venerdì 26 agosto 2016

Vagando qua e la

Cavalli sui pascoli dell'altopiano Campo Imperatore - Gran Sasso

Ultimamente faccio molta fatica a fotografare i luoghi e i momenti belli, mi sembra che guardare alla bellezza e alla natura attraverso l'obbiettivo sia come avere per un attimo un velo che mi priva, anche se per un istante, della possibilità di viverla. Inoltre non mi piace il risultato che ottengo con queste nuove digitali HD o, ancora peggio, con questi cellulari che vantano di incorporare una fantastica fotocamera. Le foto sono strane, i colori pure, a volte nel dare una superdefinizione dell'immagine rendono tutto piatto o a macchioline, e, come dicevo altrove, forse mi serve una macchina fotografica seria. Ma io non sono una fotografa, scatto a sentimento più che con criterio, e non so nulla di ISO e di tutte quelle altre sigle che indicano le varie regolazioni possibili per ottenere un bel risultato.
La mia fotografa preferita è Simona , che nelle sue foto, quelle che fa con intento fotografico (ovvero quasi tutte), a seconda del soggetto, sa rendere tanto la magia quanto la maliconia, il movimento, la bellezza, la profondità o la gioia ecc... ma lei è una vera fotografa, io invece vado a tentativi se non a tentoni quando, sotto la luce del sole, manca il mirino.
Allo stesso tempo però quando vedo cose che suscitano la mia meraviglia voglio "catturarle", per non perderle, e quindi devo fotografarle, non posso farne a meno.
E' anche vero che, se non parto per una gita o un viaggio speciale, vado sempre negli stessi luoghi e ci vado molto spesso, ovvero, i bellissimi parchi naturali abruzzesi e il mare del litorale, tutti luoghi che ho fotografato in tutte le stagioni e condizioni climatiche decine e decine di volte, e forse ora mi va di godermeli e basta.
Tra le poche foto che ho scattato questo Agosto vagando qua e la, le migliori sono queste: raccontano di altopiani, di pascoli, di nubi pesanti del pomeriggio che coprono le cime e scivolano sui fianchi delle montagne, di campagne assolate alle loro pendici, di nodose radici di faggi che segnano il sentiero, e di un mondo piccolo che c'è nel "fuoco di artificio" al centro di un fiore di iperico, di un insetto nascosto sulla ginestra o operoso mentre succhia il nettare di un cardo dei lanaioli, di succosi frutti del bosco freschi per la pioggia appena caduta, di pini e resine, e infine delle prime tracce di autunno, visibili nelle foglie secche o ingiallite sui rami di un bosco diventato freddo sotto un cielo cupo.
Tra tutte queste cose un racconto speciale lo merita un luogo che percepisco sacro e per questo l'ho eletto a mio Tempio: per arrivarci si percorre una via in salita, passando sotto archi formati dai rami delle sagge querce, ci si inchina di fronte al sacro Melo Selvatico, ci si lava (solo simbolicamente, respirandola, per rispetto alla riserva) nella pozza formata dalla cascata che si incontra per prima e infine, passando sotto alte rocce come ad entrare nel ventre della Madre, si arriva lì, nel luogo prediletto dalle Ninfe, dove l'acqua cade dall'alto formando piccole cascate e cadendo in una conchetta, coppa della Terra, dove l'acqua è così trasparente che si possono contare i bianchi sassolini che ci sono sotto di essa: un sentiero di Avalon scolpito sulla Terra, una espressione del Graal.


Campagna alle pendici del Monte Sirente

Freddo panorama del Gran Sasso

Sentiero di radici, faggeta del Parco Nazionale d'Abruzzo

Cascata delle Ninfe - Camosciara (Cascate delle Tre Cannelle), Parco Nazionale d'Abruzzo

Iperico a mazzi, scendendo verso Fonte Cerreto - Gran Sasso

Ginestre profumatissime al limitare dei boschetti meno in quota del Parco del Gran Sasso

Cardo con ospiti sui prati e le radure del Parco Nazionale d'Abruzzo

Corniolo, nel bosco del Parco Nazionale d'Abruzzo

Biancospino con le sue rosse bacche tossiche nei boschi del Parco Nazionale d'Abruzzo

More dolci e freschissime al limitare della campagna ai piedi del Monte Sirente

Particolari di pini al Parco Velino Sirente zona Ovindoli

Idem come sopra, Ovindoli

Tracce di autunno...... Ovindoli.

Mancano molte cose: la baita/ristorante dentro il bosco dove ho mangiato una buonissima zuppa di fagioli e funghi, un tortino porri e gorgonzola e una ottima crema pasticcera, le mucche che ci ostruivano lente il passaggio sulla strada, una volpe che ci girava intorno timidamente, il sole o il vento dentro ad una faggeta, l'acqua limpida e scrosciante di un torrente, gli agnolotti alla ricotta e tartufo, il silenzio di un cimitero di montagna dove riposa mia suocera, gli abbeveratoi, le cascate che sbattono sulla roccia,... insomma, energia, VITA!!
Ma le deludenti foto non le rendono giustizia, per cui mi limito a parlarne.
Come dicevo, ho visto i primi cenni di autunno lassù (e purtroppo solo lassù), e ho assaporato il desiderio di indossare un paravento pesante e stringere in mano una tazza di tè caldo, cose dimenticate da più di tre mesi.
Però la missione "ritrovare le lucciole" è andata fallita, anche se le ho cercate. Forse non ero al posto giusto nel momento giusto. E ormai arriva Settembre.

"Grazie Madre Montagna.
Grazie per l'aria fresca e limpida che ci rigenera nelle torride giornate estive, e il vento tra i capelli
Grazie per i silenzi
Grazie per le immagini di bellezza, con le nuvole che scivolano sui tuoi fianchi e accarezzano i tuoi prati
Grazie che ci accogli intorno a te...
Grazie per i prati verdi coperti di erbe e fiori con cui ci curi, per gli altipiani sconfinati, per l'incanto dei boschi, con i nostri saggi e antichi fratelli alberi
Grazie per i cieli che cambiano sempre vestito
Grazie perché, se il mare rigenera il corpo, tu rigeneri l'anima portandoci un pò più vicino al cielo" (Niviane)


4 commenti:

  1. Lo dico sempre, trovo le tue foto sono belle, molto evocative e didascaliche in senso positivo, fotografi frammenti di realtà che danno la possibilità di ricostruire nella mente i luoghi che hai visitato e fingere per un momento di essere lì, sai rendere giustizia al soggetto. Di questa serie le foto di piante potrebbero tranquillamente figurare in un'enciclopedia botanica, mentre quella coi cavalli è bella come un quadro (e F. vicino a me condivide in toto) :*

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  2. Concordo con Silvia. In verità, ti ringrazio ma mi sopravvaluti e poi fotografo sempre meno. I tuoi scatti sono molto belli, io, ad esempio, sono un'incapace con i cellulari o le automatiche, quindi c'è in me qualcosa che non funziona. L'occhio è importantissimo, la tecnica si impara, e nemmeno io sono tanto tecnica, anzi... Comunque, adoro come scrivi e come fotografi, in verità te sai fare tutto. Ogni volta che viene a casa mia qualcuno faccio vedere il tuo ricamo e il tuo quadro, probabilmente, se fosse per me, te saresti già famosa! Anzi, Silvia e la sottoscritta, nel tempo libero (e io ultimamente ho tempo) potremmo promuovere qualsiasi tua linea. Un grande abbraccio :*

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