giovedì 31 agosto 2017

Sentieri

Sentiero che scende dal "Rifugio Branca mt 2493" Val Cedec

Agosto è finito, domani inizia il mio adorato Settembre, ed eccomi qua. Quest'anno sono andata al Parco dello Stelvio, dalla parte della Valfurva - Val Cedec, con qualche tappa anche al Passo dello Stelvio e Passo Gavia, oltreche gite a Bormio e alla vicina Livigno (che abbiamo soprannominato "Il grande negozio"... onestamente per me la montagna è altro) approfittando di quei giorni che vedevano il sorgere del sole sopra una coltre di nubi e pioggia.
Lassù ci si dimentica di far parte di un mondo di smog, di traffico, di gente arrabbiata e aggressiva, di cieli offuscati da cappe inquinate e di climi estivi a 45° all'ombra. 
Lassù c'è aria fresca, che ti riempie i polmoni e ti pulisce la pelle, lassù, l'ultimo giorno, ha nevicato. Un'altro mondo. Un mondo dove le persone hanno tempo per fare cose come queste qui sotto, trasformando tutto in bellezza:

Fiaschetti essiccatoi di erbe (forse di pout pourri) appesi fuori da una vecchia casa

Bicicletta rugginosa e vecchia trasformata in un oggetto decorativo. A Livigno

Ci vuole un pò di buona volontà, un pizzico di allenamento, scarponi con suola apposta per i sentieri sdrucciolevoli, roba nello zaino sufficiente per potersi vestire a "cipolla" a seconda dei cambiamenti climatici a quote diverse, un cappellino, dei buoni occhiali da sole, e via su e giù per i sentieri di montagna. I nostri si snodavano tra i 2100 e i 3200 metri di quota. Oltre al rifugio Branca, siamo saliti al Pizzini (mt 2706), Casati  (sopra i mt 3200), Forni (mt 2176) e Ables (sopra i mt 2000). Spesso i sentieri portavano da un rifugio all'altro, passando vicino o sotto ai ghiacciai del Cevedale e dei Forni, dentro boschi di conifere o, più spesso, su delle scivolose pietraie se non, addirittura, sopra rivoli d'acqua che scendevano giù dai ghiacciai. Non c'è molto tempo per fotografare quando si addensano le nubi minacciose, bisogna sbrigarsi a finire il giro per non farsi sorprendere in quota dal temporale. Nonostante ciò, ci sono perle, scorci di meraviglia e un piccolo mondo di fiori e animaletti (il mio preferito) di fronte a cui il desiderio di portarsi una immagine-ricordo a casa è più forte di qualsiasi nube. Le silfidi sono state clementi: ha sempre iniziato a piovere dopo che eravamo rientrati.

SENTIERI E PAESAGGI

Passo Gavia - freddo e ventoso ex luogo di guerra (e caduti)

Sentieri panoramici che scendono dal rifugio Pizzini

Panorama mozzafiato sul sentiero che va dal rifugio Ables al rifugio Forni

Spettacolare sentiero nel bosco scavato nella roccia dai militari durante la prima guerra mondiale

Parte del panorama che si vede dal "sentiero" che sale al rifugio Casati: la montagna è anche questo

PICCOLE MERAVIGLIE E MONDO SEGRETO

Roccia tutta calcificata e luccicante, sul sentiero per il rifugio Casati

Funghetti appena nati

Lamponi

Probabilmente, una Achillea Nana, con cui fanno un digestivo detto "Taneda"

Fiorellini piccoli piccoli piccoli...

Farfalle bellissime, pelosette, coloratissime e giocherellone

Un piccolo ospite della pianta, tutto blu (non so cosa sia) e luccicante

VELENI

Il velenosissimo Aconito Napello: mortale, intossica anche se solo strofinato sulla pelle. C'è anche giallo.

La terribile Daphne: tre bacche uccidono un bimbo. tossica anche solo sulla pelle.

PONTICELLI

Ponte scendendo dal rifugio Forni

"Ponte" appoggiato su due assi

Ponte tibetano, sul "Sentiero Glaciologico alto" che passa sotto al Ghiacciaio dei Forni

TORRENTI E ACQUA

Torrente glaciale che scende sbattendo forte sulle pietre (passa sotto il ponte tibetano)

Torrente nella luce del primo mattino. Sentiero Glaciologico basso

Il torrente Frodolfo, che scende dal Ghiacciaio dei Forni

Onestamente.... non mi ricordo che torrente è

Piccolo laghetto sul Sentiero Glaciologico alto

Fonte al rifugio Branca

GHIACCIAI

"Sentiero" (mah... spesso toccava immaginarselo) che va su quel ghiacciaio, il Cevedale, fino a mt 3200.  

Salita (da distanza) per il rifugio Casati - Ghiacciaio Cevedale. L'ideona di salirci è stata del Lupacchiotto

Ergo, la montagna non è solo boschetti magici, caprette e pascoli fioriti: è anche pietraie tutte uguali, vento sferzante e gelido, fatica, salite improponibili, ghiaccio e detriti. Ricorda a noi passeggiatori delle ferie di Agosto che la vita su di essa è anche una vita dura e di sacrifici. 

Tempo fa ho letto il post di un paio di persone che vivono in montagna (druidi, sacerdotesse), lamentare che i turisti "gliela sporcano". Loro si sentono migliori di noi "cittadini". Io non ho visto una carta, una bottiglia, una sigaretta spenta, niente di niente, su quei prati.  Eppure di turisti eravamo in molti. Non ci credo che sono capitata in una settimana in cui eravamo tutti escursionisti educati. I maleducati ci sono dappertutto, probabilmente anche fra la gente di montagna. Unica cosa: i bambini ingestibili, che saltano dappertutto e urlano. Ma i bambini sono bambini. 

Tra quelle valli ho conosciuto tante persone molto gentili. Tutti ti sorridono, ti salutano se ti incrociano sui sentieri. La pericolosità della montagna e la fatica uniscono.
I valligiani sono tutti gente molto operosa: un ragazzo giovanissimo che lavorava come cameriere nell'albergo dove alloggiavo, la sera serviva ai tavoli, la mattina correva a lavorare sui sentieri alti al rifugio gestito dalla sua famiglia e il pomeriggio, se trovava un pochino di tempo, andava ad allenarsi perché è stato preso nella Nazionale di Sci Alpinistico (attenzione, non ho detto "alpino" ma proprio "alpinistico"). A tempo perso (si fa per dire) si adattava a fare tutto: falegnameria (sembra fosse molto bravo), giardinaggio ecc.... era come una pila inesauribile, simpaticissimo, legava con chiunque, sempre sorridente e con una volontà di ferro. Evidentemente, crescere nutrito dall'aria di alta montagna fa bene. 

Ovviamente, data la durezza della vita montana, abbonda la religiosità. Ci sono chiesette ovunque, piccole o grandi, con due panche e un altarino o invece quelle dagli altari sfarzosissimi, che forse stonano un pò con la semplicità dell'ambiente montano

Un angolo della parrocchia SS Gervasio e Protasio a Bormio

Quest'anno è stata una estate durissima, non solo per noi che vivevamo nelle città roventi, ma anche per la natura. Nel centro e sud sono divampati numerosissimi incendi ogni giorno, alcuni dei quali hanno distrutto ettari ed ettari di verde e boschi, un disastro ambientale di livello inaudito. Al Parco Nazionale del Gran Sasso sono passati dalle tempeste di neve e le terribili valanghe di questo inverno (ricordate Rigopiano?) al rogo di questa estate in cui sono rimasti carbonizzati alberi, prati e animali. Sempre in Abruzzo il Monte Morrone, vicino alla Majella, brucia da 10 gg!! Un'ecatombe impressionante. Intorno alla mia città, i vigili del fuoco hanno dovuto fronteggiare anche 80 incendi in un giorno, alcuni di grave entità, e la famosa "Pineta di Castel Fusano (Ostia)" è in gran parte un mucchio di scheletri neri e cenere. Purtroppo spesso la causa è l'incuria, la cattiveria, la stupidità e la follia dell'uomo. Come se non bastasse, tutto questo era (ed è ancora) accompagnato dalla siccità e quindi scarsità di acqua. 
Ma anche lassù, tra le Alpi, questa estate ha dato i suoi orribili frutti: i ghiacciai hanno velocizzato il loro processo di scioglimento. Sulle piste estive del ghiacciaio dello Stelvio, per la prima volta, sono stati chiusi tutti gli impianti perchè a causa dello scioglimento del ghiacciaio, le piste erano scoperte e impraticabili. E c'è ancora chi dice che il riscaldamento climatico è una bufala. 
Quando ero su quelle montagne mi si stringeva il cuore a pensare che quei bellissimi e luccicanti giganti bianchi che regolano il nostro clima mantenendolo temperato un giorno non ci saranno più. A vedere le immagini di una decina di anni fa e vedere quanto si è ritirato e disgregato, si capisce che la situazione è grave. L'unica magra consolazione sarà di poter dire di averli visti e toccati.

Crisi del ghiacciaio

Lassù su quelle montagne, lontano dalla realtà quotidiana e dalle convenzioni sociali, nel silenzio di un sentiero di alta quota o nella magia di un bosco fitto di larici e abeti dove sussurra il vento o dove si insinuano i raggi brillanti e obliqui della luce del mattino, si ha modo di confrontarci con se stessi, di rievocare chi siamo se mai ce lo fossimo scordati, e di ritrovare la propria forza nel confronto con la montagna 

"Il bosco è il magico teatro di quasi tutte le favole. Sarà il profumo di muschio, il fruscio delle foglie al vento, la sensazione di essere spiati da mille occhi, o il funghetto nascosto tra le radici di un grande albero, ma di fatto il bosco è sempre un luogo di avventura, scoperta, emozione, incanto. Ogni passo fatto sui suoi sentieri con rispetto, ascolto e armonia è una preghiera. Il suo linguaggio segreto è il silenzio. Fermarsi a cogliere il brillar delle foglie lucide sotto la luce che filtra tra i rami fitti è guarigione e bellezza." (Niviane, nella mia ex-pagina FB)


Il fatto è che di fronte alla potenza dell'immensità delle vette o della bellezza di un luogo silenzioso nel bosco puoi fermarti e finalmente "respirare". Si tratta di luoghi dove il mondo "delle Terre Fuori dal Velo" sembra lontano, dove l'aria è leggera anche quando è umida, dove puoi sederti sapendo che non dovrai correre da nessuna parte, e dove uno specchio d'acqua ti rimanda la bellezza delle Ninfe a cui quel mondo somiglia. 
Basta un momento in cui immergi le mani o i piedi in quell'acqua gelida che per un attimo ti senti una Ninfa anche tu: l'appartenenza alla natura è nel nostro patrimonio genetico, anche se la vita ci porta a dover "fuggire" da esso. A casa delle Ninfe però capiamo che non è possibile fuggire da ciò che siamo, da ciò che è marchiato a fuoco fin dalla notte dei tempi in ogni nostra cellula: siamo anche noi animaletti del bosco. La vita in "cattività" purtroppo ci ha fatto dimenticare la capacità di una tale simbiosi e dipendenza.

"ALLE NINFE" 
profumo di aromi

O ninfe, figlie del magnanimo Oceano,
che avete dimora nelle umide profondità della terra,
ascose nutrici di Bacco, terrestri, sorridenti,
feconde amanti dei prati, saltellanti e pure,
che amate gli antri e le spelonche e correte per l'aria
e presso le fonti, vestite di rugiada, con passo leggero,
visibili ed occulte, abitatrici di valli fiorite, 
e danzate cantando con Pan sulle vette e giù dalle rocciose
montagne con melodiosa voce,
fanciulle che vivete nei campi, nei boschi e presso le fonti,
o profumate vergini, biancovestite, dal leggero respiro,
capraie e pastorelle, amiche delle fiere, dai lieti frutti,
amanti del freddo, delicate, che nutrite e accrescete,
vergini amadriadi, giocose, che vivete nell'acqua,
Nisie, ispirate guaritrici, che sorridete alla primavera
con Bacco e Demetra portando grazie ai mortali:
venite ai riti propizi con animo lieto
versando acque salubri nelle stagioni feconde. 

(dal libro "Inni orfici", ediz. integrale con testo greco a fronte, a cura di Giuseppe Faccin. Una curiosità: ho comprato questo libro una ventina di anni fa nel negozietto di un monastero di frati di clausura a Camaldoli - Foreste Casentinesi, dove trovai anche un bel libro di aforismi buddista)

E dunque, stavo dicendo "rievocare chi siamo".
Un tempo scrivevo questo:
"Non sono un libro aperto.
I miei sentimenti li affido al Mare, li lascio sopra un onda e poi la osservo mentre li trascina via. Il Mare li prende in custodia sul fondo, come faceva per i tesori delle navi pirata...
solo Lui, oltre me, li conosce.
I miei pensieri li affido al vento, perchè li porti a Nord-Est, e li sussurri alle montagne e ai ghiacci, sibilando tra valli gelide o fiorite, e li recapita puntualmente aiutato dalle nubi, depositandoli dentro fiocchi di neve sulle vette e lasciandoli vivi seppur segreti e silenziosi abbracciati dai ghiacci...
solo il vento, oltre me, ne conosce la trama.
I miei tumulti li affido alla Terra, che li riceve direttamente dalle mie mani, e se ne fa carico come una madre con la figlia, li nasconde sotto la sabbia o sotto fili d'erba, affinchè non siano troppo visibili e con l'aiuto dei Signori del Sidhe li trasforma in gioia....
solo la Terra, oltre me, conosce il linguaggio blu delle mie mani.
Tutto quanto mi viene dato o tolto lo racconto al Sole, il quale rende più radiosa la serenità e smorza le ombre dolorose trascinandole con se nel tramonto, mentre la Luna è il ricettacolo di tutti i miei sogni che essa cela sotto il manto stellato e scuro della Notte...
solo Lei, oltre me, li custodisce gelosamente.
A volte cerco conforto e consiglio nella saggezza di un Albero, magari protetta tra le fronde di una Quercia, accolta tra le sue radici scoperte...
NON sono un libro aperto!
Se non per chi sa guardare nella profondità del Mare, ascoltare il sussurro del Vento, percepire il respiro della Terra, inseguire il tramonto e svelare la notte guidato dalla luce della Luna. Il mio diario segreto è in tutto questo, a trascriverlo ci pensano le farfalle, c'è scritto ogni cosa di me, ed è custodito dietro la corteccia di quell'Albero, che ne riceve le pagine dal Cielo e dalla Terra. [...]
E' come se non possedessi ne passato ne futuro, vivo sospesa, ed è come se avessi sempre vissuto o vivessi da sempre. Lo è per me, come per tutti quelli che nessuno conosce, di cui nessuno ha mai raccontato e di cui nessuno ricorderà, perchè se passi come il vento non hai confini visibili.
Io sono Aria, il mio passaggio è un soffio.
Mi nutro di silenzio, sono uno spirito libero, e cammino nella solitudine da quando ho risposto al richiamo della "Terra senza confini oltre i confini del mondo" che profuma di mele e di nebbie argentate, da quando ho accettato di custodire i lunghi sentieri che solcano il mare e attraversano boschi d'incanto fino all'Isola Sacra, da quando mi sono inchinata fiera di fronte alla Grande Quercia e ho scosso il Ramo di Melo facendo tintinnare i suoi frutti coperti di rugiada cristallina, da quando la Dama dalle vesti tessute con gocce di lago e piume di cigno mi ha fatto bere alla sua sorgente e mi ha donato due delle sue bianche piume, una per ogni ala.
Io sono Acqua, scivolo trasparente sul mio sentiero.
Non mi commuovono le vostre pene quotidiane che vi vedo scaricare nel mondo. Non posso farci nulla se avete scelto di essere fautori e prede dell'inganno, se avete scelto l'ipocrisia, il fanatismo, la frenesia di una esistenza fatta di cose spesso futili, che vi portano ad invidiare, odiare, distruggere, esibirvi, affannarvi dietro a folli desideri, lamentarvi, coltivare risentimenti, puntare il dito, corrompere, calunniare, abusare, distruggere, sfruttare, predare, violentare, violare, uccidere, servire, e non riuscite più a scorgere la bellezza che vi circonda, ne a circondarvi della bellezza che avevate dentro prima di tutto questo.
Io sono Terra, solida, eppure sempre mutevole.
Respiro il bosco e il mare. Nelle Terre Fuori dal Velo respiro ciò che è già stato respirato, consumato, intossicato, e mai rigenerato in un delirio che viene chiamato "vita" ma che distrugge la vita. Vi guardo mentre vi muovete in mezzo a tanta spazzatura eterica, fatta di rimorsi e frustrazioni, di paure e rabbia, di vanità ed egoistici sentimenti di possesso di quanto non può e non deve mai appartenere a nessuno.
Io sono Sole, che da vita ai colori.
Entrare nel sentiero di Avalon è come saltare in un cerchio che si espande all'infinito, tondo eppure senza un confine, che inizia dove finisce la Terra Fuori dal Velo, dove finisce l'Ego/Io io io io.... e inizia il Sè, l'ignoto che tanto spaventa chi non ha occhi per vedere il mistero di luce che nasconde.
Io sono Luna, costante nella sua ciclicità, apparentemente fredda, luminosa o oscuramente velata.
Oggi, nelle Terre Fuori dal Velo, ho camminato nella tempesta, verso nubi nere e pesanti, con la testa coperta da un cappuccio sotto la pioggia scrosciante, nel fragore del lampo e del tuono. Con l'abito fradicio, percepivo bagliori luminosi di una vita passata, presente e futura con antiche sorelle, che prendevano vita davanti ai miei occhi ad ogni folgore nel cielo, dalle quali sono stata dolorosamente divisa nella notte dei tempi, che mi stanno aspettando e aspetterò per ritrovarsi alla fine di ogni tempo." (Niviane, dal mio ex-blog EmainAblach, anno 2007. Mi piaceva giocare con tentativi di scrittura creativa).

Da allora non sono cambiata, l'esigenza di fluire nella vita in armonia con le energie naturali è sempre la stessa, così come il desiderio di dare valore alla mia vita con cose che per me sono e sento speciali. Porto ancora con me, segreto, tutto un mondo di meraviglia e magia, e una lucina di fanciulla perennemente accesa che mi sostiene anche quando fatico a sentirla, ma c'è: è la luce di Avalon nel suo spazietto del mio cuore, sempre, coltivata con cura e amore in venti anni di studio e condivisione, che brilla proprio perchè nata libera nelle vie della ricerca, dell'osservazione della natura e dell'esperienza personale, invece che frutto dell'indottrinamento del credo creato da una qualche guru di turno. Creare, ricercare, studiare, sintonizzarsi con la natura, meditare, dedicare del tempo alle proprie passioni, viaggiare, amare, sapersi meravigliare, sognare (ogni realizzazione vede come preludio un sogno, anche se non tutti i sogni si possono realizzare), comunicare, avere cura di se, sono per me cose speciali. Il fatto è che mi voglio bene.
So che NON sono una persona perfetta su un corpo perfetto, con una vita perfetta, con pensieri perfetti e che fa sempre cose perfette, forse sono anche noiosa, ripetitiva, rompiscatole, un filino asociale/introversa, soprattutto ora, a quasi 53 anni, c'è poco da pretendere: con la menopausa cambia tutta la "chimica", e ho ben chiaro che il mondo fa serenamente a meno di me. Probabilmente non sono l'amica ideale rispetto alle aspettative altrui e ho anche visto molte persone voltarmi la schiena nel momento in cui ho espresso indipendenza di pensiero. Da imperfetta nessuno (e come dicevo altrove, ci vuole coraggio ad ammetterlo) parlo di boschi e di fate :D invece di buttarmi nell'argomento o luogo comune più in voga del momento. Tengo un blog solo per mantenere un web contatto con pochissimissimissime amiche perlopiù lontane, non certo perchè penso di avere dei "lettori" e lo so benissimo che non c'è motivo per cui a qualcuno debbano interessare le mie chiacchiere sulla "mia" Avalon e sul mio modo di vedere il mondo, mica sono una VIP! Sono un anonimo ago in un pagliaio chiamato mondo. Eppure sono lo stesso orgogliosa di me, dei miei pensieri, del mio modo di sentire la realtà e di ciò che faccio, delle mie pitture, dei miei ricami, ma non c'è alcuna superbia in questo orgoglio, solo un pizzico di amore per se stessi. Vorrei che tutti si volessero bene veramente, non avrebbero bisogno di appesantirsi di superbia per sentirsi migliori degli altri, o di indossare faticose maschere di perfezione per essere ammirati e accettati dagli altri. Volermi bene mi aiuta a cercare nell'essenza. Quando scrivo provo a lasciare un semino di luce, senza pretese ne aspettative. Inseguo la pace, la leggerezza, la gentilezza, il sogno, e ho capito da tempo che era deleterio mettermi in discussione sia davanti a me stessa che davanti agli altri (si chiama "accettazione"), ormai preferisco osservarmi e comprendermi, e so che la mia vita imperfetta mi ha comunque dato tanto: si chiama "gratitudine".

Ormai le vacanze sono finite, e i sentieri dei ghiacciai sono lontani.
E' tempo di tornare alle "cose speciali" della quotidianità, e ai sentieri di ogni giorno.
Non so che autunno ci aspetta, ma so che è tempo di far maturare le zucche e di spolverare i cappelli a punta, perchè la Ruota volge verso la fine del raccolto di Mabon e le nebbie della notte di Samhain.
E con questo chiudo questo post di apertura dell'autunno, che poi è più una conclusione finale dell'estate e di tante cose già dette in momenti diversi in vari post precedenti. "Focalizzarmi su me stessa" sarà il mio mantra.

FINE

Domani inizia il cosiddetto "autunno meteorologico". Qui la terra ha sete! Mi auguro che venga un bellissimo autunno, come quelli di quando ero bambina, da calzettoni e giacchine di lana, stivali di gomma e ombrelli, cieli freddi, fiere di Settembre con i venditori di "croccanti" e "brigidini", venti che profumano di pioggia e che trasportano le foglie secche nella loro danza fino a terra.

Ps - Forse le foto non sono il massimo, non so come risultano sugli schermi altrui, ma le ho scattate col cellulare ed io non sono una brava fotografa, anzi, non sono proprio una fotografa. La volontà e l'impegno ci sono, ma manca la conoscenza fotografica e questi aggeggi automatici fanno un po' il peggio che possono. Chiedo anche scusa per la frequente ripetizione della parola "perfetto"


Ritorno a casa, gita al mare: Tramonto finale dell'Estate, in un grigio velo fumoso e afoso.

6 commenti:

  1. Luoghi stupendi!!!!!! Il mondo, lo dico spesso, è meraviglioso. Il clima purtroppo sta cambiando, e Gaia muta, come è già accaduto. L'uomo non può fare molto, e ad ogni modo non ha la volontà. Le montagne, quelle che conosco io, tra il Veneto/Trentino/Friuli, sono davvero tenute "maluccio", l'essere umano appena vede un buco ci infila lattine, carte e sacchetti di plastica. Non lontano da dove abito c'è una sorta di collina, e gli imbecilli ci portano i rifiuti e poca importa che ci vadano a pascolare i caprioli. Poca importa che noi, vicentini, conviviamo con certe fortune. In rete molti si lamentano perché non sentono più i grilli, le cicale, altri si meravigliano quando parlo di caprioli "in città", e noi che avremmo tutto questo ci dilettiamo ad ammazzarne a centinaia. I montanari, da noi, sono i primi a sporcare e a "svendere" la terra per due lire. Tre anni fa, sul Cadore, ho visto con i miei occhi alberi strappati ai loro boschi, ed infatti sono venute giù le montagne. Frana tutto ed è sempre colpa di chi sta più su, mai di chi ci abita... Conosco persone che si vantano di vivere in mezzo al verde, ma non sanno davvero cosa voglia dire "viverlo", "amarlo" e soffrire quando lui soffre. E' sempre tutto colorato, confezionato, profumato e facile! Sono stata due settimane, lo sai, negli USA e continuo a sognare quegli spazi infiniti, aridi, brulli, complicati da gestire... Lì la vita è dura, come lo possono essere le montagne a 2000 e 3000 metri di altitudine (infatti sono stata a 2000 metri di altitudine, ma non si vede). Ogni viaggio ti può insegnare qualcosa, il problema è che non interessa a nessuno. Gli USA, ad esempio, mi hanno segnato il cuore. Sono abituata a vedere caprioli, farfalle, insetti, civette e, che ne so, cuculi, ma lì è un'esplosione di rapaci, rettili, mammiferi e farfalle. E’ così “selvaggio” che ti verrebbe voglia di piangere per tanta bellezza, bellezza che noi “sterminiamo” appena possibile. Ci si diletta a parlare di giardino, e se vuoi mi ci metto pure dentro, senza capirne il significato. Al ritorno dal viaggio ho trovato parecchie piante morte (orto e giardino), nonostante l’impianto di irrigazione e mio suocero, e poi qualche giorno fa la grandine ha mandato in malora il lavoro di mesi. E noi siamo fortunati, in fondo non lo facciamo di mestiere. A questo mondo c’è tanta leggerezza, superficialità, cattiveria. A me dispiace non riuscire a trasmettere quello che vedo durante i viaggi, soprattutto questo viaggio. So soltanto che sono partita che ero un gigante e sono tornata piccola piccola. Credevo di trovare persone arroganti negli USA e mi sbagliavo. Poi, il male e il bene sono ovunque. Ho visto bottiglie di plastica vicino alla Monument Valley, mentre il parco del Gran Canyon è ben tenuto, dipende da chi gestisce le cose… e questo commento non vuole essere contro i Navajo (gestiscono la Monument Valley).
    Sul web c’è gente che fa a gara a chi coltiva più pomodori… e ti posso assicurare che un pezzetto di terra, sole e acqua basta per una pianta, che ti regalerà una marea di frutti… non è una cosa così eccezionale, ma la rete è fatta di megalomani, i detentori della natura, del sapere e chi ne ha più ne metta. Ad ogni modo, le mie scarpe da ginnastica rosa hanno fatto un figurone tra le rocce! ;)
    :*

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    1. È vero!! Mio suocero fa pomodorini al suo busigattolo di casa al mare in un angolino del già microscopico giardino, e gli vengono un sacco di frutti.
      Devi aver fatto un viaggio stupendo, le tue foto parlano di paesaggi desolati, desertici, aridi, eppure pieni di vita. A me piacerebbe molto andare in Canada, magari forse un giorno..
      La Monument Valley vista dal vivo deve essere roba mozzafiato!! Capisco che l'emozione sia grande.
      Hai colto ciò che volevo dire in quella parte del post: certe persone che vivono lassù sulle Alpi si sentono gli unici in diritto di pestarne i prati, perché si sentono perfetti e guardiani contro le orde di noi cittadini zozzoni (secondo loro). Non gli viene in mente nemmeno per un attimo che i primi a sporcare o rovinare sono loro, che ci abitano. Pure qua, tutti gli incendi che hanno avuto sui monti, sono stati accesi da pazzi del posto, raramente da incauti turisti. Il Monte Morrone è bruciato per due settimane!!! E non per colpa di turisti ma di delinquenti del posto (forse uno da solo o forse no, non lo sanno) che conoscevano bene la zona e appiccavano il fuoco dove era difficile arrivare. Sono andati in fumo ettari su ettari di bosco!!! Chi vive in montagna è spesso il primo a distruggere per il suo tornaconto. Il rispetto della natura richiede comprensione, forse cultura, non basta esser montanari.
      Voglio vederla la foto con le scarpe rosa!:D
      :*

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  2. Hai visto che sei stata ascoltata? Sembro proprio un autunno di una volta nè? :) Io me lo sto godendo un po' poco per vari motivi, il mio adorato settembre passa sempre troppo in fretta, ma spero di recuperare col resto dell'autunno!
    Sai che non mi ero accorta non fossi più su FB? Lo uso pochissimo e più che altro per farmi due risate con le pagine di humor, come social ormai uso instagram e mi trovo molto meglio (anche perché, volendo, ignori le parole :P). Comunque hai fatto benissimo :)
    Le tue foto a me piacciono sempre molto, e anche i tuoi post su Avalon, anzi dovrei collezionarli, sempre che non deciderai di aprire un blog a tema o un mini-sito per noi devote :)
    Per tutto il resto bellissimo post e, purtroppo, per alcune cose tristemente vero, credo ancora in un mondo in cui la tecnologia ci aiuterà a preservare la Nostra Terra anziche distruggerla giorno dopo giorno, un mondo di auto elettriche, pannelli solari e un mercato di beni alimentari senza sprechi. Magari anche di ritorno alle origini, sai che tanti della mia generazione o poco più grandi dopo la laurea han deciso di dedicarsi alla terra e alla montagna? Chi è andato a fare la guida alpina, chi il viticoltore, li ammiro molto e mi fanno sperare, sperare anche che non sia solo la moda hipster del momento ma un vero Ritorno.
    Un abbraccio :*

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    1. Grazie Silvia :** troppo, davvero troppo buona. <3

      W Le nuvolette nere che ci hanno portato l'acqua così l'Acea smette di di minacciare che ce la tolgono! :))
      Sì, basta FB. Instagram ce l'ho, ma non ho l'abitudine di usarlo. Magari ogni tanto ci faccio un salto. Su FB non te ne sei accorta perchè tu ci vai poco ed io ultimamente ci scrivevo moooolto poco e ci andavo meno. Ci tornerò solo se dovessi farmi pubblicità per qualcosa, ma non ne ho mai sentito la mancanza nemmeno per un secondo.
      Anche io ammiro molto coloro che, pur avendo titoli importanti, decidono per un ritorno alla natura, e recuperano non solo tradizioni agricole ma anche terreni lasciati in abbandono. E sono d'accordo con tutto quello che hai scritto, penso anche io che la tecnologia è ormai l'unica cosa che può veramente salvare il pianeta, se ci fosse la volontà non solo nostra ma anche e soprattutto di chi legifera in questo mondo.

      Abbraccio ricambiatissimo :*

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  3. Meraviglioso tramonto complimenti per lo scatto.
    Maurizio

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