martedì 8 novembre 2016

Anno (celtico) nuovo


"Immagina un lago in una estate calda e arida, con il cielo azzurro e senza nubi che splende sopra di esso. In queste condizioni il livello dell'acqua si abbassa. Dove va a finire l'acqua? [...] L'acqua non cessa di esistere, altera semplicemente le condizioni della propria esistenza: l'acqua del lago diventa uno spirito d'acqua che viene attratto dalle nubi e resta per qualche tempo là, per poi ricadere e tornare ad essere parte del lago. Lo stesso accade per gli spiriti, incluso quello racchiuso nella tua carne e nella mia. Il corpo ci libera,... nel nostro caso con la morte... e andiamo avanti nei cicli dell'esistenza [...]. Se nessun albero morisse mai, la foresta sarebbe così affollata che gli alberi vivrebbero in una condizione orribile, soffocati e al buio; non ci sarebbe luce vicino al terreno per incoraggiare i giovani semi, ci sarebbero solo alberi vecchi che diventano sempre più vecchi, seccandosi, marcendo tormentati dagli insetti, senza un modo per permettere al loro spirito di fuggire e ricominciare da capo[...]. La dove un albero vecchio cade crescono nuove piante, nutrite da quel corpo che lo spirito ha scartato nel proseguimento del proprio cammino. In questo modo le forze della costruzione e della distruzione mantengono in movimento i cicli dell'esistenza, liberando gli spiriti e dando loro nuova forma" (Tratto dal romanzo "Il potere dei druidi" di Morgan Llywelyn, e sono le parole del druido Ainvar rivolte a sua moglie Briga)

"Oltre il velo, sorge una collina che si specchia nel lago, dove scivolano, sonnecchiando silenziosi, i cigni d'argento. Tutto intorno a questa collina, scavata sui suoi fianchi, si snoda una spirale che porta fino sopra la sua tondeggiante cima. E' una collina sacra, dimora della Dea, è un percorso iniziatico ma soprattutto somiglia a quello che gli antichi chiamavano Tumulo: è la porta del ventre stesso della Dea, all'interno del quale scorrono acque curative che poi sgorgano limpide all'esterno della collina stessa. E' una porta tra i mondi, così come lo è il cielo che la sovrasta, il lago su cui si specchia e il mare che poco distante la lambisce. Attraverso questa porta si accede a regni che si trovano su un altro livello di esistenza dopo l'abbandono del corpo fisico ovvero la morte. Ma cosa è la morte nei regni oltre il velo, nei luoghi dello spirito? E' la mutazione della propria condizione di esistenza. Niente cessa veramente di esistere, tutto cambia cotinuamente e si evolve, passando su sentieri che si snodano attraverso Avalon della Terra, Avalon del Mare e Avalon del Cielo, l'uno riflesso degli altri regni, ma tutti su livelli diversi: alla fine del cammino, l'approdo è Tir na n'Og, la Terra della Giovinezza, dove l'Anima si rigenera e si prepara per una eventuale nuova incarnazione. Ma la morte non è solo questo: è anche data da ogni cambiamento che accade nelle nostre vite e ci cambia nel profondo. Son momenti di passaggio, come a Samhain" (Niviane)

Samhain/Halloween è passato da qualche giorno, ed io sto cominciando a tirare le somme dell'anno trascorso. Non inizierò a raccontare cosa è Samhain, ne a narrarvi storie e leggende antiche che parlano della notte dei morti: niente Jack O'Lantern quindi, né vi dirò quanto adori "La sposa cadavere" di Tim Burton (tanto!!!)
Forse parlerò solo un pochino di me.
Da Yule del 2015 in poi, è stato un anno di importanti cambiamenti, grandi riflessioni, e prese di coscienza.
Sono passata attraverso il velo che divide i mondi e conduce al nuovo ciclo dell'anno dopo una serie di situazioni ed eventi più o meno edificanti: ho aiutato all'apertura di un tempio e condiviso festose cerimonie, ho partecipato a 1 seminario e 1 corso, ho praticato le discipline olistiche di cui sono master/consulente/operatrice, ho festeggiato il mio compleanno con una cerimonia speciale, ho fatto training di meditazione yoga, ho condiviso le mie conoscenze con una amica, ho messo il punto sulle mie ricerche.
Ciò che però a dire il vero più mi interessa è che ho conosciuto persone nuove, camminato nella pioggia, passeggiato tra le onde, raccolto la luce del sole, cucinato torte di mele e impastato pane con la pasta madre di Claudia, percorso sentierini di montagna, sgranocchiato caldarroste, annusato l'umidità dell'autunno e il freddo della neve, raccolto foglie secche e pigne, goduto di qualche momento di relax sorseggiando tè verde allo zenzero, visitato paesini e piccole pasticcerie/bar di montagna dove davanti ad una piccola finestra affacciata su case antiche di pietra ho ordinato dolci e cioccolato caldo mentre le mie mani si scaldavano tra quelle del Lupacchiotto.
Ho raccolto fiori, ricamato, disegnato, creato, pensato, capito. Sono tante le cose che ho fatto in un anno. Avrei anche potuto fare di più.
E' stato anche un anno di problemi, uragani, terremoti, e della ricerca di risposte, di persone così piene di ego da dimenticarsi di rispettare la dignità altrui, e persone dagli occhi luminosi che ti aiutano a fare un passo avanti.
Ecco, ora quel velo si è chiuso, e l'ignoto è davanti a tutti noi.
Per quanti progetti possiamo avere, e per quante strategie abbiamo in mente per realizzarli, non sappiamo ciò che ci aspetta veramente.
Ringrazio tutte le persone che ho conosciuto, ma so che le vie che molte di loro mi hanno proposto non fanno per me.
Il mio sentiero è un cammino, è una ricerca dell'armonia, passa attraverso il bosco, costeggia ruscelli, si ferma sulla spiaggia e si perde nell'orizzonte fino a penetrare il cielo, che a dispetto di quello che diceva una famosa canzone, non è in una stanza, ne tantomeno in una cantina. E' questo il mio Tempio, e la mia via di "guarigione/risveglio".
Questa è la mia Avalon.

"Solo con la Natura le guaritrici avevano stretto il loro patto.[...] Fu questa l'Antica Religione della Grande Dea, che affiora nelle testimonianze raccolte negli atti dei processi, quale residuo di un sapere antico e straordinario, veggente, spirituale. Fu questa Scienza della Natura che vide donne sapienti trasformate in streghe, come Medea - insieme a Circe - già primordiale guaritrice, venne trasformata in maga malvagia dalla mitologia maschile, come la veggente Cassandra venne trasformata in profetessa di sventure, come Melusina, fata buona, amante, madre benevola, venne trasformata in Morgana, fata maledetta e avida di potere sul maschio [...]. Risanare, per le guaritrici, significava allontanare le forze oscure che appannano lo spirito e fanno ammalare il corpo, riedificare il contatto con le forze spirituali della Natura, con l'incanto dei boschi, delle foreste, dei prati fioriti, delle sorgenti, del mare, con la voce degli esseri elementali e con la meraviglia del creato. Risanare significava contrastare gli effetti devastanti di sentimenti e azioni negative, poiché in situazione di conflitto il corpo si ammala. Ci si ammala perché si invidia o si è invidiati, perché ci si rode su problemi mimini o ci si tormenta per drammi procurati da chi ci circonda, ci si ammala all'interno di comunità "infette" da intolleranza, rivalità, avidità, egoismo, crudeltà, [...] comunità in cui crescere significa destreggiarsi lungo un percorso accidentato, affollato non di sostegni ma di mortali insidie. Di mortificazioni. Di affronti. In questo senso le guaritrici sapevano preparare medicamenti con le piante solari, iperico, timo, camomilla, licopodio, artemisia, arnica, calendula, verbena, achillea, le nove piante magiche nate nel sole. [...] Le guaritrici non si fermavano a *misurare la materia* secondo i dettami della medicina ufficiale che sezionava il corpo scordandosi dell'anima. Le guaritrici sapevano individuare quel groviglio oscuro che guasta l'anima, [...] le radici di quelle forze negative che recano danno alla salute. In questa lotta contro il male, le guaritrici sapevano chiamare a raccolta i propri alleati (gli spiriti della Natura) e sapevano guarire l'anima e le sue crisi, e di conseguenza guarivano il corpo." (Tratto dal libro "Dalla parte delle streghe" di Vanna De Angelis)

Ci adoperiamo tanto per diventare speciali, per darci nomi, qualifiche, per identificarci con qualcosa, elevarci mentalmente con pensieri complessi ed evolversi spiritualmente con pratiche complesse. Alla fine però chissà che tutta questa complessità non si riveli un abito pesante di cui l'anima, per poter volare, faticherà a spogliarsi. Dovremo concentrarci di più sulla semplicità. Questo è il mio scopo per questo anno. Non sarà perseguibile fino in fondo, anzi, facilmente non ce la farò, poiché la vita sociale è complessa, ma io ci provo.
D'altronde, se mi guardo intorno, vedo che son giorni strani questi: son giorni di pioggia sia d' acqua che di fulmini, di vento freddo che fa braccio di ferro con il vento caldo a dispetto del Signore dell'Inverno che ha allungato le sue dita nodose ma forse non riesce più a stringere la presa. Son giorni di arroganti e di buonisti, di vincitori che si attribuiscono vittorie che non hanno avuto e perdenti che in realtà non hanno mai perso niente. Son giorni di persone che vantano pretese che niente e nessuno gli concederà o dovrebbe concedergli, di amici che non mi conoscono, di sconosciuti che scopro di conoscere. Son giorni di sogni popolati di facce mai viste, di zuppe che si bruciano sul fuoco, di lune tra le nubi, di cose che si rompono, di libertà rubate, di verità confuse, di sapientoni che non sanno mettere due parole in riga, di improvvisati che improvvisano. Son giorni in cui ci sentiamo trascinati dalla marea o ci caschiamo dentro. Sono periodi, corsi e ricorsi, ma possiamo ancorarci all'Anima, che non si contraddice e non muta, non casca dentro a niente e non è trascinata da nulla, ma fluisce in armonia con il canto delle stelle.

"Certe volte è come se non possedessi ne passato ne futuro, vivo sospesa, ed è come se avessi sempre vissuto o vivessi da sempre, lo è per me, come per tutti quelli che nessuno conosce, di cui nessuno ha mai raccontato e che ne mai ricorderà, perché se passi come il vento non hai confini.
Io sono aria, il mio passaggio è un soffio.
Mi nutro di silenzio, ci cammino dentro da quando ho risposto al richiamo della terra che profuma di meli in fiore, da quando la dama dalle vesti tessute con gocce di lago e piume di cigno mi ha  permesso di bere alla sacra fonte.
Io sono acqua, scorro trasparente sul sentiero
Non mi commuovo se non riuscite più a cogliere la bellezza intorno a voi ne a circondarvi di quella che avete dentro. Mi commuove chi non ha scelta.
Io sono terra solida, eppure mutevole.
Respiro il bosco, e il mare,.... vi osservo mentre vi muovete in mezzo alla spazzatura eterica fatta di rimorsi, di frustrazioni, di superstizioni, di egoistici sentimenti di possesso di quanto non può appartenere a nessuno
Io sono il Sole che da vita ai colori
Camminare nei sentieri di Avalon è come entrare in una dimensione che si espande all'infinito, fin dove inizia l'ignoto in cui scorgere il mistero di luce vitale
Io sono Luna, ciclica, fredda, lucente o velata
Percepisco le antenate, le antiche sorelle, le madri, le nonne, che onoro e che aspettano per ritrovarci alla fine di ogni circolare pennellata di tempo" (Niviane, dall'ex-blog EmainAblach, nov.2007)

2 commenti:

  1. Quando ti leggo mi assale la voglia di scrivere, cambiare, "fare". Questo è stato un anno paricolare, almeno per me, e speriamo che finisca. Il mio ottimismo è lanciato verso l'esterno. Sono sempre contenta dei risultati altrui. Per quel che mi riguarda la vita "vera" non è fatta di etichette e sono abbastanza stanca delle mode o di certi luoghi comuni (il femminismo è ben altro). Ad ogni modo, il raggiungimento della serenità è un grande obiettivo. Oggi le verità assolute dilagano... e tutto questo mi annoia. Bellissimo post! Un abbraccio.

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  2. Ammetto che aspettavo con ansia il tuo post di Samhain :) Mi metti sempre una gran voglia di leggere, studiare, conoscere... fare! Che anche quest'anno ci porti cose nuove e liete, un abbraccio :*

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