martedì 8 dicembre 2015

Magia d'Inverno


Quando nevica è come se tutta la Terra si coprisse con una calda e luminosa coperta bianca che la Grande Madre manda giù dal cielo e che tesse mentre i fiocchi cristallini toccano il suolo, a protezione di tutta la vita esistente in natura durante il freddo inverno. La neve irradia luce dal quel suo gelido calore, abbaglia di un bianco intenso i nostri occhi ravvivando anche le giornate più grigie, e come tutte le coperte che si rispettino, si orna di magnifiche trine ai bordi delle strade, dei tetti, dei balconi e sulle piante avvolte in quel bianco pigiamino. Gli spiriti della montagna vanno in letargo sotto di essa ma attenti a non disturbarli, poiché il loro brusco risveglio potrebbe scuotere fortemente quella coperta che finirebbe con il crollare giù in una grande valanga travolgendo sotto di se tutto ciò che trova.
I brevi giorni della lunga notte stanno per finire. Yule ci porterà il nuovo Sole, nel ripetersi perpetuo del ciclo della vita. Sono giorni di lucine e di alberelli decorati. Anche nella mia casa un abete sfavilla di luci colorate e sfere luccicanti. Il vischio e il pungitopo rallegrano l'ambiente sostenendo candele rosse e dorate sulla cui punta danzano fiammelle di speranza. Campanellini appesi all'abete tintinnano nel silenzio ad ogni filo d'aria e le decorazioni di vetro sembrano animarsi quando le lucine calde che avvolgono l'albero si accendono aprendo debolmente l'oscurità per qualche secondo e poi, lentamente, la notte si richiude per poi riaprirsi ancora, come un mantello scosso dal vento. Nei giorni più bui anche la luce di una candela sa donare una suggestione magica molto speciale e unica, che può risvegliare ricordi, dipingere sogni, e far tornare bambini ma a patto di fermarsi un attimo a respirare quell'atmosfera fiabesca, di lasciarsi andare ad un bacio sotto il vischio, di giocare con i fiocchi incartando i doni, di farsi rapire lo sguardo da quelle piccole lampadine intermittenti, di visitare un paesino innevato, di fermarsi di fronte alla vetrinetta decorata della botteghina dove lavora un vecchio artigiano, di affondare le dita nei dolci ripieni, di ascoltare i rintocchi delle campane che si perdono nel vento. Ricordo che da bambina non riuscivo a dormire per il pensiero fisso che arrivava Babbo Natale, e me ne stavo sveglia zitta zitta, con le coperte tirate su fino al naso, attenta ad ogni più piccolo rumore che provenisse dalla mia casa e ad ogni ombra che si stagliasse ondeggiante sul muro di fronte alla porta della mia camera. Ricordo il pranzo di Natale con i parenti, era l'unica occasione in cui mi permettevano di bere lo spumante e il caffè, e mi tornano in mente i deliziosi crostini toscani, piatto tipico delle zone dove sono nata, mi sembra di sentire ancora nitidamente il profumo della salsa che bolliva. Ricordo la prima volta che vidi la Befana, sporca, brutta, vestita di stracci, ma con le mani sorprendentemente giovani (??? :D ). Ancora oggi, mi piace pensare che a far suonare i campanellini appesi all'albero siano i folletti e le fate.
Attendo di nuovo la neve, con in mano una tazza di cioccolata calda di fronte ad una finestra appannata. Nel forno, una torta di mele esala odore di cannella. Attendo la luce che torna. Yule, o Alban Arthuan, è la festa antica del solstizio d'inverno, quando nell'oscurità la Madre genera il giovane figlio, il Sole, che piano piano vincerà sempre di più la tenebra. Nel freddo inverno l'astro solare  è come un giovane fanciullo dal calore pallido, ma destinato ad essere sempre più potente, sempre più sfavillante e le ore di quella radiazione luminosa presto si allungheranno. E' l'amore della Madre che dal suo grande ventre cosmico rigenera la luce per il mondo nel momento in cui incombe la notte e il gelo.
Amo tantissimo il freddo, tutto sembra più limpido e puro. Il Sole fa brillare la neve come se le stelle fossero scese sulla terra. Avete mai sentito il canto della quercia, e degli abeti, o del faggio.... la loro voce è quella delle gocce di ghiaccio che colano dai rami scaldati dal sole. Avete mai visto come è nitido il riflesso delle acque del lago calmo in cui si specchia la natura circostante gelata? E' un riflesso così brillante che fa lacrimare gli occhi.
A volte, nubi gelide e cupe si stagliano all'orizzonte nell'aria carica di energia, e correndo veloci sembrano portare venti di tempesta, ma ogni tanto le luci dell'Universo fanno capolino attraverso gli squarci tra le nubi, cambiando tutti i colori del paesaggio e accarezzando le rocce rese lucide dall'erosione del tempo. Il vento del Nord scivola tra le vette, le sue raffiche hanno una tale portata di aria che i miei polmoni non ce la fanno ad accoglierla tutta insieme e mi si blocca il respiro per qualche secondo, mentre le guance si imporporano per quella carezza gelida.
Spero che nevichi ancora.
 
- Musica consigliata: il brano "Father Christmas" contenuto nella colonna sonore de il film "Cronache di Narnia - Il Leone, la strega, l'armadio" che vi consiglio anche come film dell'inverno; racconta il viaggio iniziatico di quattro ragazzi, partendo dal gelido inverno, verso la conquista di sovranità di se stessi.
- Film di Natale: "A Christmas Carol", di Robert Zemeckis, tratto dal bellissimo omonimo libro di Charles Dickens. Non esiste un film di Natale così tanto natalizio.
- CD: il bellissimo nuovo album di Enya "Dark Sky Island"
 
 
 
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Piccolo aggiornamento del 1/1/2016
 
 
 
Certo, la vita non è facile per nessuno, e quello che ci aspetta è pure un anno bisestile che solitamente non gode di buona fama, ma se la mattina di capodanno si da un'occhiata al web e si scopre che è tornata una cara amica, e che ora la sua vita è felice e piena di avventure, per quanto nelle "piccole cose" come le chiama lei :*, sembra che l'anno si apra con una bellissima luce. Se poi i vetri appena appannati delle finestre rivelano un cielo finalmente invernale, se l'aria del mattino profuma di Nord e se le previsioni del tempo annunciano una epifania benedetta dalla discesa di quei bianchi batuffoli di umide stelle create dalle nubi, allora si crea la magia. Quindi, perché non cominciare l'anno con una tavola dall'aspetto natalizio imbandita di ogni ben della Dea e belle stoviglie, come se fosse la colazione di una famiglia nobile dei tempi di Jane Austen? E così bicchieri di cristallo, posate con un piccolo inserto dorato, bellissime porcellane natalizie, burro, marmellata, cornetti appena sfornati, biscotti e pane tostato, yogurt, miele, kiwy, noci, albicocche secche, tè, caffè e orzo hanno preso posto su una bella tovaglia rossa, mentre io e il Lupacchioto ci siamo seduti ognuno ai due lati estremi del tavolo, con una bella candela rossa accesa al centro. Detta così sembra chissà che, ma sto barando, in realtà non c'era nulla che avesse veramente valore su quel tavolo :D , nonostante ciò la mia apparecchiatura per la colazione di capodanno faceva la sua bella figura, riusciva a creare l'incanto, e mi sentivo un po' Elizabeth Bennet seduta di fronte al suo amato Mr. Darcy nella sua bellissima dimora nelle romantiche campagne inglesi. Un tempo la tavola veniva sempre apparecchiata con cura, ora invece siamo sempre di corsa, a volte si mettono giusto due tovagliette all'americana, due posate buttate la, due piatti e bicchieri usurati, si consuma il cibo velocemente sull'esiguo tavolo della cucina guardando la tv, e poi ci lamentiamo del mal di stomaco e altri malesseri. Bisogna ricordarsi di quanto la bellezza renda più digeribili certe difficoltà della vita. 
Che vi sia felicità e bellezza per tutti nel Nuovo Anno!.

2 commenti:

  1. Amo leggerti e farmi cullare dal calore che emana il tuo fuoco. Speriamo arrivi il vero inverno e che torni la neve!

    Un grande abbraccio

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  2. Any, che felicià risentirti, non puoi capire quanto :****

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