mercoledì 7 marzo 2018

Voci tra le nebbie

Bellissima immagine, vista su Pinterest, del leggendario Glastonbury Tor, ritenuto una porta per Avalon

CANTO AD AVALON
(©Niviane - vietato prenderlo o usarlo in qualsiasi modo)

Avalon è un luogo del cuore,
l'Isola Sacra 
che si materializza nel sentire e nel vivere.
Si mostra ogni mattina,
al mio risveglio,
è una visione vivida nella mente,
e da Lei ricevo quel fremito di energia
che sostiene la mia forza e le mie azioni.
Vedo aprirsi le nebbie
 generate dall’oblio nelle Ere del Tempo,
che scivolano sulle sue acque calme,
e si sollevano,
 scoprendo la Sacra Collina
inondata dalla tiepida luce dell’alba.
Il mio cuore sorride,
il mio sguardo si apre alla bellezza,
i miei piedi poggiano sull’erba umida
 coperta di rugiada,
e la fresca brezza è così leggera
che riesce appena a far cantare le fronde.
Osservo il cigno nuotare silenzioso
sulle acque calme del lago.
Un’aquila vola alta
ad accogliere il sole,
e il gorgoglio cristallino di una sorgente
fa breccia nella silenziosa quiete del mattino,
mentre il cervo,
con i suoi grandi palchi,
mi scruta altero da un fitto bosco.
In piedi,
protesa verso quella lucente bellezza,
le dita lievi del vento tra i capelli,
le bianche guance imporporate di rosa,
sento il richiamo di quell’Isola Sacra,
quel canto flebile e melodioso
che oltrepassa i mondi
per arrivare al nostalgico cuore
di chi può ancora sentirlo,
nonostante questa realtà 
ne abbia smarrito il ricordo.
Un dubbio si insinua come un’ombra,
una domanda senza risposta:
PERCHE’ SIAMO QUI,
noi, Figlie di Avalon e delle Arcaiche vie,
viaggiatrici spesso solitarie
in questa società moderna e terrena......?!
Avalon è la dimora dello spirito,
è il luogo dove conduco i miei passi,
benedetta e guidata dalla Sua luce,
nutrita dal nettare dei Suoi frutti,
accudita dalla Sua Energia,
 e dove l’anima torna
a dissetarsi alle Sue Sacre Fonti,
a sfamarsi con le Sue mele succose,
poiché Avalon è un luogo materno e nutriente
radicato nella Sorgente Divina del creato,
ed è parte di ogni Sua Figlia,
tutte ancorate all’Isola Sacra
 da un raggio argenteo
fatto di sostanza eterea e impalpabile,
che non limita, non lega,
ma è la corda a cui aggrapparsi
quando si teme di cadere
o di aver perso la via.
E’ nella forgia del grembo di Avalon
che ha preso vita il mio essere.
La sento nel respiro, nel sangue, nelle ossa,
nell’acqua che fluisce con le mie emozioni,
nella terra che sostiene il mio corpo,
nell’aria che alimenta la mia visione,
nel fuoco che accende la mia volontà,
nell’Universo infinito,
dove si espande la mia natura incorporea.
E’ la mia custode,
maestra, ispirazione, guida,
culla, rifugio, spirito,
consapevolezza, insegnamento.
Mi avvolge nel suo incanto,
mi spinge amorevolmente
oltre il velo dei condizionamenti,
mettendomi severamente di fronte
alla realtà di me stessa,
rivelando le mie fragilità
e i limiti posti dalla mia umanità,
scoprendo luci ed ombre
che giacciono evidenti nella mente
o invisibilmente celate nell’inconscio,
e mi guarisce,
poiché Avalon è guarigione.
Come una lanterna splendente ed eterna,
mi mostra la direzione
che conduce oltre l’ingannevole velo
che maschera le sue sponde cristalline,
e mi accompagna nella Sua inviolabile bellezza,
tra il profumo dei meli in fiore,
i cui rami danzano al vento
nel cinguettio di uccelli magici,
capaci di risvegliare i morti
e addormentare i vivi.
Avalon apre sempre le nebbie alle Sue Figlie.
Ci guida al di là della nona onda,
e, appena sbarcate,
aspetta che scegliamo se restare lì 
a godere del frutteto,
oppure se vogliamo continuare il nostro Immram
e salire sulla Sacra Collina,
ad incontrare noi stesse.
Se accettiamo il nostro sentiero,
Avalon ne apre uno specifico per noi,
e noi lo costruiamo insieme a Lei,
percorrendolo,
tessendolo passo dopo passo,
intrecciandolo con le Sue leggi naturali,
le Sue stagioni,
i Suoi cicli.
Ogni Figlia di Avalon ha una sua via da plasmare,
unica, irripetibile,
una tra migliaia,
perché migliaia sono le Sue Figlie,
ogni via è l’espressione di sé,
Nessun’altro può percorrerla,
né possiamo percorrere il sentiero di un altro,
o pretendere di avere ciò che di Avalon 
non ci viene dato.
Avalon non è terra di Re o Regine,
ma Re e Regine si sono inginocchiati ad Essa,
non è un palcoscenico per attori in cerca di notorietà 
che si contendono la luce del successo,
non si può possedere, soggiogare o dominare,
e non ha maestri che possono insegnarla:
Avalon è libertà.
Le Sue porte sono ovunque o da nessuna parte,
e possono assumere molteplici aspetti,
come mutevoli sono anche le Sue chiavi,
diverse per ognuna di noi.
Ho percorso le silenziose vie a spirale
che conducono ai giardini interiori,
ho scavato, seminato, curato, abbracciato,
ho acceso luci sopra le ombre,
ho lavato via la fuliggine con le acque limpide del Sacro Lago,
ho percorso i sentieri della storia,
della leggenda,
del cuore,
ho coltivato le mie arti, 
i miei talenti, i miei doni,
ho viaggiato tra le pietre ancestrali,
ho tessuto la mia tela e dipinto i miei colori,
ho ascoltato il tintinnio cristallino dei frutti del Sacro Melo,
assopita ogni notte tra le sue radici,
sotto il Ramo d’Argento.
La vedo quando issa l’alba che squarcia la notte,
quando accende la luce della Luna,
sorella delicata e rassicurante,
quando stende colori vivi sui fiori appena sbocciati,
quando scuote le nubi tempestose
e poi semina quiete nella calma che segue il temporale,
Essa è ovunque,
è nelle stelle che si accendono al crepuscolo,
è nella terra umida e feconda di virgulti
dopo le piogge di primavera
ed è il grembo che in autunno
riaccoglie tra le sue zolle il seme maturo.
La sento quando il vento sibila tra le sue ossa rocciose,
nei canti melodiosi che accarezzano l’anima,
nel ronzio dell’ape che si muove operosa,
 nella dolcezza del suo biondo nettare,
nel ruggito dell’onda che si infrange
sulla riva dorata del mare,
nel gelido e ovattato scintillio della neve bianca
di cui l’ Inverno si ammanta.
La abbraccio nelle visioni eteree del cuore,
nell’immensità del Cielo 
e nella Natura di questa dimensione terrena,
Madre Natura, riflesso di Avalon
parte dei suoi indefiniti confini sulla materia,
poiché per le Figlie di Avalon,
per coloro che la cercano solo per sincero amore
e incontenibile senso di profonda appartenenza,
per coloro che recano ancora nel cuore
qualche barlume di memoria dei suoi insegnamenti,
non esistono luoghi limite
che ci separano da Essa:
ETERNAMENTE
siamo sacerdotesse e custodi di questo mondo antico,
veniamo indissolubilmente dal suo grembo,
ne portiamo l’essenza nell’esistenza.
Avalon mi conduce per mano su vie di luce,
su per la collina,
o tra le acque chiare del Sacro Lago,
bagno purificante,
specchio dove riconoscersi,
e scrigno di Excalibur,
mentre noi Figlie,
riunite alla Divina Madre,
 portiamo il Graal,
coppa di guarigione,
calderone di abbondanza,
recipiente di saggezza e conoscenza,
Sacro Ventre di vita e rigenerazione,
poiché tutti i colori del sacro e del divino
sono sostanza stessa di Avalon,
ogni Sua Figlia è una Sua sfumatura,
una Sua Morgana,
un frammento del suo spirito selvaggio,
una guaritrice dell’anima,
un’artista,
una messaggera che porta ad Avalon le storie del mondo,
e che porta in dono al mondo i semi di luce di Avalon,
 piccoli doni
che richiedono rinuncia
alle proprie rassicuranti zone di confort,
ingannevoli costrutti della mente,
per dirigere invece i propri passi
verso personali sentieri sconosciuti
il cui luminoso incanto,
fatto di Antiche Armonie,
viene rivelato solo a chi li percorre
con coraggio, dedizione, verità, sincerità, leggerezza,
ma soprattutto con amore e fiducia. (©Niviane)

Possono sembrare parole incomprensibili, eppure, se guardi bene nel tuo cuore, puoi trovare un lembo di quelle spiagge lambite dalle nebbie anche tu....  la Magia è ovunque. Prendi una barca e cercala, ma non perdere mai il senso della realtà concreta, o ti perderai tra le nebbie. Questo è il mio saluto. E come si usava un tempo dire: Blessed Be. 

PS: il nome dell'autore della foto è inciso sulla foto stessa, al centro in basso.