volevo fare "l'interprete" per le lingue aliene :DD. In fondo, anche se il nostro spirito ha scelto di assumere una forma materiale sulla nostra amata Madre Terra, siamo prima di tutto "figli delle stelle".

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Aggiunta del 4 Settembre:
Dedico questo post a Simona, perché è corsa fino in America per vedere il cielo e "l'eclissi". 


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Aggiunta del gg. del mio compleanno:
Stamani la giornata è iniziata con una canzone con cui il Lupacchiotto mi ha svegliata. Erano i suoi primi auguri della giornata. Dice che è la mia "fotografia". Ci siamo commossi, ma io di più. 




Sono 25 anni che siamo sposati, 32 da quando ci siamo conosciuti, anzi, riconosciuti subito, anche se siamo diametralmente diversi. 
E sono passati 27 anni da quella notte in un residence sul mare in Sardegna, quando andò via la luce proprio la notte di San Lorenzo e ci mettemmo tutti nei giardinetti a guardare le stelle cadenti. Noi sappiamo che la loro magia forse non è più eterna della loro scia, ma è vera. Il resto dipende un po' dal destino, ma soprattutto dipende da noi. <3 <3 <3 

7 commenti:

  1. Bellissimo POST!

    Leggendoti ho pensato immediatamente a mio marito, Stefano. Lui è molto bravo con le stelle, le costellazioni, ed infatti per fotografare il cielo si è perso le stelle cadenti. Ne ho viste un paio nei pressi della Momument Valley. Il lodge in cui siamo stati aveva un terrazzino che si affacciava sulla Monument (dio come mi manca! Vabbeh...) e quindi Stefano, molto romanticamente, ha passato quasi tutta la sera ad accalappiare stelle, costellazioni e quant'altro.

    Il tuo post è magico, e, forse perché siamo meno tecniche, come te adoro ammirare il cielo. In verità, sebbene mi piaccia fotografare, preferisco guardarmi attorno, e poi... quando torno a casa, rimango sempre delusa dai miei scatti, che non rappresentano quello che ho visto, vissuto... sono sempre troppo pochi!;)

    ps: nonostante due valigie di apparecchiature (abbiamo portato 4 valigie per due settimane di viaggio e cambiato albergo ogni sera... da spararsi!), le macchine fotografiche, gli obbiettivi e i cavalletti non sono comunque sufficienti per garantire una buona foto del cielo, molto dipende, infatti, dal cavalletto che dovrebbe "muoversi" da solo, le stelle non stanno ferme. Il time lapse (che se lo sbagli… lo sbagli) delle stelle è durato una quarantina di minuti e il risultato non è dei migliori. Perfino per l’eclissi, nonostante sia stata utilizzata una macchina che scattava ogni tot secondi, è saltata la messa a fuoco. Insomma, a salvare la situazione è stata la mia vecchia NIKON attaccata ad un super obbiettivo, le altre hanno toppato… Ho visto una tizia strapparsi i capelli per aver sbagliato l’eclissi… ma sono cose che capisce Stefano, io se sbaglio una foto… dico “pazienza”, per loro invece è di vitale importanza, la prossima cadrà fra dieci anni, e mi auguro che non debba portarmi dietro nuovamente tutte ‘ste valigie…

    Grazie per la dedica! :*

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    1. La foto dell'eclissi che hai postato è pazzesca!! *.*
      Se è difficile per te fare foto al cielo stellato, che sai fotografare e hai l'attrezzatura, pensa che schifo posso fare io con la macchinettina compatta automatica da borsetta o con il cellulare e che di fotografia e di ISO (ma che roba è? :DD ) non ne so niente!! Ed è vero, rivedendole a casa mi sembra sempre che non rendono la bellezza, l'immensità, l'emozione, la profondità, mi appare sempre tutto così banale e piatto rispetto a quello che ho visto dal vivo!! E la foto al cielo era solo uno sfondo nero con nulla sopra, nemmeno provando ad ingadrandirla.
      Avevi quattro valigie di attrezzatura?!?! O__O
      Pensa che per me era già una scocciatura,nei miei viaggetti in Europa, dove mi spostavo ogni giorno, portarmi sempre dietro UNA valigia!!
      Comunque Simo,le foto dell'eclissi sono davvero stupende, quindi per le tre valigie ne è valsa la pena.
      Allora, se Stefano ama tanto il cielo, tanto da perdersi una serata romantica per osservare le stelle, dedico il post anche a lui. ;)
      Grazie a te Simo per la visita nel mio blogghino, un abbraccio :***

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  2. Metti sempre tanta magia nei tuoi post! Io credo che la spiegazione scientifica non tolga niente anzi...spesso"mito" e scienza dicono la stessa cosa! Qui ho visto poche stelle...colpa mia che ci guardo poco, ma persino qui in campagna in molte nottate la via Lattea e tante stelle mi sono sembrate sbiadite. Un abbraccio. Silvia

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    1. Grazie Silvia. :*

      Sì hai ragione, il mito racconta la percezione della natura e del mondo dei popoli a cui le storie mitologiche appattengono, il tutto in chiave metaforica con personaggi ed eventi. Ovviamente la conoscenza arcaica non era al livello di quella odierna, e c'era anche molta superstizione, ma seppur senza strumenti tecnologici spesso si avvicinavano alla verità.

      Questa estate è stata così grigia!! Tra fumo e afa dovevi andare un bel pò in alto per vedere le stelle, sempre che anche lì non ci fosse fumo (c'è proprio un sacco di gente fuori di melone al mondo, e questa estate dono usciti tutti!).
      Però dai, immagino che almeno in inverno, da te in campagna, quando il cielo è limpido, lo spettacolo sia bello.
      Un abbraccio

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  3. Grazie per questi post, hai sempre qualcosa da insegnare e lo fai in modo impeccabile :) Quest'anno non ho visto nemmeno una stella cadente, colpa mia che la sera al mare avevo sempre troppo sonno! Ho provato comunque a fotografare il cielo e la bellissima luna pieda di agosto ma con risultati pessimi. Comunque sia, ancora auguri di buon compleanno e tu e il Lupacchiotto siete tenerissimi :)))

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    1. E ancora Auguri anche a te bellissima!!
      Ti ringrazio davvero molto per le cose carine che mi hai scritto. Io cerco solo di condividere un pò, giusto ogni tanto. ;)

      Un grandissimo abbraccio :****

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  4. Auguri, come sempre, in ritardo! :****

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