lunedì 2 gennaio 2017

Un augurio


Capodanno è appena passato, e siamo nel 2017. Abbiamo acceso le nostre candele e affidato alle fiammelle le nostre speranze, abbiamo brindato, mangiato uva e lenticchie, e in molti hanno fatto volare le lanterne, che il giorno dopo stavano tutte buttate per terra qua e la sia tra l'asfalto che tra il verde nei parchi. L'essere umano si inventa sempre qualcosa per fare nuova spazzatura: "Basta con i fuochi che danno fastidio agli animali e mandano la gente al pronto soccorso! Usiamo le lanterne!" come se si disfacessero nel cielo invece di ricadere da qualche parte!! (Piccola polemica di capodanno).

Siamo nei 12 gg del Natale, quelli che dal 25 Dicembre arrivano fino all'Epifania, ed è uso che ogni giorno rappresenti un mese dell'anno nuovo.
Il 2016 è stato per me un anno interessante, dove sono avvenute cose interessanti, un anno difficile e per certi versi faticoso, un anno in cui c'è chi si è allontanato e chi si è avvicinato, e anche un anno che mi ha portato qualche dono importante, fra cui la cerimonia per la quale ringrazio la mia cara amica Claudia Carta che mi ha permesso di mettere un punto sul mio lungo percorso, in modo da varcare una soglia e poter andare oltre proseguendo il mio sentiero su un livello nuovo.
Sto cercando di fare chiarezza sul presente, in modo che possa essere una buona base per il futuro, e sto "preparando il mio campo" in modo che, come d'uso anticamente, il 6 Gennaio la Dea Diana possa passare con il suo magico corteo a rendere fertile anche questo lembo di terra con la sua luce, in modo che ogni seme che vi verrà seminato diventi pianta realizzata il più rigogliosamente possibile. Nel 2016 ho partecipato ad un seminario dedicato a Brigid in cui si parlava e affermava di lasciarsi "splendere". E' quello che ho poi cercato di fare nei mesi successivi, forse a volte anche per vie non idonee a me. Penso che il vero splendore non è dato dalla suggestione che creiamo intorno a noi, ma dal coltivare con amore i propri talenti e le proprie attitudini, piccole o grandi, e quando le pratichiamo ci sentiamo felici. Solo così è possibile splendere veramente. Qualsiasi altro orpello, abito o costruzione creata su di noi o intorno a noi sarebbe solo un gioco di prestigio il cui trucco è destinato spesso ad essere smascherato da molti.
Ho sempre cercato di mantenermi in un cammino di luce e di verità con me stessa, e anche se ogni tanto è utile o necessario andare a guardare cosa si cela dietro ciò che è in ombra, ho imparato che se non accendi la luce non puoi vedere nulla poichè le ombre continuerebbero a confondersi col buio, così come so che se accendi la luce in una stanza, quella luce invaderà un po' anche la stanza buia accanto e non viceversa. La luce vince sempre, il buio è la mancanza di luce. L'augurio che faccio a tutti è di smettere di indugiare nei viaggi nell'ombra e ricordarsi invece di accendere la luce nella propria vita, così che da ognuno potrà scivolare un po' di chiarore anche nelle ombre del mondo.
Conoscere ed alimentare la propria luce significa anche riconoscere il proprio talento, non tenere rancore agli altri, concentrarsi sul presente invece di piangere sul passato che non c'è più o su un futuro che non c'è ancora, ascoltare il cuore, lasciar volare i sogni, superare gli attaccamenti, dare sfogo alla creatività e alla fantasia, vivere in armonia con la natura e le sue leggi, essere liberi sia nella mente che nello spirito, rompere gli steccati, uscire dalle proprie gabbie ricevute o autocreate spesso frutto di convincimenti, di dogmi, di vecchie e nuove strutture ideologiche, religiose o spirituali, o anche di sentimenti negativi come invidia, odio, gelosia, egoismo, egocentrismo, possessività, protagonismo, predominio: ecco, credo che la libertà è una delle più grandi luci che possiamo accendere nel cuore, ed è contagiosa! ;) E' per questo che tutti cercano di raggiungerla, e chi non ci riesce cerca di toglierla a chi ce l'ha.
Per cui per il 2017 auguro a tutti (me compresa) luce e libertà, creatività, fantasia, armonia, abbondanza, conoscenza e uso del proprio potenziale, opportunità e ovviamente l'amore, dato e ricevuto, che sia da e verso pochi che da e verso il mondo, ma anche amore per ciò che si fa, non importa quanto sia grande o ci renda importanti, non importa se si tratta di creare una grande opera d'arte o invece di fare torte per la famiglia, perché tutto quello che è fatto con passione e amore e non con un secondo fine, qualsiasi cosa sia, anche una piccola cosa ma che ci rende felici, è qualcosa di grande, ed è un seme di luce posto nel mondo.
Sto inoltre riflettendo sul fatto che è meglio uno o due piccoli propositi piuttosto che uno grandissimo e irraggiungibile o una lunga lista di essi.
E' il presente tutto ciò che abbiamo, e nel presente non potremo mai realizzare troppi intenti, ma possiamo iniziare con uno che sia un primo passo verso altro.

I giorni natalizi sono passati fra dolcetti, film animati e favole (tutti i miei preferiti: Rapunzel, Frozen, A Christmas Carol, Ribelle, La Sposa Cadavere ecc.... e ieri il bellissimo Maleficent). Al cinema ho visto il nuovo film di Tim Burton (carino ma niente di che) e quello di Spielberg "GGG" (idem: carino ma niente di che). Abbiamo fatto un paio di gite, una a Viterbo dove c'era il "Christmas Village" e una al Gran Sasso. Purtroppo sui monti la magia del Natale è stata un po' smorzata dalla totale macanza di neve. Ecco come si presentava la montagna tre giorni fa, tra prati secchi e stepposi, carline e altri fiorellini secchi o freschi e addirittura piccole gemme che già fanno capolino sui rami della rosa canina (ma è tempo?).
Solitamente di questi periodi lì c'è sempre il gelo e neve (almeno sulle vette), ma quest'anno invece ad un certo punto io mi son dovuta aprire la giacca e togliere la sciarpa perché stavo sudando e il caldo non mi faceva respirare. 


Paesaggio secco e tutt'altro che natalizio del Gran Sasso





Nuove gemme sulla rosa canina insieme ai vecchi frutti appassiti

Eppoi qualcuno osi ancora dire che il riscaldamento climatico non c'è, che è tutto ok, che è colpa di una maggiore aggressività solare, e l'asse terrestre e bla bla bla.



Mancano solo pochi giorni all'Epifania. L'adorabile vecchia strega con il naso un po' bitorzoluto e gobbo verrà presto a cavalcioni di una scopa a portare doni o carbone. Il carbone però non è una punizione. Indica che le negatività del passato sono state bruciate, quel carbone ci ricorda le lezioni apprese e deve diventare concime per nuovi buoni propositi della la nostra vita.
Non dobbiamo temerla. I suoi abiti logori sono i giorni dell'anno vecchio ormai consumati, il suo sacchetto contiene doni di prosperità e abbondanza, la sua vecchiaia è l'inverno che presto cederà il passo alla primavera, i suoi capelli grigi sono la saggezza che vede ciò che vale, che deve essere considerato o premiato. E' la Cailleach/Black Annis che conserva il germe della rigenerazione sotto il suo manto di ghiaccio, e lo soffia nella Dea Brigid addormentata, il suo alter ego "fanciulla", la cui emersione e scintilla vitale risveglia la natura dormiente, che poi in estate diventerà la Ana/Aine signora dei raccolti, la quale stanca alla fine dell'estate tornerà ad essere la Black Annis. E' un ciclo continuo, fino che il nostro operato non porterà una distruzione tale nella natura da interrompere fatalmente questo ciclo, questa legge di natura. E' la Bertha dell'inverno, la Baba Jaga, ... ogni luogo e tradizione ha la sua vecchina.
Per noi il suo tempo è ora e si chiama Befana.
In passato nelle campagne c'era l'uso di bruciare fantocci di paglia, simboli della Dea vecchia e sterile, per esorcizzare l'infertilità della Natura e scongiurare carestie future.
Noi invece lasciamole un piattino con qualche biscottino e qualcosa da bere, perché si possa rifocillare quando passerà a trovarci.
In cambio dei doni, si porterà via l'incanto del Natale. Tra quei doni, se ce ne saranno, io vorrei trovare un nuovo paio di ali, e le istruzioni per i passi della danza che muovono la Ruota della Vita.
Per il futuro, non faccio pronostici poiché le maree mutano e non sono mai quel che sembrano.
Pongo propositi, pochi e senza aspettative, poiché il fiume scorre sempre in modo inaspettato, al massimo posso curarne gli argini.
Riguardo il passato non faccio bilanci perché ormai ho chiuso la porta e mentre le candele del Natale finiscono di consumarsi in questi ultimi giorni di feste, si accende il domani, nel 2017, ed io gli aprirò il cancello e gli offrirò una cioccolata calda.

Un pensiero per la mia Avalon:
"Avalon non è così lontana o collocata in un luogo, come alcuni affermano. L'ho sentita stamani nel passerotto che cantava sul mio balcone. Avalon è un modo d'essere, e la mente vi torna di continuo perché non ci si può scordare di sé. Avalon è tra cielo e terra, sotto la Corona Boreale, oltre la nona onda del mare, nelle nebbie che delimitano l'orizzonte. Avalon è nella foschia di questa mattina, nel laghetto che ho visto giorni fa, nel prato pieno di margherite in estate, nei boschetti, nel vento, e in mille altre cose vicine a me perché innanzitutto Avalon è nel mio cuore, nel cuore delle sue figlie che ancora la vivono in modo puro e naturale, nei suoi attenti guardiani, nei sussurri delle sue morgane.
Avalon è un riflesso nella mente, una immagine meravigliosa, una leggenda, una terra di oltremondo, ma è anche in un paesaggio concreto di terra e roccia, è in una collina delle favole, e in quella con i castagni a pochi chilometri da casa mia.
Avalon è una Madre che cura l'anima, ma solo per chi sa percepire il tintinnio lieve del Ramo d'Argento e risponde al suo richiamo, poiché Avalon è nel proprio sentire. I suoi sentieri sono nei regni delle fate, sul Tor, o in quelli che si snodano tra campi di grano e lucciole d'estate nella mia Toscana, poiché i suoi sentieri sono soprattutto interiori, sono migliaia, e li puoi vedere manifestarsi ovunque.
Avalon è nella luce della Luna, anche quando la notte la nasconde, basta guardare, ascoltare, respirare.
Avalon è in una voce amica, in un gesto di sorella, ci porta sulla barca oltre le nebbie e dopo non si è più le stesse ma si è di più se stesse, poiché la Isola Sacra non è un muro ne un recinto, ma è quello che c'è dopo e che una volta visto non può essere dimenticato. Avalon è uno sguardo sull'infinito, libertà e voglia d'immenso.
Avalon è il raggio di sole che oggi illuminava la strada, che fa brillare il mare, che accarezza la terra, è la bianca coltre che d'inverno brilla cristallina, ed è la montagna che ospita i ghiacci. La sua voce è nei canti delle sirene, ma anche nei suoni che emergono dal silenzio, dove non ci sono rumori artificiali o grida umane e fiumi di parole, ovvero: vento, stelle cadenti, tuono, pioggia, fronde, cinguettio, onde, tramonto, neve... ecco la neve, il suono ovattato del silenzio. Avalon è nelle mele d'inverno, morbide e profumate cotte nella torta, e nel gusto dolce delle ciliegie estive, magari affogate nel gelato. I suoi confini sono labili e indefiniti, la bellezza sulla terra è un suo riflesso. La sua tela è tessuta con fibre di legno, lana, cotone, minerali, cristalli, erbe, sabbia, acqua, energia, raggi di luce cosmica, i suoi fili possono avere consistenza fluida o stabile, se non totalmente impalpabile, e tutto insieme crea un morbido arazzo setoso, con incastonato il muschio in inverno, e mazzetti di erbe magiche e curative in estate. Avalon è nella terra, è nel mare, è nel cielo, ed è oltre il visibile, poiché non c'è mai un confine ne separazione tra la fonte e il torrente. Avalon è il finito e l'indefinito, è un punto che si trova ovunque con un cerchio intorno che è da nessuna parte. Non possiamo strutturarla, chiuderla in una scatola, delimitarla in un libro, confinarla in un tempio, nemmeno gli antenati celti che ce ne hanno parlato dandoLe infiniti nomi lo hanno mai fatto, e la incontravano nei luoghi che Avalon ci ha dato, le cui colonne del tempio erano alberi intorno alla radura, pietre erette, sorgenti, formazioni particolari del terreno sulle colline o in riva al mare o nel cuore. Questo significa anche libertà e sovranità per noi stessi, amore e cura del nostro giardino interiore affinché il condizionamento non possa gettare ombre sui colori vivaci dei fiori sbocciati dall'intuito, dal talento, dalla creatività, dalla volontà e dalla fantasia. Questo ci aiuta a dare forza alle nostre invisibili e bellissime ali, capaci di volare oltre le nuvole e le nebbie" (Niviane)

1 commento:

  1. Questi tuoi post per me sono sempre come una piccola meditazione, una lettura che mette voglia di fare-pensare-creare con eccitazione e pace insieme. :)
    Spero che tu abbia trascorso delle buone feste, buon anno nuovo :*

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