domenica 22 gennaio 2017

Giornata sulla neve

Strada che sale da Pescina a Pescasseroli

Giornata splendida per una piccola passeggiata in montagna, ma breve: siamo partiti tardi poiché temevamo il ghiaccio sulle strade, non eravamo nemmeno riusciti a capire se erano state pulite e dopo tutto quello che le notizie hanno raccontato in questi giorni, siamo andati molto cauti.
Ma non abbiamo resistito al richiamo della neve. Abbiamo impiegato molto tempo ad andare su, molto più del solito, perché su molti tratti i nostri dubbi hanno trovato conferma. E questa non era una delle zone colpite dalle calamità degli ultimi giorni.




Di certo, ne è valsa la pena, ed eccoci qua: davanti agli occhi, paesaggi che si perdono tra il cielo e la neve scintillano al sole come fossero coperti di porporina d'argento, dopo che il vento ha trascinato via le nubi fredde. E' un vero peccato che la macchina fotografica non riesca a cogliere quel luccichio. Ma il sole sta diventando sempre più brillante, ci stiamo avvicinando al tempo di Breo Saighit, "Freccia di Fuoco", Bricta "la brillante", Brighid l'altissima datrice del fuoco vitale.




Quando il vento si placa, resta solo il silenzio ovattato tipico dei paesaggi innevati. I paesini distesi sulla montagna ci offrono il ricordo di cose antiche che sanno di pace e di buono. L'odore è quello della legna bruciata dei focolari dove arde il benefico fuoco attorno al quale si riunisce la famiglia nel freddo inverno: è il fuoco di Brigid, quello dove cucinare il cibo che sostiene, quello che protegge dal gelo,  quello che porta luce nelle notti d'inverno.





Alcuni di questi paesini si popolano solo in estate, e in questo periodo sembrano immobilizzati nella neve, come se si stessero "riposando" insieme alla natura. Anche l'acqua delle fonti sembra riposare bloccata da stalattiti di ghiaccio, mentre i portoncini sigillati sono coperti dalla neve e le persiane sono chiuse, e tutto sembra essere lasciato in uno stato di apparente abbandono.




Ci siamo avventurati sui prati coperti di neve alta e immacolata: troppo alta, troppo soffice, difficile procedere senza ciaspole, mentre il sole stava già iniziando a nascondersi dietro agli alberi. Troppo tardi. Abbiamo giocato a palle di neve, respirato il freddo puro e secco, e sentito la gelida mano della Cailleach accarezzare, in un brivido, la schiena. Ma per coronare la giornata, ci voleva un tè o una cioccolata calda con una generosa fetta di torta, per cui bagnati ma divertiti come bambini, abbiamo ripreso la strada.

Il tempo dell'oscurità sta per finire, seppur ancora tra le sue bianche storie di montagne che sembrano addormentate e che hanno visto quel candore solo a inverno già inoltrato (vedi penultimo post precedente) e accompagnato da ondate di gelo anomalo.
Dove il sole ammanta di luce la terra il ghiaccio si scoglie e probabilmente il bucaneve da qualche parte sta per fiorire.




E' questa "la Dea": è il raggio del sole, la bellezza della natura, l'albero, la neve, il fuoco nel camino.
Quando siamo lontani dalla natura stiamo male, perché lei è l'energia vitale: ci ammaliamo, ci manca il respiro. Gli antichi popoli che vengono definiti "celti" (ad indicare vari popoli diversi accumunati da importanti affinità linguistiche, sociali e spirituali), NON avevano statue o rappresentazioni in forma umana delle loro divinità. Per loro si trattava di energie naturali terrene o celesti immense che non potevano essere limitate o confinate in una statua che ne sarebbe diventata la prigione davanti alla quale inginocchiarsi dimenticando della immensità di tale potenza della natura e dell'Universo. Per descriverle usavano metafore, simboli, racconti spesso enigmatici e aperti a trasformazioni e interpretazioni, dai confini sfumati, indefiniti.
La Dea non fa "miracoli", la Dea è la vita, la morte, la rinascita, la Dea è quello che si vede nelle foto sopra, è energia, luce, è il magnetismo lunare e il dolce raggio che scioglie la neve, e nei suoi aspetti più pericolosi è anche la valanga che scende rombando dalla montagna, perché questa è la natura. Se la Dea è tutto, è anche questo, e c'è poco da pregare.
E' la vecchia Cailleach che sbatte a terra il suo bastone facendo tuonare e tremare la terra, ma è anche la scintilla vitale di Brighid che risveglia le radici delle piante dal loro torpore. Nulla di tutto questo chiede adorazione da idolatri, ma siamo chiamati al rispetto e alla cura.
La mia "adorazione" e "preghiera" è questa: camminare nella natura, ammirando la bellezza ed esprimendo gratitudine dal cuore. Accrescere la consapevolezza cercando Armonia, come Essa ci invita a fare, perché noi tessiamo la tela della vita insieme a Lei, ovvero insieme a tutto ciò che esiste, e le nostre azioni stanno cambiando in peggio lo stato di salute della natura così come la conosciamo, ma spesso i nostri piccoli gesti riparatori non bastano, e lo vediamo nei disastri climatici che aumentano anche se facciamo la differenziata, accendiamo la luce solo dove serve, usiamo la macchina solo quando serve, cerchiamo di comprare solo ciò che serve, soprattutto cose italiane e magari che hanno viaggiato poco ecc... ecc.... . Io sento che fare queste cose fa stare bene la mia coscienza, e mi dispiace di vedere che purtroppo, a quanto pare, non basta alla natura. Servono grandi azioni.
Mi chiedo quando chi ha il potere inizierà a far sì che il pensiero laico abbia il sopravvento, che il buon senso abbia il sopravvento.
"Vivere in società è necessario per la nostra sopravvivenza, non possiamo farne a meno, siamo nati in cattività, e allo stesso tempo però stiamo distruggendo noi stessi. Mi chiedo quando il numero di persone che sentono e comprendono questo sarà sufficientemente alto da creare nuovo pensiero e nuova tecnologia volti a nuovi modi di creare, vivere, muoversi, ecc... che ci permettano di essere sempre in armonia e contatto con la natura, protetta e rispettata, perché non possiamo vivere divisi da Lei". (Niviane su Fb)

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