venerdì 12 gennaio 2018

La Fiamma Vitale



La luce delicata del Sole accarezza le acque trasparenti e ferme di un lago. Sopra di esse un cigno nuota lento e sereno. Il suo piumaggio brilla leggermente mentre sbatte un pò le ali, e tra le radici di una betulla coperte di neve candida, un bucaneve alza la testa in cerca del Sole. Una fonte interrompe la profondità del silenzio con il suono dell'acqua che sgorga e scivola sulla roccia striata di tracce rosse ferrugginose e bianche calcaree.... ma non è che una benefica visione.
E' che inizio a sentire l'avvicinarsi delle energie di Imbolc, ed ho voglia di parlare un po' della Dea, solo della Dea, ed in particolare di quella che ho sempre sentito a me più vicina e affine, la Dea Brighid, perché la Dea non è solo Madre Terra o campi di grano, ma molto, tanto, di più.

Nell'Europa arcaica, prima ancora dei popoli definiti "celti", molto probabilmente era venerata una Grande Dea, l'energia primordiale genitrice della vita, colei "dai molti aspetti" che da forma ad ogni cosa, filatrice del filo con cui Essa tesse la ragnatela della vita e del creato. Ad ognuno di questi aspetti i popoli di ogni tempo e luogo hanno dato "nomi" che possiedono un significato traducibile legato  ad un qualche aspetto particolarmente significativo di quell'energia sacra, naturale e divina percepita o osservata nella realtà. Tali nomi quindi erano "chiavi" di connessione verso certe qualità dell'energia creatrice e multiforme, ovvero della Grande Dea Una e Molteplice. Chiamare uno di quei nomi (e quindi "quella" Dea) era un modo per invocare la presenza di quel tipo di energia. D'altronde, se ci riferiamo ai celti, per loro i nomi sacri erano una cosa molto seria: ogni tribù/clan aveva il suo nume tutelare, il cui nome doveva restare segreto perchè rivelandolo a dei potenziali nemici (quindi a tutte le altre tribù) gli avrebbero consegnato le chiavi per dominare quella forza che li proteggeva e quindi per farsi vincere e dominare essi stessi dai loro rivali. 
Ogni Dea aveva delle caratteristiche di base della Grande Dea, più altre caratteristiche che dipendevano dal luogo, dall"ambiente, dal clima, dai popoli e dalle loro particolari credenze o superstizioni. 
Cesare assimilò questa Grande Dea europea a Minerva, ma in realtà essa reca anche qualità riferite a Diana, Cerere, Junone e a molte altre, magari meno conosciute perchè proprie di popoli piccoli e dalle tradizioni meno note. 
La Dea Brighid è una rappresentazione della Grande Dea: il suo nome significa l'altissima, ma anche la splendente o radiosa. Quindi è il nome irlandese per indicare la Dea sopra ogni altra, recante il fuoco vitale che risveglia e nutre la vita. Questa stessa caratteristica la troviamo in Brigantia, dea del popolo dei Brigantes, che essendo guerrieri le conferirono anche caratteristiche guerriere, e i romani la rappresentarono proprio come Minerva, con l'elmo in testa, e ci sono incisioni che ne indicano l'assimilazione a Minerva o a Celeste, Grande Dea dei Cartaginesi conosciuta soprattutto come Tanit o Astarte, e a questa Minerva furono conferiti aspetti legati alla guarigione e all'acqua (Nimphae Brigantia) che la Minerva classica non aveva. Ma tornando alla "fiamma", ne troviamo riferimenti anche nel nome Irlandese Breo Saighead (freccia di fuoco o "fiery arrow" da breoga=ardente), oppure, in altri luoghi, per Brighindu, Belisama (colei che splende), Sulis (il Sole), Syrona (la stella) e altri, diffusi in molte zone d'Europa, anche in Italia. Tutte sono associate a fonti, alcune ad acque termali curative, e sono Madri dei popoli e portatrici di fertilità: nel bellissimo libro "Brigid, Goddess, Druidess and Saint" di Brian Wright, una delle tante parole gaeliche (gallese in questo caso) che sono prese a riferimento per svelare i significati del nome Brigantia è brydio, che significa ribollente/spumeggiante, proprio come le acque calde termali o l'acqua che scorre veloce dalle sorgenti o dei fiumi.
Ma mi soffermo sulla Dea Brighid d'Irlanda, la mia preferita. Gli Irlandesi sono stati gli unici a mantenere abbastanza vive le loro tradizioni gaeliche precristiane, e per questo la loro Brighid è il metro di misura sul quale si verificano e si confrontano le altre dee ad Essa assimilabili, e dal quale si evincono le caratteristiche di questa Dea primordiale lunisolare delll'antica Europa, che prima dei Romani fu abitata prevalentemente da popolazioni definite "celtiche", che arrivarono fino al Nord Italia e ad una piccola parte del centro.
Lei è il bianco cigno simbolo di purezza, i cui colori (il bianco delle piume, il nero della mascherina facciale e il rossiccio del becco) sono i colori della Triplice Dea. Spesso la Grande Madre, come la stessa Gimbutas insegna, è rappresentata con un uccello d'acqua. 
Proprio in funzione del forte legame tra questo elemento e il sacro femminile, è una Dea delle fonti miracolose o curative. Esse si trovano tutt'oggi nella campagna di Kildare (Cill Dara), il villaggio dove sorgeva il suo tempio divenuto poi la cattedrale/monastero dedicata alla Santa che portava il nome della Dea, Santa Brigida, la più venerata in assoluto in Irlanda e in quelle zone insulari (in Galles è anche chiamata St. Ffraid), che fece molti miracoli, fra cui le guarigioni con le acque della fonte di Brighid, la moltiplicazione della birra :D e del burro. Anche il latte difatti era percepito come un dono di Brighid, per questo associata alla mucca. La festa a lei dedicata, Imbolc (1 Febbraio), celebrava proprio il latte che sgorgava dalle mammelle degli animali di allevamento che avevano partorito i loro cuccioli, e che era una manna in quel momento dell'anno in cui scarseggiava il cibo. Imbolc era anche la celebrazione del risveglio della natura in virtù di una rinnovata forza solare. Le piante a Brighid dedicate, come ad esempio la betulla (di colore bianco,i cui rami non molto fitti lasciano passare la luce), il tarassaco (erba estiva dal fiore di un giallo intenso, e dalle virtù purificatrici), il bucaneve (bianco come la neve attraverso cui si fa strada per esporsi alla luce, primo fiore del risveglio primaverile nei giorni d'inverno), sono espressioni di luce e purezza.
Il fuoco vitale di Brighid quindi da e risveglia la vitalità della natura che giace addormentata sin dagli ultimi giorni più bui dell'anno.
Ma non è tutto qui: è anche luce d'ispirazione dei poeti e artisti, il focolare domestico, la fucina del fabbro, la passione che guida la mano dell'artigiano e la filatrice. 
Lei è la Dea rinnovata in fanciulla che reca in sè la fertilità, è la saggezza di una druidessa, ed è la Terra verde smeraldo d'Irlanda: il suo mantello è coperto di erba fresca e vellutata, il che fa di lei non solo una Signora della luce, ma anche della terra e delle sue energie ctonie, associate a Brighid nella figura del serpente. Brighid non è forse il nome più arcaico e primitivo con cui è stata chiamata la Grande Dea, e diventa Ana/Aine, (forse era questo il nome arcaico) al momento dei frutti e dei raccolti, e Cailleach/Black Annis nei freddi e oscuri giorni più brevi e grigi dell'inverno.
Ora però il lungo sonno è quasi finito, il riposo ha trasformato la Dea vecchia e stanca in vigorosa fanciulla che con il suo tocco di fiamma vitale fa scattare la scintilla che rianima le radici delle piante, attiva il seme, e smuove tutti gli esseri viventi dal loro torpore. 
L'altissima e radiosa, luna e sole, fuoco e luce, acqua e latte, cura e nutrimento, ispirazione e arte, poesia e saggezza, nascita e risveglio, forgia e focolare, guarigione e purezza, amore e compassione..... al suo tempio di Cill Dara 19 sacerdotesse prima e monache poi, curavano a turno il suo fuoco sacro sempre acceso. Quel fuoco era la manifestazione visibile della fiamma vitale, energia radiosa che portava il nome di Brighid/Brigit/Bride, che anche nella cristianizzazione non ha perso nulla del suo potere ma semmai lo ha accresciuto. In nome della sua sacra fiamma ancora oggi vengono costruite le "cross bride" e accese candele che si mescolano a quelle della Candelora o Candlemas. Brighid è la Grande Dea che vestendo i panni della santa, così come più diffusamente quelli di Maria, è sopravvissuta ad ogni mutamento che avrebbe potuto estinguerla nelle ere del tempo, poichè la sua fiamma, anche se apparentemente spenta, ha sempre continuato a brillare. Daltronde, è la fiamma stessa della vita!!.

Un piccolo "gioco" per Imbolc:
si intreccia una cross bride a 3 o 4 punte (vi sono tutorial ovunque sul web), pronunciando il nome di Brighid associandolo al proprio "desiderio dell'anima" mentre che si incastrano tra loro i giunchi, proiettando così il desiderio nel lavoretto che stiamo creando. Quando abbiamo finito, si mette la cross bride ottenuta in un luogo sicuro e magari per noi sacro, oppure vicino alla bambola di Bride se ne abbiamo creata una, e ce la lasciamo senza preoccuparcene più fino all'Epifania successiva, quando la bruceremo con l'anno vecchio. In mancanza di giunchi, si possono usare striscette di carta, che ripiegheremo e incastreremo tra loro come avremmo fatto se fossero state giunchi, e ci possiamo scrivere sopra speranze e preghiere. Anche questa cross bride possiamo affidarla a Brighid e poi bruciarla a suo tempo. Più che per avere un miracolo, serve per verificare alla fine dell'anno quanto saremo state/i determinate/i e volenterose/i nella realizzazione del nostro intento, e quindi se abbiamo lasciato brillare la nostra personale Fiamma di Brighid interiore.

Nel mio primo gruppo di Avalon di cui feci parte circa 15 anni fa, ricevetti dalle mie sorelle del cerchio un nome segreto che aveva caratteristiche "druidiche" e conteneva in sè questa Dea. Mi fu affidata Brighid e anche le ricerche ad essa relative.
A me piace essere libera di cambiare idea. Sì. Su tutto e su tutti. Sempre. Per me la coerenza è esserlo con se stessi nel momento presente, e se ritengo che una idea, una impressione, una convinzione, un pensiero, un giudizio, o altro, non sia più vero perchè qualcosa mi ha convinto o dimostrato il contrario, io non voglio stare ostinatamente attaccata ai pensieri. Ritengo che la cosa più intelligente è lasciarli andare e sostituirli con i nuovi. Ma su Avalon e Brighid il mio cuore non cambia, ed è lo stesso da qualche decina di anni (e posso dirlo, data l'età).
È un'attitudine, impressa nel DNA dalle mie antenate e dai miei antenati. 
È l'ardente luce di Brighid che, anche se spenta nel tempio di Kildare, continua a brillare nello spirito di chi può sentirla, viverla, riconoscerla nella Natura intorno a se, negli astri del Cielo e nella Terra.


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Un pò di bellezza: siamo da poco nel 2018. Vi serve un calendario? Andate qui, nella pagina di Simona Emme
http://www.lulu.com/shop/search.ep?contributorId=1541547 dove sono esposte le sue creazioni. Ne troverete alcuni con le foto da lei scattate. Ed è garantito: Simona sa catturare la magia nei suoi scatti, che sono pieni di anima e di poesia.